Escape room per bambini e ragazzi

Escape room: cos’è e perché piace tanto ai ragazzi

Di Zelia Pastore
escaperoomperbambini
15 Agosto 2019
Un ambiente artificiale che “ricrea e sostituisce” un’avventura reale: il successo di questa coinvolgente forma di intrattenimento spiegato da una psicologa
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Un rompicapo da affrontare per passare al livello successivo, un enigma da risolvere per uscire da una stanza, una corsa contro il tempo per trovare una soluzione: è il meccanismo di base delle “escape room”, sale da gioco ormai diffuse in tutta Italia, che prevedono numerose varianti. Questo tipo di “avventura artificiale” è molto popolare non solo fra gli adulti, ma spopola anche tra ragazzi e bambini, che spesso nel loro tempo libero non vedono l’ora di cimentarsi con una sfida che metta alla prova le loro capacità: le ragioni di questa attrazione sono spiegate da Laura Turuani, psicologa psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico dell’istituto Minotauro, che si occupa in prevalenza di adolescenti.

 

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ESCAPE ROOM PER BAMBINI E RAGAZZI: ECCO PERCHE’ PIACCIONO TANTO

 

  • AFFRONTARE UN’IMPRESA. “Ogni escape room è fondamentalmente la ricostruzione di un’avventura, che mette alla prova delle capacità che si stanno affinando in questo periodo della vita. Risolvere un mistero, andare a caccia di indizi, inseguire una leggenda metropolitana e capire come sfruttare le informazioni per svelare gli enigmi che vengono proposti sono tutte esperienze che mettono alla prova le loro competenze nascenti e allenano il senso di auto-efficacia”. 
  • SFIDARE LA PAURA. Il secondo motivo è la dose di adrenalina che caratterizza questi giochi: “Ai giovani piacciono i film horror, i libri noir, le esplorazioni da brividi in città o in campagna. In tutte le generazioni c’è un gusto nell’affrontare a viso aperto le proprie paure: le escape room richiamano proprio questo senso di sfida”.
  • NESSUNO SI SALVA DA SOLO. Anche il ruolo del gruppo è importante, visto che ogni escape room prevede una squadra e uno sforzo collettivo per arrivare fino in fondo. “Lo spirito di gruppo è un ingrediente fondamentale in adolescenza: la sfida serve da carburante per creare coesione, sviluppare la socialità, approfondire le amicizie”.

ESCAPE ROOM: L’ETA’ GIUSTA PER CIMENTARSI

 

Secondo Laura Turuani, è l’adolescenza l’età perfetta per cominciare a sfidare i propri limiti e le proprie capacità. “Dai 16 anni in su si può trarre il beneficio di provare più piacere e meno timore nell’affrontare la paura ”. Più cautela invece con i bambini: “Se a una certa età si fanno cose pericolose o si vedono immagini non idonee, può essere difficile per i più piccoli elaborarle”.

Nonostante questo, sottolinea la psicologa, esistono sicuramente delle realtà adatte anche ai più piccoli: “L’importante è informarsi bene sull’ambiente a cui si va incontro. Dietro a ogni progettazione c’è chi pensa cosa può andare bene e cosa no per i bambini”.

 

ESCAPE ROOM PER BAMBINI E RAGAZZI: A COSA PRESTARE ATTENZIONE

 

Bisogna sempre ricordare che le escape room presuppongono una condizione di base, la sopportazione di una certa quota di adrenalina. “Il principio è lo stesso delle montagne russe: si sa a cosa si va incontro e bisogna conoscere i propri limiti”. Lo stato d’allerta attivato da un’escape room (“arousal” è il termine tecnico usato in neuropsicologia) è il prezzo da pagare, ma anche ciò che rende eccitante il gioco: “È sbagliato patologizzare questa condizione: una dose di ansia è insita sia nel meccanismo di questo “real life game” che nella vita stessa. Non bisogna allarmarsi”.

E se le escape room sono sconsigliate a chi soffre di claustrofobia o ha paura del buio, per la dottoressa Turuani si tratta comunque di ambienti protetti dove il rischio è più virtuale che reale: “Qualunque cosa succeda ci sarà da qualche parte un tasto rosso da premere per mettere fine al gioco. In fin dei conti, è molto più pericoloso esplorare una casa abbandonata”.

 

 

ESCAPE ROOM PER BAMBINI E RAGAZZI: CHE COMPETENZE SI ACQUISISCONO

 

“Intelligenza, coraggio e capacità di stare in gruppo sono le doti principali che un’esperienza di questo tipo può affinare”. Anche matematica e logica sono spesso coinvolte negli esercizi richiesti a chi aguzza l’ingegno per uscire da una stanza. Ma secondo la psicoterapeuta è il fatto stesso di essere messi alla prova che contribuisce alla crescita degli adolescenti.

 

ESCAPE ROOM: MEGLIO CON GLI AMICI O CON I GENITORI?

 

La prima esperienza in un’escape room avviene per alcuni ragazzi con i propri coetanei, per altri in un momento che coinvolge tutta la famiglia. “Andare con i propri genitori rischia di essere meno divertente perché ci sono livelli diversi di abilità: un adulto potrebbe annoiarsi ad aspettare i ritmi di un ragazzo, che a sua volta potrebbe restare ai margini del gioco se le richieste sono fuori dalla sua portata”.

Il ruolo del genitore, però, rimane importante nella scelta dell’esperienza da fare: “Un valido consiglio per ogni bambino o adolescente può arrivare da chi lo conosce meglio. A patto che non si diventi troppo apprensivi”.