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I social e la moda delle escoriazioni al volto

di Giulia Foschi - 10.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La diffusione dei social può causare un incremento di fenomeni di emulazione e di autolesionismo: i dermatologi lanciano l’allarme sulle escoriazioni al volto che le ragazze si provocano dopo aver guardato dei video sui social network

I social e la moda delle escoriazioni al volto

Alcuni dermatologi stanno riscontrando un fenomeno sempre più diffuso tra le ragazzine di età compresa tra i 12 e i 15 anni: l'abitudine a provocarsi escoriazioni profonde al volto, soprattutto sulle guance, dopo aver visto alcuni video sui social network (tra cui Tik Tok). I video mostrano altre ragazze che riferiscono di aver pianto per ore: le escoriazioni sarebbero dello sfregamento continuativo del volto. Si genera così una tendenza all'emulazione che può provocare gravi conseguenze e che spesso cela un disagio più profondo. I genitori faticano ad accettarlo, ma è importante rendersene conto e accompagnare i figli in un percorso di guarigione.
Ne parliamo con il dottor Luigi Laino, che ha lanciato l'allarme con un articolo pubblicato sul sito web del centro di Ricerca Cura in Dermatologia LaTuaPelle di Roma.

La moda delle escoriazioni al volto

Dottor Laino, sul suo sito ha parlato della moda delle escoriazioni al volto e dei rischi di emulazione legati a Tik Tok: ci può spiegare meglio?

"Spesso durante l'adolescenza i giovani iniziano ad esprimere disagio attraverso l'uso del corpo, talvolta anche mettendo in atto comportamenti rischiosi. In vent'anni di lavoro come dermatologo ho riscontrato molti casi di questo genere, ma oggi c'è un elemento in più: l'emulazione causata dai social. In particolare, le ragazzine si provocano lesioni superficiali sul volto. In alcuni casi ho potuto visitare delle ragazze di un'età compresa variabili tra i 12 e i 14 anni, che presentavano delle lesioni da sfregamento solitamente sul volto, ed in particolare in corrispondenza delle regioni sotto orbitarie e zigomatiche.  Alcune mamme mi hanno poi comunicato che queste ragazze erano solite utilizzare i social network (tra cui Tik Tok) per esprimere alcuni loro disagi. La visualizzazione di video inviati proprio da questi genitori mi ha permesso di chiudere il cerchio. Comprensibilmente molti genitori, molte mamme in particolare, faticano a crederci, ma la dermatologia e l'interpretazione delle lesioni dermatologiche non può sfuggire a noi addetti ai lavori. Io non sono in grado di fornire numeri precisi, ma casi di questo genere, diffusi soprattutto tra le ragazze adolescenti, potrebbero continuare ad aumentare".

La Patomimia: di cosa si tratta

In cosa consiste la patomimia?

"In dermatologia, la patomimia si riscontra nei cosiddetti casi di "self injury", ovvero quando ci si provoca ferite superficiali di natura escoriativa, esulcerativa o ulcerativa al livello della pelle. Siamo nel più ampio campo dell'autolesionismo, sempre senza intenzioni suicide: chi si taglia i polsi non rientra in questa categoria. Spesso all'origine dei comportamenti autolesionisti c'è una richiesta di attenzioni".

Le escoriazioni al volto e la correlazione con la diffusione dei social

Prima della massiva diffusione dei social le erano mai capitati casi simili?

"Sì, la patomimia e l'autolesionismo esistono da sempre. Tuttavia, ho sicuramente notato un aumento dei casi negli ultimi anni. I social media funzionano da amplificatore. È molto più facile che si verifichino casi di emulazione o che, in presenza di un piccolo disagio o di un lieve disturbo, si manifestino sintomi più gravi. Un altro fenomeno che si è moltiplicato con la diffusione dei social è la tricotillomania, ovvero l'abitudine a strapparsi i capelli. Un disturbo ossessivo-compulsivo che riscontriamo sempre più di frequente. Ho visto ragazzine costrette ad indossare la parrucca. Anche in questo caso, i genitori pensano subito ad un'alopecia di natura endogena quando invece sono le figlie stesse a provocare questo fenomeno".

I segnali nascosti a cui prestare attenzione

Nel suo articolo invita i genitori a prestare attenzione a questi segnali perché "potrebbero nascondere situazioni più complesse": che cosa intende?

"Come dicevo, l'origine di queste situazioni è di natura psicologica o psichiatrica. Nel caso delle escoriazioni al volto, i genitori accompagnano le figlie da noi pensando magari a casi di acne o ad altre patologie della pelle. Così, siamo i primi a renderci conto di alcuni fenomeni che vengono sottaciuti dagli adolescenti: i casi di autolesionismo sono perfettamente riconoscibili all'occhio di un dermatologo. Per questo credo che in caso di disagi di questo genere la figura del dermatologo debba essere sempre consultata, seguendo un approccio multidisciplinare che deve poi proseguire con un consulto psicoterapeutico".

L'intervistato

Direttore del Centro Dermatologico Venereologico di Roma e dell'Istituto Tricologico Romano, Luigi Laino, medico chirurgo specializzato in Dermatologia e Venereologia, ha pubblicato importanti ricerche scientifiche sulla Dermatologia Clinica, Tricologica e sull'Alopecia Areata. È esperto di Dermoscopia, Dermochirurgia e Dermoncologia.

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