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Le vaccinazioni per l’adolescenza previste dal Piano di Prevenzione Vaccinale

di Francesca De Ruvo - 11.05.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Per gli adolescenti sono previsti i richiami di alcuni vaccini effettuati nell'infanzia e la prima somministrazione di vaccinazioni specifiche come quella anti-HPV

Vaccinazioni per l’adolescenza

L'adolescenza è quel periodo in cui i giovani iniziano sperimentare la vita, a fare nuove esperienze e a stringere nuove amicizie. I ragazzi si sentono già "grandi", ma ai genitori spetta ancora il compito più significativo, quello di proteggerli e di prendere alcune decisioni per tutelare la loro salute. Uno dei gesti più importanti per garantire il benessere dei ragazzi rimane sempre la vaccinazione che permette di non contrarre malattie infettive potenzialmente molto pericolose.

Pensate che fino a non molti anni fa la maggior parte dei cicli vaccinali si concludeva nell'infanzia e non esistevano specifiche vaccinazioni destinate agli adolescenti. Così nei calendari vaccinali degli anni '90 la fascia d'età 11-18 aveva un ruolo solo marginale. Grazie alla ricerca scientifica si è poi arrivati alla formulazione di nuovi vaccini, sicuri e ben tollerati, adatti alla fase dell'adolescenza.

Oggi, secondo il Ministero della Salute, l'adolescenza è un momento molto importante per la somministrazione di richiami di vaccinazioni già effettuare nell'infanzia, sia per nuove vaccinazioni da effettuare in questo periodo della vita come quella contro il meningococco ACYW e contro il papilloma virus umano (HPV). Vediamo quali sono tutte le vaccinazioni per l'adolescenza previste dal Piano di Prevenzione Vaccinale.

In questo articolo

L’importanza delle vaccinazioni per l’adolescenza

Negli ultimi anni, anche se si tratta di un fenomeno tutt'altro che nuovo, la diffusione di messaggi dal tono ingiustamente allarmistico sui possibili effetti avversi dei vaccini ha fatto sì che le coperture vaccinali non raggiungessero la soglia del 95% raccomandata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Senza il raggiungimento di tale soglia non è possibile garantire la cosiddetta immunità di gregge che serve a proteggere anche tutte quelle persone che per motivi di salute non possono essere vaccinate. Così, le malattie tipiche dell'infanzia, prevenibili con la vaccinazione, si sono spostate anche verso l'età adolescenziale e adulta con conseguenze non trascurabili. In questo modo, l'adolescente diventa il portatore di alcune malattie infettive che possono colpire soggetti non vaccinati, come i bambini sotto i 3 mesi, o molto fragili come gli anziani.

Inoltre l'adolescenza, nonostante in questo particolare momento storico i ragazzi siano privati dei principali momenti di socialità, rimane comunque un periodo in cui i giovani escono e si incontrano molto spesso con i propri coetanei in luoghi come le scuole, le palestre e le discoteche (quando ancora erano aperte) in cui è più facile che si diffonda un'infezione.

Risulta quindi importante dedicare una particolare attenzione all'età adolescenziale, divenuta cruciale per le campagne vaccinali che mirano a proteggere non solo il singolo ragazzo, ma l'intera comunità composta da neonati, bambini, adulti e anziani.

La pandemia e il calo delle vaccinazioni

Tra gli effetti collaterali della pandemia, secondo la Società Italiana di Pediatria (SIP), ci sarebbe anche il calo delle coperture vaccinali, soprattutto nella fascia d'età adolescenziale dove si è registrato un vero e proprio crollo delle vaccinazioni. Inizialmente la colpa era da attribuire al lockdown, ma come evidenziato anche nel comunicato stampa della SIP, molte vaccinazioni non sono state recuperate.

A risentire del calo sono state in particolare la vaccinazione contro il papilloma virus, sia nei maschi che nelle femmine, e le vaccinazioni contro i vari tipi di meningococco. Secondo il Presidente della SIP, Alberto Villani, si tratta di un problema serio che non si può trascurare, soprattutto perché la vaccinazione oltre a essere un presidio di salute, permette ai medici di interagire con i ragazzi, particolarmente provati da questo periodo e dalla mancanza di socialità.

Villani ci tiene a ricordare che le vaccinazioni sono sempre importanti e nel caso in cui se ne fosse saltata qualcuna "si può e si deve sempre recuperare".

 

Cosa prevede il Piano di Prevenzione Vaccinale

Secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (al momento è ancora attivo quello 2017-2019):

  • è raccomandata per tutti gli adolescenti l'immunizzazione contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite utilizzando vaccini combinati con i dosaggi previsti per l'adulto;
  • è fondamentale verificare lo stato vaccinale per morbillo, parotite, rosolia e varicella e iniziare o completare eventuali cicli vaccinali incompleti somministrando 1 o 2 dosi di vaccino a seconda della situazione;
  • è raccomandata la vaccinazione sia per i maschi che per le femmine contro il papilloma virus umano (HPV) a partire dai 12 anni;
  • è raccomandata la vaccinazione quadrivalente contro il meningococco ACYW135;
  • nei gruppi a rischio sono raccomandate le vaccinazioni contro pneumococco ed epatite A, se non effettuate in precedenza, e quella contro l'influenzale stagionale.

Vediamo ora nel dettaglio tutte le vaccinazioni da effettuare durante l'adolescenza.

Il vaccino quadrivalente contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite (dTpa-IPV)

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede per gli adolescenti il richiamo della vaccinazione contro pertosse, difterite, tetano e poliomielite. Il vaccino da somministrare in questo caso sarà il quadrivalente dTpa-IPV, un vaccino combinato con i dosaggi previsti per l'età adulta.

Le malattie da cui protegge il vaccino dTpa-IPV

POLIOMIELITE: una malattia infettiva causata da 3 diversi tipi di virus che entrano nell'organismo e invadono il sistema nervoso centrale. Si tratta di una malattia molto pericolosa che nei casi più gravi può provocare paralisi e a volte anche la morte. Sebbene l'Italia sia stata dichiarata "Polio-free" nel 2002 dall'OMS, è importante continuare a vaccinare bambini e ragazzi non solo perché si è registrato un abbassamento del titolo anticorpale, ma anche per il rischio di casi di importazione, come ad esempio dalla Siria dove l'infezione è tornata a circolare.

DIFTERITE: è una malattia infettiva che si trasmette per lo più per via aerea. È causata da un batterio che provoca lesioni molto gravi agli organi e ai tessuti e causa la formazione di particolari membrane nel naso, nella gola e nella laringe che possono portare al soffocamento, tanto che circa 1-2 casi su 10 possono essere mortali. 

TETANO: il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata da una tossina prodotta a sua volta da un batterio, il Clostridium tetani. Le spore del batterio possono sopravvivere nell'ambiente esterno anche per anni, contaminando polvere e terreno, e possono entrare nell'organismo umano attraverso una banale ferita. La tossina, una volta raggiunto il sistema nervoso centrale, causa contrazioni e spasmi diffusi. Il tetano obbliga spesso a lunghi ricoveri in ospedale nei reparti di rianimazione e in circa 4 casi su 10 può provocare la morte.

PERTOSSE: è una malattia infettiva di origine batterica molto contagiosa che si trasmette per via aerea. Generalmente la pertosse guarisce senza conseguenze, ma può causare complicazioni come otiti, laringiti, polmoniti, convulsioni e danno cerebrale. A differenza di altre malattie infettive, l'immunità conferita dalla pertosse non è definitiva ma si riduce nel tempo, per questo è importante effettuare la vaccinazione. Inoltre, secondo la Società Italiana di Medicina dell'Adolescenza, in Italia si sta modificando l'epidemiologia della pertosse e la malattia si concentra negli adolescenti e negli adulti che hanno perduto l'immunità e che quindi possono trasmetterla alle categorie più fragili come i neonati.

Quando si somministra il vaccino

Come indicato nel Calendario Vaccinale per la Vita 2019 a cura dell'Istituto Superiore di sanità, "la tempistica con la quale il vaccino dTpa va somministrato è ogni 10 anni per tutta la vita, ma la prima dose viene raccomandata a 12 anni, insieme alla vaccinazione antipolio IPV (dTpa-IPV), cioè 7-8 anni dopo la quarta dose di vaccino DTPa (la formulazione per bambini ndr). Se un soggetto ha effettuato in maniera corretta la vaccinazione di base è sufficiente una dose di richiamo anche se sono trascorsi più di 10 anni dall'ultima dose".

La vaccinazione contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite nel nostro paese è obbligatoria e gratuita fino al 16° anno di età. Salvo alcune rare eccezioni la vaccinazione dTpa-IPV è gratuita anche per gli adulti.

I possibili effetti collaterali

Il vaccino dTpa-IPV è ben tollerato e la maggior parte delle reazioni sono lievi. Tra gli effetti collaterali più frequenti vi è la febbre e nella sede in cui è stato somministrato il vaccino si può avere una reazione locale passeggera che si manifesta con gonfiore, rossore e dolore. Questi effetti si verificano in genere entro 48 ore dalla vaccinazione.

Il vaccino contro il papilloma virus umano (HPV)

La vaccinazione anti-HPV viene offerta in modo attivo (su invito dell'ASL competente o dell'Ufficio d'Igiene) nel corso del 12° anno di età sia per i ragazzi che per le ragazze con lo scopo di proteggere gli adolescenti prima dell'inizio dell'attività sessuale.

L'infezione da HPV

Quella da papilloma virus umano (Human papilloma Virus) è la più comune delle infezioni a trasmissione sessuale e infatti si stima che oltre l'80% delle persone sessualmente attive si infetti nel corso della vita. Il rischio di contrarre l'infezione comincia col primo contatto sessuale e può perdurare per tutta la vita. Nella maggior parte delle persone l'infezione da HPV è transitoria (il virus viene eliminato dal sistema immunitario), asintomatica (chi è infettato non si accorge di nulla) e guarisce spontaneamente (risoluzione entro 1-2 anni dal contagio). Nel 10% dei casi però l'infezione diventa persistente e in questi casi potrebbe provocare degenerazione cellulare e progressione tumorale.

Esistono oltre 100 tipi di HPV che possono infettare la specie umana e vengono distinti in base al loto rischio cancerogeno. I papilloma virus sono responsabili del 70% dei tumori al collo dell'utero, ma possono causare anche tumori anogenitali e dell'orofaringe sia nella donna che nell'uomo, da qui la necessità di vaccinare gli adolescenti, sia maschi che femmine. La prevenzione riguarda anche lesioni benigne ma molto fastidiose come i condilomi.

Il vaccino contro il papilloma virus

I vaccini utilizzati per prevenire l'infezione da papilloma virus contengono solo particelle dell'involucro virale esterno e pertanto non possono né causare né trasmettere la malattia. Si tratta di vaccini altamente efficaci (90-100%) sia nelle ragazze che nei ragazzi prima di un possibile contagio. Secondo le statistiche dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, pubblicate in uno studio sulla rivista Pediatrics, dieci anni di vaccinazione contro il papilloma virus umano hanno diminuito del 64% i casi di infezione da virus tra le ragazze adolescenti.

Il calendario vaccinale prevede la somministrazione di:

  • 2 dosi di vaccino a distanza di 6 mesi una dall'altra negli adolescenti fino ai 13/14 anni;
  • 3 dosi con distanza di 1-2 mesi (la seconda dose) e di 6 mesi (la terza) dalla prima dose per i ragazzi più grandi.

La Circolare del Ministero della Salute del 24 aprile 2014 prevede infatti che la vaccinazione anti-HPV possa essere offerta anche a ragazzi e ragazze più grandi.

Per chi è gratuita la vaccinazione

Nel Piano di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 e nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) la vaccinazione contro il papilloma virus umano viene offerta gratuitamente a ragazzi e ragazze nel corso del 12° anni di età. In Italia la maggior parte delle regioni prevede inoltre il pagamento agevolato per altre fasce d'età.

I possivili effetti collaterali del vaccino anti-HPV

I vaccini anti-HPV disponibili in Italia hanno un elevato profilo di sicurezza, e la sicurezza è confermata anche dai risultati della sorveglianza sulla popolazione che ormai da diversi anni viene vaccinata. Tuttavia, come per tutti i medicinali, possono manifestarsi alcuni effetti collaterali: quelli più frequenti sono rossore, dolore e gonfiore nel punto dove viene inoculato il vaccino; potrebbero comparire anche febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, sintomi gastrointestinali, prurito, eruzioni cutanee e orticaria. Tali sintomi comunque sono di modesta entità e di breve durata.

Il vaccino contro il meningococco

È molto importante che durante l'adolescenza sia effettuata anche una dose di vaccino antimeningococcico quadrivalente ACYW135, sia a chi non abbia mai effettuato nell'infanzia la vaccinazione antimeningococcica C o quadrivalente ACYW135, sia a chi abbia già ricevuto una dose perché il numero degli anticorpi tende a diminuire con il passare del tempo.

La malattia

Il meningococco (Neisseria meningitidis) può essere presente nella gola e nel naso di molte persone senza mai provocare fastidi ma, in alcuni casi, riesce ad arrivare fino alle meningi o a diffondersi in tutto l'organismo provocando infezioni gravissime (meningiti o sepsi) o più raramente polmonite, artrite, otite ed epiglottite.

La trasmissione avviene attraverso goccioline emesse da naso e bocca di persone infette o portatrici. La fascia di età più colpita in assoluto è quella al di sotto dei 5 anni a cui seguono gli adolescenti e i giovani adulti. Il numero elevato di casi di meningite fra ragazzi e adulti sotto i 25 anni è dovuto allo stile di vita (assembramenti in luoghi chiusi e affollati, scambi di bicchieri, bottiglie o sigarette).

Si conoscono 13 ceppi di meningococco, ma solo cinque (A, B, C, W-135, Y) sono capaci di provocare malattie invasive ed epidemie. Di questi, due (B e C) sono responsabili della maggior parte dei casi in Italia, Europa e Americhe, sebbene anche i casi da tipi Y e W135 siano in aumento.

La vaccinazione contro il meningococco

I vaccini contro i meningococchi sono ottenuti con frammenti del batterio e pertanto non possono provocare la malattia. La vaccinazione contro il meningococco secondo il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, effettuata con vaccino tetravalente ACYW135, è raccomandata sia negli adolescenti che non hanno eseguito la vaccinazione anti-meningococco C nell'infanzia sia in quelli che l'hanno eseguita.

La seconda dose di rinforzo per i ragazzi vaccinati durante l'infanzia andrebbe somministrata a 13-14 anni d'età.

La vaccinazione antimeningococcico C con il vaccino quadrivalente ACYW135 è gratuita per tutti i ragazzi fino al compimento dei 18 anni.

I possibili effetti collaterali del vaccino quadrivalente ACYW135

Il vaccino è ben tollerato e talvolta si presentano disturbi come rossore, gonfiore e dolore nella sede di somministrazione. Possono inoltre comparire transitoriamente mal di testa, dolori muscolari o articolari e febbre, a volte elevata.

Il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella

Negli adolescenti è molto importante verificare lo stato di malattie infettive come morbillo, parotite, rosolia e varicella perché la loro pericolosità aumenta se vengono contratte durante l'adolescenza o in età adulta. I virus che causano morbillo, parotite, rosolia e varicella continuano a circolare a livello europeo, per questo è importante effettuare la vaccinazione.

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale prevede che vengano vaccinati i ragazzi non immunizzati o che non abbiano completato il ciclo vaccinale. Il Piano prevede inoltre che i ragazzi che non siano immunizzati in modo naturale o che non abbiamo ricevuto la vaccinazione in precedenza siano vaccinati a 12 anni con 2 dosi di vaccino contro la varicella.

La vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella è obbligatoria e gratuita fino al 16° anno di età.

I possibili effetti collaterali del vaccino contro morbillo, parotite, rosolia e varicella

In genere il vaccino è ben tollerato, gli effetti collaterali più frequenti sono rossore e gonfiore nel punto di somministrazione, che comunque scompaiono rapidamente.

A distanza di 5-14 giorni dalla vaccinazione possono comparire febbre o altri sintomi legati alle malattie come esantema e gonfiore alle parotidi. Molto raramente invece possono manifestarsi convulsioni febbrili.

A distanza di 1-3 settimane dalla vaccinazione nelle donne adolescenti e adulte potrebbero comparire dolori articolari che si risolvono in breve tempo. Ancora più raro è un calo transitorio delle piastrine (trombocitopenia) nei 2 mesi successivi alla vaccinazione, complicanza dieci volte più frequente se ci si ammala naturalmente.

È stato dimostrato scientificamente che il vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) non provoca, non stimola, né contribuisce in alcun modo all'insorgenza delle sindromi dello spettro autistico.

Le vaccinazioni contro influenza, pneumococco ed epatite A

Infine, le vaccinazioni contro pneumococco ed epatite A (se non effettuate in precedenza) e contro l'influenza sono raccomandate e offerte gratuitamente dal Ministero della Salute per i soggetti appartenenti a gruppi a rischio.

In particolare, la vaccinazione contro l'epatite A è molto importante per gli adolescenti perché per via dello stile di vita possono essere maggiormente esposti a questo virus che si trasmette per via oro-fecale, basti pensare alla facilità con cui ragazzi e ragazze bevono dallo stesso bicchiere o dalla stessa bottiglia.

Poiché l'offerta vaccinale è diversa a seconda dell'anno di nascita potete consultare il vostro medico o rivolgervi al servizio vaccinazioni della vostra ASL così da non dimenticare alcuna vaccinazione per i vostri figli.

Per ricapitolare quanto detto fin qui, ecco un'infografica proposta dal sito web IoVaccino che fa parte della Vaccine Safety Network, la rete dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che raccoglie le fonti affidabili sulle vaccinazioni.

Fonte: IoVaccino

È davvero importante ricordare che la vaccinazione è uno strumento di protezione individuale e collettiva nei confronti di malattie infettive, anche potenzialmente molto gravi, che negli anni ci ha permesso di evitare la nascita e la diffusione di molte epidemie. I possibili eventi avversi, davvero molto rari, non devono farci dubitare della necessità della vaccinazione.

Cosa fare dopo le vaccinazioni

Gli eventi avversi gravi correlati alle vaccinazioni sono davvero molto rari, ma non impossibili, ed è per questo che subito dopo la somministrazione di un vaccino è importante che i ragazzi insieme al genitore che li ha accompagni restino nella sala d'attesa per una mezz'ora. In questo modo se dovessero verificarsi reazioni avverse il personale medico potrebbe intervenire subito.

In rarissimi casi subito dopo la vaccinazione, infatti, così come dopo la somministrazione di un farmaco, potrebbero verificarsi delle reazioni allergiche gravi (shock anafilattico) che i medici sono preparati a gestire.

Più comuni dopo la vaccinazione sono invece reazioni come:

  • febbre;
  • dolore nel punto di iniezione;
  • stanchezza e inappetenza;
  • dolori muscolari.

Meno frequenti sono invece reazioni come vomito e diarrea.

In ogni caso, tutte le eventuali reazioni avverse al vaccino vengono segnalate e valutate dagli organi competenti, secondo il principio di precauzione: anche eventi non necessariamente legati alla vaccinazione vengono comunque registrati e analizzati.

Fonti utilizzate:

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