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"Sadfishing": guida per genitori, spiegata da un adolescente

di Sara Sirtori - 06.12.2019 - Scrivici

"Sadfishing", ovvero l'atto di simulare tristezza sui social media. Un adolescente spiega come i genitori possono aiutare i propri figli che, attraverso questo segnale, cercano attenzioni e aiuto.

"Sadfishing": guida per genitori, spiegata da un adolescente

"Sadfishing" ovvero "tristezza simulata" per noi non è certo un termine familiare, ma non è una novità nel mondo dell'adolescenza. Si tratta di una tendenza comune sin dall'inizio dei social media. La "tristezza simulata" è quando qualcuno enfatizza il proprio stato emotivo per ottenere le simpatie o le attenzioni da parte dei propri followers. In generale, questo appare sui social media in diverse forme, sia che si tratti di Twitter, di caption su Instagram o aggiornamenti dello stato di Facebook. La "sadfishing" spesso sfrutta la tristezza, la disperazione e la negatività, e può essere una cassa di risonanza estremamente "tossica" in cui gli adolescenti rimangono imprigionati.

Un adolescente ci racconta la sua esperienza. Quando avevo 14 anni, il mio account Facebook era disseminato di post che dicevano cose come "Sono pronto a rinunciare" o "La tristezza è troppa e non ce la faccio più". Ero depresso, ma non lo avrei detto a nessuno di persona. Condividere i miei stati d'animo sui social media mi ha aiutato ad avvicinarmi a qualcuno, a chiedere aiuto: ho cercato attenzioni attraverso Internet. Con questo post voglio aiutare i genitori a imparare a riconoscere se il loro figlio adolescente è triste, e capire come aiutarlo.


Perché gli adolescenti sono tristi?


Quando un adolescente pubblica testi di canzoni deprimenti, condivide quanto sia disperati in quel momento, o fanno riferimenti ad atti di autolesionismo e addirittura a pensieri suicidi, sta cercando la vostra attenzione, sia che si tratti di un desiderio cosciente o meno. A volte, questo è un grido di aiuto. Sono sicuro che molti di voi si riferiranno al fatto che spesso è difficile confrontarsi con la realtà, specialmente quando ci fa apparire deboli, vulnerabili o dipendenti da qualcun'altro. Se vostro figlio sta pubblicando apertamente frasi preoccupanti, vale la pena accertarsi di quello che sta succedendo. Forse spera solo che qualcuno noterà che sta sbagliando. Spesso c'è un bisogno di fondo di avere un riconoscimento da parte degli altri.

Questo è proprio ciò che rende davvero pericolosa "la sadfishing" sui social media; cercare riconoscimento sui social media.
La "sadfishing" può anche essere problematica poiché non tutti gli adolescenti che simulano questa tristezza e sono quindi in crisi, chiedono aiuto. Alcuni lo fanno solo per attirare l'attenzione, e questo può essere ingannevole per i loro amici e familiari. Proprio come la tendenza orribile del "catfishing", in cui una persona finge di essere qualcun'altro per intraprendere una relazione online, il" sadfishing" può inviare falsi segnali su ciò che sta realmente accadendo nella vita reale .

Gli impatti della "sadfishing"

Poiché molti adolescenti condividono online i loro sentimenti che spesso sono amplificati, la "tristezza simulata" ripetuta nel tempo può influire sulla credibilità delle loro affermazioni. Gli adolescenti che pubblicano continuamente affermazioni "esagerate" hanno meno probabilità di essere ascoltati. E quelli che hanno realmente bisogno di aiuto sono spesso schiacciati da tutto questo clamore.
Ad esempio, quando ero più giovane, a volte ho pubblicato poesie davvero tristi che parlavano di depressione e contenevano messaggi autolesionisti. Non avevo molte persone nella mia vita quotidiana che controllavano il mio benessere mentale, e la mia "tristezza simulata" era il mio modo di dire alla gente che non stavo bene. Ero sinceramente in difficoltà, ma non sapevo come chiedere aiuto. I social media erano l'unico sbocco che sentivo di avere per connettermi con gli altri e informarli della mia situazione.

La salute mentale è un problema molto reale che gli adolescenti devono affrontare, ma se un adolescente esagera nel modo di comunicare questo disagio, questa esperienza agli occhi delle persone risulta meno grave. E così, i lettori iniziano ad alzare gli occhi al cielo quando vedono messaggi sulla depressione e l'ansia, piuttosto che offrire aiuto concreto.
La "sadifishing" trasforma i social media in un ambiente pericoloso in cui gli adolescenti possono essere risucchiati in vortici di pensiero che tendono alla negatività, e questo può provocare danni reali.

Come possono aiutare i genitori?

Fortunatamente, la "sadfishing" è un problema che può essere alleviato facilmente. Per cominciare, i genitori dovrebbero monitorare l'attività sui social media dei propri figli, in modo da poter notare se sono davvero afflitti da pensieri tristi oppure no. Se vedete dei post che vi riguardano, chiedetegli se sta bene e se ha bisogno di aiuto. Questo aiuterà vostro figlio a sapere voi ci siete sempre per lui.
Ricordatevi che le persone che fanno "sadfishing" cercano di attirare l'attenzione. Siate onesti con i vostri figli sull'impatto che questo tipo di atteggiamento ha su di loro e sul loro pubblico e, naturalmente, condividi come ti fa sentire genitore. Cerca di capire il suo punto di vita senza arrabbiarti. Se il problema è serio, considera di rivolgerti a uno specialista. Ciò è particolarmente importante se un adolescente ti sta chiedendo aiuto. Fai del tuo meglio per consentire loro di chiedere aiuto.

La linea di fondo

I vostri figli devono sapere che possono rivolgersi a voi quando hanno bisogno di aiuto. È importante che imparino a comprendere l'impatto che i loro social media ha sugli altri e, soprattutto, che la salute mentale non è qualcosa di cui scherzare o esagerare. Se vostro figlio sta veramente lottando con problemi di salute mentale, offrite loro sostegno e fate sapere loro che siete disposti ad aiutarli.
Incoraggiateli a condividere le loro emozioni in modo sano, come ad esempio scrivendo un diario o parlandone con qualcuno. Come genitori, avete una grande opportunità di intervenire nella vita di un adolescente per aprire il suo pensiero, comprendere le sue emozioni e costruire con lui una relazione più forte. Non esitate: il vostro supporto potrebbe salvare una vita.

Fonte: Parents.com

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