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Come scegliere l’università: i consigli dell’esperta

di Alice Dutto - 19.04.2019 - Scrivici

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Fonte: Alamy
Capire quali sono i propri interessi e le proprie abilità, ricercare informazioni sui vari percorsi di studio e poi effettuare la scelta. Ecco tutti i passi per di un percorso consapevole da cui i genitori non sono esclusi

A partire dalla fine del quarto anno di scuola superiore e l’inizio del quinto le famiglie vivono un momento delicato per il futuro dei loro ragazzi. È questo il periodo migliore in cui scegliere l’università: una decisione importante che condiziona tutta la vita e che quindi va fatta nel giusto modo, assecondando i gusti dei ragazzi ma tenendo anche conto del contesto esterno.

Come scegliere l’università giusta


«Di solito, quando si parte per un percorso di orientamento universitario bisogna fare un doppio processo: prima interiore e poi esteriore» commenta Cristina Polga, consulente di orientamento professionale e scolastico.

1. Riflettete su di voi

Quale università scegliere? «Per rispondere a questa domanda il primo passo è riflettere sulla propria storia. Bisogna chiedersi che cos’è che ci piace, che ci incuriosisce e attiva. In quest’ottica è molto utile stilare una lista di attività che si fanno senza accorgersi del tempo che passa».

Un esperimento molto semplice per redigere la lista è pensare a che cosa si vorrebbe fare se, per una settimana, si rimanesse senza televisione, videogiochi o smartphone. «È un test che può diventare anche pratico: liberate del tempo e osservate qual è l’attività che scegliete di fare per riempirlo».

«Molto utile è anche porsi alcune domande specifiche: “Che persona sono e che persona non sono?”, “Penso che nella vita potrei…”, “Penso che nella vita non potrei mai”».


2. Analizzate il contesto

Una volta identificate le aree di interesse, è bene chiedersi che cosa si è disposti a fare per proseguire gli studi: «dovrete affrontare un test di ammissione perché è una facoltà a numero chiuso? C’è la possibilità di accedere a borse di studio e quant’è lungo il corso di studi? Siete disponibili ad andare in un’altra città a studiare o, addirittura, all’estero?».

Quando avrete tutte le risposte, dovrete calarvi nella realtà e verificare qual è l’offerta formativa delle varie facoltà universitarie presenti nei luoghi di interesse.


3. Visitate le università

Per fare una scelta giusta l’ideale sarebbe prima effettuare una ricerca su internet e poi recarsi di persona in questi luoghi. «Una volta fatta la visita è sicuramente utile stilare una lista delle cose che piacciono e che non convincono di ogni singola realtà per poterci poi riflettere con calma».

È fondamentale che siano gli stessi ragazzi a effettuare la ricerca: «È un modo per responsabilizzarli, ma anche farli sentire protagonisti della loro scelta».

4. Fate delle interviste

«Un consiglio che do spesso è quello di individuare degli studenti che frequentano l’università da un po’ di tempo e fargli delle domande specifiche. Ad esempio: “quante ore di lezione si fanno?”, “quante sono pratiche e quante di teoria?”, “c’è un buon clima?”, “si lavora in gruppo o da soli”. E poi confrontare le risposte».

Nella stessa ottica, si può intervistare chi fa già il lavoro che si desidera svolgere in futuro.

5. Pensate più a lungo termine

Dopo aver effettuato questi step, il passo successivo per scegliere l’università giusta è quello di osservare i trend macroeconomici. «È importante analizzare le richieste del mercato in modo da farsi un’idea di quanto sarà spendibile la professione che si sta scegliendo. Consiglio di farlo a questo punto della ricerca per evitare che le evidenze condizionino troppo la scelta all’inizio».

La convinzione che deve guidare genitori e ragazzi infatti è che se si sceglie un percorso affine alle proprie capacità e interessi, la vita lavorativa sarà comunque più facile e soddisfacente, a prescindere dal contesto professionale. «Se faccio qualcosa che mi piace sarà anche quello in cui riesco meglio e in cui sarò più competitivo e bravo».

6. Confrontatevi con gli altri


«In giro si possono trovare molti quiz e test di orientamento universitario per definire meglio le proprie aspettative, obiettivi e ambiti di interesse. Tuttavia, non sempre sono attendibili, soprattutto quelli che si trovano su internet, perché rimandano una fotografia statica della propria personalità. Più utile, secondo me, è capire bene chi si è e chi si vuole diventare partendo da una riflessione su se stessi, come abbiamo visto prima, ma anche utilizzando le opinioni degli altri. Chiedete ai vostri amici, parenti e figure di riferimento come vi vedono: è probabile che vi rimanderanno un’immagine diversa o complementare a ciò che già pensate di voi e può essere un contributo importante in questo percorso di scelta».

Il percorso di orientamento allo studio

Nei casi in cui ci sia un forte conflitto con i genitori o non si sappia proprio che strada prendere, si può iniziare un percorso di orientamento allo studio con professionisti che aiuteranno a capire qual è la scelta migliore per il singolo individuo.

«In genere è un’attività che si fa all’inizio dell’ultimo anno di superiori - spiega Cristina Polga - per evitare di interferire con la preparazione della maturità, momento in cui gli studenti sono assorbiti da altri pensieri. In genere, si tratta di 3-5 incontri in cui si procede a una riflessione su se stessi e poi alla raccolta delle informazioni esterne. Il tutto con il coinvolgimento parziale, ma importante, dei genitori».

Il tutto in un'ottica di continuità: «L’ambizione di chi si occupa di orientamento è che questo diventi un processo duraturo nel tempo, che accompagni la persona in tutto il suo percorso scolastico (e di vita)».

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