GLI STRUMENTI A DISPOSIZIONE

Tragedia di Corinaldo: che cosa si può fare perché non accada mai più

Di Alice Dutto
concertibambini
11 Dicembre 2018
Dall'industria musicale ai genitori, passando dalle istituzioni, ragazzi e genitori: ecco cosa fare per evitare che si ripetano tragedie di questo tipo
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Sono ancora sei (su sette) i pazienti ricoverati in gravi condizioni presso l'ospedale regionale di Torrette, dopo essere stati coinvolti nella tragedia del Lanterna Azzurra Clubbing di Corinaldo. Di questi, tutti in prognosi riservata, uno solo rimane in ventilazione assistita.

Rimane quindi a sei il numero di persone che hanno perso la vita nella sera tra il 7 e l'8 dicembre in attesa di sentire cantare Sfera Ebbasta.

 

«Com'è possibile che succeda una cosa del genere? Che dei ragazzi andati a un evento per gioire si ritrovino coinvolti in una tragedia e che alcuni di loro, insieme a una mamma, perdano la vita?» questo si chiede con amarezza Vincenzo Spera, presidente di Assomusica, l'associazione italiana Organizzatori e Produttori Spettacoli di Musica dal Vivo, commentando l'accaduto.

 

 

Che cosa si potrebbe fare per evitare che queste catastrofi accadano ancora? E che cosa possono fare i genitori per proteggere i loro figli? Sono le domande che abbiamo posto a lui, alla Polizia di Stato e al presidente dell'associazione di consumatori Codacons.

 

 

Il presupposto

 

«In questo caso non si trattava di un concerto vero e proprio, ma di una serata in discoteca dove Sfera Ebbasta avrebbe dovuto fare una comparsata – spiega il presidente di Assomusica –. Rispetto ai concerti, l'accesso a questi locali è meno standardizzato: in discoteca si entra tramite i pr, i braccialetti o semplicemente prenotando un tavolo, quindi è difficile capire se il numero delle persone rispetta la capienza del locale».

Per organizzare un concerto, invece, le regole sono più rigide: «Non esiste una licenza unica, ma ogni volta che si decide di ospitarne uno bisogna chiedere una nuova licenza che viene concessa dopo accurati controlli della struttura, che stabiliscono di volta in volta le diverse regole di agibilità» continua Spera.

 

 

Mancano le leggi...

 

Uno dei problemi principali che hanno permesso che una tragedia di questo tipo potesse accadere riguarda le norme: «In Italia non c'è una legge che riconosca la professione dell'organizzatore di eventi – denuncia Vincenzo Spera –. O meglio, la legge ci sarebbe, quella che regola gli spettacoli dal vivo, ma non sono ancora usciti i decreti attuativi».


Ciò significa che oggi chiunque può aprire un'attività, andare in Siae, mettere in vendita dei biglietti e organizzare uno spettacolo senza però avere esperienza pregressa. «Non è prevista una qualifica di alcun tipo, mentre un lavoro di questo tipo comporta l'acquisizione di una serie di competenze, anche molto complesse: dalla conoscenza delle normative sulla sicurezza dei lavoratori e del pubblico, alla consapevolezza delle direttive antiterrorismo».

 

 

…ma soprattutto i controlli

 

«Il vero problema – puntualizza Carlo Rienzi, presidente del Codacons – è che in Italia mancano i controlli. Come abbiamo visto, vengono venduti più biglietti rispetto alla capienza massima dei locali, una prassi abituale che però non viene contrastata efficacemente. Anche sul fronte della sicurezza dei locali pubblici, esistono norme molto rigide, ma poi chi effettivamente va a controllare che le regole siano rispettate? Nel caso di Corinaldo, ad esempio, abbiamo avuto prova di come l’uscita di sicurezza sia stata ubicata in prossimità di un ponticello: anche se ci fosse stato un numero inferiore di presenze, la struttura non avrebbe retto il carico e la calca. E su questo abbiamo presentato una istanza d’accesso per capire chi e sulla base di quali criteri ha rilasciato le dovute autorizzazioni».

 

 

Che cosa si dovrebbe fare per aumentare la sicurezza

 

Il presidente di Assomusica fa un appello alle istituzioni: «Chiediamo che vengano emanati i decreti attuativi della legge sullo spettacolo dal vivo, stabilendo le regole per il riconoscimento della professione di organizzatore di spettacoli in modo da rendere il settore più sicuro eliminando chi si improvvisa».

 

Per il Codacons «Andrebbero fatti controlli stringenti agli ingressi, vietando l’accesso a tutti coloro in possesso di droghe o prodotti potenzialmente pericolosi come gli spray urticanti. Questa ultima categoria di prodotto, inoltre, dovrebbe essere vietata ai minori ed essere soggetta alle stesse limitazioni previste per le armi».

 

Il presidente del tribunale dei minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, ha dichiarato in un'intervista su la Repubblica che, «dovrebbe essere impedito l'ingresso in locali che ospitano feste o concerti con gli spray urticanti, e a maggior ragione quando frequentati da minori». In più, ha aggiunto: «Penso che i gestori dei locali abbiano una grande responsabilità. Ritengo che i servizi di controllo delle attività di intrattenimento dovrebbero prevedere un utilizzo maggiore delle videocamere e la presenza di un responsabile della sicurezza in ogni locale, che segnali tempestivamente ogni situazione di illegalità».

 

La petizione


Il MoigeMovimento Italiano Genitori, a difesa dei bambini, ha lanciato una petizione per chiedere al governo più restrizioni e controlli nelle discoteche, a tutela dei bambini e dei ragazzi. 

«Chiederemo al Governo nei prossimi giorni autorizzazioni più restrittive per locali ed eventi dedicati ai minori; l’obbligo di telecamere a circuito chiuso; controlli della polizia durante ogni evento pubblico dedicato ai minori; obbligo di apertura e chiusura in orari diversi dai locali per gli adulti; divieto di ingresso ai minorenni nelle discoteche per adulti; chiusura immediata e revoca della licenza per chi supera il numero di ingressi legalmente consentiti; revoca definitiva a chi vende oppure ospita individui che vendono ai minori alcol, fumo, droghe o pasticche allucinogene e droganti».

PER FIRMARE LA PETIZIONE, CLICCA QUI

 

Come sensibilizzare i ragazzi


Dall'altra parte, c'è sicuramente un problema educativo che andrebbe risolto. Si tratta di «una mancanza di rispetto, un non rendersi conto di che cosa possano causare certi atteggiamenti» ha commentato a Radio Capital il titolare del Ministero dell'Istruzione, Marco Bussetti.

 

 

«Ora più che mai è opportuno sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto i ragazzi all'educazione e all'attenzione dei singoli comportamenti che possono generare, come in questo caso dolore e tragedie insopportabili. Noi siamo a disposizione delle istituzioni per portare avanti una campagna di educazione, anche a scuola, sulla sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo» ha aggiunto il presidente di Assomusica.

 

Il commento di Fedez


«Sfera Ebbasta non ha colpe», ma un artista del suo livello «lì non ci deve andare». Ha commentato Fedez in un'intervista a Selvaggia Lucarelli su Il Fatto quotidiano. «È un artista di serie A che riempie il Forum di Milano - ha sottolineato - non può più andare in un posto del genere. Parliamo di una persona che vende 200mila copie, che smuove le masse»

Se lo spray non era prevedibile, ha aggiunto il cantante, quello scenario di folla sì. 

Comunque, secondo il giudice di XFactor, non era compito di Sfera Ebbasta preoccuparsene«Io Sfera lo difenderò sempre e mai avrei pensato di difenderlo nella vita - spiega -. Lui si assume le responsabilità di ciò che scrive, di ciò che dice e di ciò che fa sul palco. Tutto quello che è relativo all’organizzazione ricade sulle spalle di gestore, booking e nel caso in cui coincide col booking, anche del management».

 

 

Consigli per i genitori


Ma che cosa possono fare i genitori per proteggere i loro figli? «Per un genitore, ma in generale per ogni cittadino, è molto difficile verificare in autonomia la sicurezza di un locale pubblico. Dovrebbero infatti accedere ad una serie di documenti in possesso delle amministrazioni o degli enti locali, e se anche ottenessero tali dati, qualsiasi garanzia potrebbe essere vanificata nel caso in cui la capienza massima di un locale venisse superata in una determinata serata».

 

 

Quello che si può fare è recuperare informazioni attraverso la rete: «Il consiglio principale, quindi, è quello di informarsi online reperendo il maggior numero possibile di informazioni, dettagli e recensioni su un determinato locale pubblico».

 

Un altro aspetto, condiviso dal presidente di Assomusica, è quello di verificare che gli organizzatori di un evento non siano improvvisati, ma che abbiano già avuto esperienze nel campo dello spettacolo e soprattutto che pubblichino i propri riferimenti (sede legale, numero telefonico, ecc.).
In caso di dubbio non bisogna esitare nel contattare gli stessi organizzatori o la struttura che ospita un evento.

 

«Quando poi viene pubblicizzato il concerto di un determinato artista in una discoteca, è bene verificare che non sia uno specchietto per le allodole, cercando sul web eventuali altre serate del musicista nella stessa data» sottolinea il Codacons.

 

 

Un appello agli artisti e al mondo della musica


Un altro impegno se lo devono assumere gli artisti: «Gli artisti e in generale il mondo discografico devono capire che i ragazzi non sono polli da spennare per aumentare il business della musica, ma una categoria da tutelare perché spesso prende a modello rapper e cantanti, e da tali artisti devono giungere messaggi educativi e l’insegnamento al rispetto della vita propria e della vita altrui» conclude Carlo Rienzi, presidente Codacons.

 

 

Gli spray urticanti


Dal 2011 gli spray urticanti possono essere acquistati legalmente a partire dai 16 anni d'età. Si tratta di «strumenti di autodifesa che nebulizzano un principio attivo naturale a base di Oleoresin Capsicum e che non abbiano attitudine a recare offesa alla persona» come si legge nel regolamento del 12 maggio 2011, n. 103, che disciplina i requisiti che i prodotti debbono attualmente rispettare, per essere liberamente venduti e portati.

Tuttavia, sempre più spesso questi prodotti, che si trovano facilmente in farmacia e su internet, vengono utilizzati impropriamente e non solo per l'autodifesa. Solo nel 2017 si sono contati 15 casi di utilizzo scorretto nelle scuole italiane, molti dei quali si sono conclusi con ricoveri in ospedale.

Bandirne la vendita non sembrerebbe essere una soluzione efficace, mentre intervenire su un progetto educativo di sensibilizzazione ed educazione sul loro utilizzo sarebbe meglio.

Trovate tutti i dettagli nel nostro articolo: Che cosa sono gli spray urticanti al peperoncino.