Adolescenza

Ragazzi e rischio dipendenza da internet

Di Francesca Trabella
adolescentitecnologia
30 Maggio 2017
Tutti i ragazzi usano Internet e non è realistico proibirlo. Ma il web non deve monopolizzare la giornata. Ecco alcuni consigli per genitori
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In media, gli studenti italiani usano la rete per 165 minuti al giorno. Il 23% di loro ne fa un uso “estremo” (più di 6 ore) e il 47% dice di sentirsi “proprio male” se manca la connessione.

 

Questo emerge dalla prima indagine Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) sul benessere degli studenti.

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Ma che cosa rappresenta il web per i nostri figli? Un ritiro dalla realtà o il tentativo di rimanervi agganciati?

 

IL WEB? LA RISPOSTA A (QUASI) TUTTI I BISOGNI

 

«Entrambe le cose», risponde Riccardo Zerbetto, psichiatra e psicoterapeuta, direttore scientifico del progetto Orthos per lo studio e il trattamento delle dipendenze patologiche (orthos.biz).

 

«Da un lato, i ragazzi si immergono nel virtuale per sfuggire a una quotidianità stressante. Dall’altro si connettono per trovare informazioni, relazioni, svago, proprio come noi adulti. Fanno ricerche, chattano, guardano video, giocano. I teenager hanno tempo a disposizione e curiosità da soddisfare, non stupisce che stiano online anche per un quarto delle loro giornate».

 

DA PASSATEMPO A PASSIONE TOTALIZZANTE: come capire se tuo figlio è a rischio?

 

I numeri dicono che la dipendenza è dietro l’angolo. Come capire se tuo figlio è a rischio?

 

«Fai attenzione a come usa il web e allarmati se questo diventa una passione irrefrenabile», consiglia l’esperto. «Si parla di dipendenza quando stare online penalizza il sonno, lo studio, lo svago e sostituisce il contatto con la realtà. Per evitarla, è necessario giocare d’anticipo, sin dall’acquisto dello smartphone o di qualsiasi dispositivo il ragazzo utilizzi per connettersi».

 

PREVIENI LA DIPENDENZA

 

«Deve essere chiaro che lo smartphone è di tua proprietà e lui l’ha solo in prestito», raccomanda Zerbetto. «Prima di consegnarglielo puoi installare un’app per il controllo del suo uso. Deve capire che ci sono confini da rispettare. Se gli dai il motorino, dovrà rispettare il codice stradale; allo stesso modo, per lo smartphone devi stabilire dei limiti, possibilmente concordandoli con lui.

 

Come abbiamo verificato nelle scuole di Milano, i ragazzi chiedono in media 150 minuti di navigazione al giorno, mentre i genitori puntano a concederne 100. Un buon compromesso sono 120. E ricorda che il tuo esempio vale più di mille parole: se tu non sai gestire con misura lo smartphone, non puoi pretendere che lo faccia tuo figlio».

Un'app utile


Ti permette non solo di vedere quanto tempo il ragazzo passa online, che cosa fa, con chi parla e a chi scrive, ma anche di fissare dei limiti a tutte queste attività. Si chiama Qustodio (qustodio.com) ed è un’applicazione per il controllo genitoriale disponibile in versione free (per proteggere un solo dispositivo) o a pagamento (fino a 10 dispositivi). Fra quelle prese in considerazione dall’equipe del dottor Zerbetto, è quella risultata più affidabile e completa.

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