COME ARMI

Che cosa sono gli spray urticanti al peperoncino

Di Alice Dutto
sprayurticantepeperoncino
11 Dicembre 2018
Dovrebbero essere utilizzati a fini di autodifesa, ma invece vengono usati sempre più spesso impropriamente per bravate o crimini organizzati. C'è chi propone di metterli al bando e chi sottolinea la necessità di un percorso educativo più efficace
Facebook Twitter More

«Gli spray o in generale i dispositivi nebulizzatori contenenti capsicum (comunemente detti al peperoncino), dopo vari interventi normativi, sono stati disciplinati con il regolamento del 12 maggio 2011, n. 103, che ha appunto definito le "caratteristiche tecniche degli strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona". Il regolamento (entrato in vigore il 9 gennaio 2012), elenca i requisiti che i prodotti debbono attualmente rispettare, per essere liberamente venduti e portati. Tutti i dispositivi che non rispettano le indicazioni elencate nel comma 1 del decreto, sono soggetti alla normativa sulle armi» ricorda la Polizia di Stato.

 

Gli spray urticanti dovrebbero quindi essere utilizzati solo per autodifesa, ma il loro uso improprio sta dilagando, come pare sia avvenuto per la tragedia di Corinaldo e come si è ripetuto in questi giorni in due scuole lombarde di Pavia e Soncino (Cremona), con diversi ragazzi finiti in pronto soccorso in codice verde e giallo in tre casi.

 

 

Gli usi impropri dello spray al peperoncino

«Già da qualche anno si registra, con una certa frequenza, fra i minorenni l'uso di quest'arma, e sottolineo arma, finalizzato a rapine in particolare nei locali affollati. Sembra non abbiano insegnato nulla i fatti di Torino del 2017, per i quali è stato accertato che la causa scatenante non fu un petardo come ipotizzato all'inizio, ma una vera e propria banda specializzata in rapine con la tecnica dello spray urticante, ormai sempre più diffusa» ha dichiarato in un'intervista a la Repubblica, Giuseppe Spadaro, presidente del tribunale dei minori di Bologna,

 

L'uso scorretto di questi prodotti è molto di “moda” anche a scuola: solo nel 2017 si sono contati almeno 15 casi (riassunti qui sotto dall'AdnKronos), molti dei quali si sono conclusi con ricoveri in ospedale.

  1. 13 dicembre 2017 - Iti “Galilei” - Livorno: un ragazzo spruzza lo spray in una quinta. Circa venti studenti accusano disturbi respiratori. In una cassetta degli idranti viene trovato il flaconcino vuoto di gas urticante.
  2. 18 dicembre 2017 - scuola superiore “Vespucci” - Livorno: sette studenti finiscono al pronto soccorso per irritazioni alle vie respiratorie dopo che un ragazzo ha spruzzato lo spray al peperoncino. La scuola viene evacuata per precauzione.
  3. 6 marzo 2018 - Istituto tecnico commerciale “Abba Bellini” - Brescia: uno studente del primo anno spruzza in aula peperoncino da una bomboletta che, dice, era caduta dallo zaino di una compagna. Diciassette ragazzi finiscono in ospedale.
  4. 12 aprile 2018 - Spogliatoi della palestra della “Casaris” di Casale - provincia di Lodi: uno studente spruzza spray al peperoncino. Quindici studenti rimangono intossicati e 13 vengono ricoverati in ospedale.
  5. 18 aprile 2018 - “Vespucci” - Livorno: sette studenti vengono portati al pronto soccorso per irritazioni alle vie respiratori. Un ragazzo ha spruzzato lo spray e tutta la scuola viene evacuata per precauzione.
  6. 27 aprile 2018 – Scuola media “Dante Arfelli” - Cesenatico: uno studente di terza media entra nell'androne della sua scuola e spruzza spray al peperoncino. Cinque alunni vengono portati per i controlli all'ospedale Marconi e la scuola viene evacuata.
  7. 3 maggio 2018 - Istituto comprensivo “Ilaria Alpi” - Milano: una ventina di studenti tredicenni vengono soccorsi dal 118 per bruciore agli occhi e problemi respiratori per uno spray al peperoncino spruzzato in classe. Sul posto interviene anche il nucleo Nbcr (nucleare, batteriologico, chimico e radiologico).
  8. 11 maggio 2018 - Istituto superiore statale “Maria Curie” - Bussolengo (Verona): un ragazzo spruzza il peperoncino nell'impianto di aerazione. In 500 rimangono intossicati e 17 finiscono negli ospedali di Bussolengo, Peschiera del Garda e al Policlinico di Verona.
  9. 4 giugno 2018 - Liceo “Galilei” - Pisa: due studentesse di 17 e 19 anni finiscono in ospedale in codice giallo perché qualcuno ha spruzzato loro in faccia lo spray urticante.
  10. 18 settembre 2018 - Scuola superiore “Isabella d'Este” - Mantova: durante la ricreazione uno studente della spruzza peperoncino nei corridoi, 13 studenti intossicati.
  11. 20 settembre 2018 - Ex plesso “Archimede” - Palermo: durate il cambio dell'ora uno studente utilizza lo spray al peperoncino in una seconda della scuola media. Per soccorrere gli alunni che accusavano forti bruciori al viso intervengono i sanitari del 118 che portano alcuni ragazzini in ospedale.
  12. 4 ottobre 2018 - Scuola media di San Rocco al Porto – Provincia di Lodi: una bambina di 11 anni spruzza la polvere urticante e intossica 13 compagni.
  13. 5 ottobre 2018 - Istituto tecnico commerciale “Zappa” - Saronno: una studentessa spruzza - sembra accidentalmente - il gas urticante in aula, intossicando tutta la classe.
  14. 16 ottobre 2018 - Scuola superiore “Parentucelli Arzela'' – Sarzana (La Spezia): 19 studenti e un'insegnante finiscono al pronto soccorso dopo che uno studente usa lo spray durante una lezione.
  15. 23 novembre 2018 - Istituto “Severi Correnti” - Milano: uno studente spruzza il peperoncino e tre ragazze di 15,17 e 19 anni finiscono in ospedale, una in codice giallo.

Perché lo spray al peperoncino viene usato impropriamente


I ragazzi utilizzano questi prodotti per diversi motivi: «Si tratta di giochi di sfida, ma possono diventare giochi di morte, è bene dirlo e sottolinearlo» ha detto Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano e del Centro nazionale contro il cyberbullismo ad AdnKronos Salute.

 

A scatenare un possibile effetto emulazione per l'esperto potrebbe essere «la noia, il divertimento, il voler apparire».

 

 

Un problema educativo

«Sicuramente c'è un problema educativo, una mancanza di rispetto, un non rendersi conto di cosa possano portare certi atteggiamenti» ha dichiarato a Radio Capital il titolare del Ministero dell'Istruzione, Marco Bussetti a Radio Capital.

 

Nonostante le sanzioni che verranno date, il problema rimane e non si risolve con la messa al bando di questi prodotti: «Impedire la vendita degli spray urticanti? Cosa può cambiare? Certo, in una scuola, a parte i maggiorenni, gli studenti non dovrebbero avere i spray urticanti però è il progetto educativo quello che conta, far capire le conseguenze di certi atteggiamenti».

Anche perché a quell'età i ragazzi sono responsabili delle loro azioni: non si tratta quindi di vietare la vendita degli spray, ma di educare i giovani al loro utilizzo.