Psico-salute

Adolescenti tra sesso e amore, consigli ai genitori

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26 Novembre 2013 | Aggiornato il 22 Febbraio 2019
E' importante mantenere un dialogo aperto e gettare le basi di una buona educazione sentimentale. Nostrofiglio ha intervistato Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta e Daniela Fantini, ginecologa di consultorio. Entrambi con forte esperienza nel mondo degli adolescenti
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La bambina (il bambino) di ieri si è trasformata, quasi improvvisamente (secondo la mamma!), in un'adolescente, già alle prese con l'amore e la sessualità. Una tappa obbligata dell'avventura della crescita di ogni figlio (femmina o maschio) che spaventa, però, molti genitori.

Come affrontare le prime esperienze amorose del figlio adolescente?

“Al giorno d'oggi, per prima cosa, ogni mamma farebbe bene a caldeggiare una buona formazione sentimentale per la figlia, più che un'informazione sessuale”, questo è il punto di partenza, secondo il professore Gustavo Pietropolli Charmet, psichiatra e psicoterapeuta, già docente di Psicologia Dinamica all'Università Bicocca di Milano e autore di numerosi saggi (tra cui, sul tema: La paura di essere brutti. Gli adolescenti e il corpo, Raffaello Cortina Editore).

Per l'esperto di adolescenza è molto importante trasmettere il messaggio che, pur se precocemente, occorre costruire una coppia sulla base di quei valori di rispetto, dignità e pari opportunità che rappresentano oggi un nuovo tipo di femminilità.

“Il genitore deve far capire alla figlia di farsi valere all'interno della relazione – dice lo psichiatra. La coppia è l'ambito dove si può realizzare una dimensione etica ed affettiva normale, in nome delle pari opportunità, alzando il valore della femminilità. Non contano solo gli occhioni, il corpo, ma la capacità di amare e farsi amare”.

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I genitori devono trasmettere la capacità di amare e di farsi amare

Già nel corso delle prime esperienze, ogni adolescente deve capire l'importanza del sostegno reciproco all'interno della coppia, pur in un progetto di breve durata. E, allo stesso tempo, è importante che impari a valorizzare se stesso nel rapporto a due.

Questo è tra i concetti-chiave, dal punto di vista di Pietropolli Charmet, che l'adulto dovrebbe passare ai figli per sostenerli nella scoperta del rapporto con l'altro.

Altrettanto essenziale per l'esperto è dire basta a qualsiasi idea legata alla sottomissione femminile e al mito del principe azzurro.

Sulla stessa lunghezza d'onda, Daniela Fantini, medico ginecologo, vicepresidente del consultorio Cemp di Milano (www.consultoriocemp.org). Da oltre 30 anni si occupa anche di adolescenti, e aggiunge: “Il genitore deve essere presente, affiancando i figli quando serve; oggi il ventaglio di possibilità è molto ampio e, alla fine, la scelta è dell'adolescente, certo non più della famiglia”.

Nei confronti dei primi amori del ragazzino, non è opportuno reagire cercando di dare una serie di regole. Ne è convinta Daniela Fantini che spiega come un atteggiamento molto direttivo da parte dell'adulto rischi, poi, di far entrare il figlio in un meccanismo di trasgressione. Per la dottoressa, invece, è indispensabile sapersi adattare alle situazioni e avere un approccio elastico. “Oggi, il genitore deve essere sempre molto ben informato e agire come una sorta di consulente per i figli rispetto al mondo dell'amore e della sessualità, altrimenti rischia anche di perdere la sua credibilità come figura di riferimento”, afferma la ginecologa, esperta di adolescenti.

Sesso senza amore, sesso e amore. Che differenza ...

Un buon modo per far fronte alle prime esperienze amorose dei figli, secondo Pietropolli Charmet, è quello di costruire intorno a loro una 'cornice', che significa gettare le basi di quei valori centrali in ogni relazione. Poi, è il momento di parlare di sessualità.

“Non è opportuno, però, affrontare l'argomento solo in termini di cautele, virus e gravidanze indesiderate. È importante, invece, orientare la sessualità come scambio di doni dove si vuole dare e ricevere – dice lo psichiatra. Piacere, intimità, confidenza sono tutti aspetti di questo scambio che è auspicabile avvenga in una relazione di coppia, non in un rapporto promiscuo.

In altre parole, per l'esperto, il genitore dovrebbe spiegare che la sessualità è più godibile in una relazione amorosa, altrimenti è ginnastica.

Naturalmente, è indispensabile anche sottolineare che ognuno deve sentirsi libero di vivere questo tipo di scambio o no. In ogni caso, in un rapporto, il sesso acquista una dimensione profonda, ha più senso, “vuol dire affidarsi fiduciosamente all'altro”.

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La sessualità di un figlio spaventa? Ok, ma è inutile fare lo struzzo

Quando una relazione tra adolescenti si prolunga nel tempo, la famiglia può viverla con difficoltà e imbarazzo, perché non è più possibile negare la sessualità dei figli.

“Se volete venire qui, nella cameretta, noi andiamo in montagna... Di fatto è così - dice Pietropolli Charmet. Se la figlia, per esempio, ti presenta l'amico o dici 'vai via, non siamo pronti ad avere un ragazzo in casa', altrimenti si accetta la situazione. Anche se non è facilissimo dire non ci spaventa la tua sessualità”.

D'altro canto, come sottolinea l'esperto, oggi l'idea della sessualità tra adolescenti suscita interesse e, spesso, un atteggiamento voyeuristico. “La gente crede che una intera generazione sia propensa alla prostituzione per acquisire ingiusto profitto, potere o collezionare avventure. In questo guazzabuglio, il problema educativo è importante”, dice il professore.

I costumi sessuali sono cambiati molto rispetto al passato e oggi, spesso, la 'prima volta' è vissuta più precocemente. “È bene che gli adulti si preparino all'urto con la corporeità delle figlie, implicita nelle lotte femminili delle generazioni precedenti. Tra l'altro, è importante raccontare come si è passati da un ipercontrollo di questa sfera a un interesse per la felicità sessuale della figlia. In una dimensione affettiva, insieme ad altri aspetti, l'eros è un bel mix. Non a caso, il primo amore non si scorda mai, dice lo studioso.

Gravidanza indesiderate e malattie, l'importanza dell'informazione

A parte gli aspetti più emotivi e affettivi, un'altra preoccupazione diffusa tra le famiglie di adolescenti è legata alle gravidanze indesiderate e al rischio di malattie. Quale è la strategia migliore da adottare rispetto a questi temi?

“Il vero compito dei genitori è quello di essere preparati su questi argomenti, mentre, a volte, non lo sono affatto. Nel mio lavoro, conosco molte ragazze che ne sanno più delle famiglie e spiegano la contraccezione alle madri.

La medicina ha vissuto una grande evoluzione nel corso degli ultimi anni, quindi è necessario informarsi e stare al passo con la realtà. Capita, per esempio, che alcune mamme dicano alle figlie di sospendere la pillola per un periodo e poi, le ragazze restano incinte. Un caso del genere si verifica perché questa idea è frutto di una cultura che viene dal passato (Ndr una volta era consigliato dal medico stesso interrompere la pillola per un certo tempo ), - spiega la ginecologa.

In genere, oggi i giovani sono abbastanza informati su malattie e contraccezione, secondo Daniela Fantini, ma a volte hanno una visione un po' confusa e parziale. In ogni caso, è fondamentale aiutarli a fare scelte consapevoli (e monitorarli in modo non invasivo), senza imporre nulla.

Una presa di posizione, tipo: 'Tu devi andare dal ginecologo!', ottiene l'effetto contrario.

“Non è una buona idea portare la figlia a fare una visita come se fosse un pacchetto, – dice l'esperta. Quello che conta davvero è la comunicazione, la capacità di mantenere un buon dialogo. Solo così è possibile intercettare eventuali momenti di trasgressione. A volte, infatti, il vero problema non è la mancanza di conoscenze su questi temi ma l'idea dell'adolescente di essere onnipotente e immune da qualsiasi rischio... 'Io so che c'è l'HIV ma tanto non lo prenderò!'; 'A me non capiterà di rimanere incinta!'.

Una relazione, aperta e non giudicante, aiuta a evitare che il ragazzo assuma questo tipo di atteggiamento trasgressivo”, spiega la dottoressa.

Sul versante delle malattie a trasmissione sessuale, l'approccio migliore con i figli è ancora quello di alimentare il dialogo e il confronto. “I ragazzi sanno le cose, io lo vedo tutti i giorni. Il punto, quindi, non è solo dire, 'usa il preservativo', un fatto che conoscono già, ma invitarli, per esempio, a leggere qualcosa per approfondire, da soli o con un genitore”, dice la dottoressa.

Se la famiglia fatica a parlare di questi temi o non è abbastanza preparata, può sempre proporre di farlo insieme o indirizzare il figlio verso un consultorio dove è presente uno spazio giovani. Nei centri, in cui c'è questo servizio dedicato, oltre a eventuali visite, è possibile ottenere informazioni, sostegno e consigli su ogni aspetto della sfera sessuale.

Anche questo, però, dovrebbe essere un invito, un'idea da 'lanciare' ai figli e, certo, non un obbligo.

“Gli adolescenti che vengono in un centro, si muovono abbastanza bene, non sono poi così imbranati. A volte, le ragazze sono più informate delle madri. Sono a conoscenza, per esempio, del fatto che per legge, il certificato per l'interruzione di gravidanza non richiede la firma dei genitori.

È importante, dunque, che l'adulto sia pronto al dialogo quando occorre, al momento giusto. Così potrà evitare risposte tipo: 'Ma adesso me ne parli? Guarda che non sono idiota!'.

Insomma, ripeto un buon dialogo è lo strumento più efficace per affrontare al meglio questa fase della vita dei figli”, conclude il medico.

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