Salute

Allergie alimentari, come curarle

Di Angela Bisceglia
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11 marzo 2009
Latte, uova ma anche pesce, crostacei e frutta secca: sono questi gli alimenti più colpevoli delle allergie dei bambini. Per diagnosticarle basta un test.

La mini-guida per genitori sulle allergie agli alimenti è stata messa a punto con la consulenza del prof. Giovanni Cavagni, Responsabile dell’Unità Operativa di Allergologia Pediatrica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

  • ALLERGIE IMMEDIATE

 

 

 

La diagnosi con i test ‘tradizionali’. Per diagnosticare un’allergia immediata, si possono effettuare test cutanei, come il prick test, o esami del sangue, con la ricerca degli anticorpi specifici (IgE) per un determinato alimento (i più comuni alimenti allergizzanti sono latte, uova, ma nel corso degli anni sono frequenti anche pesce, crostacei, frutta secca).

 

Gli esami all’avanguardia. Oltre a questi test ‘classici’, ci sono altri strumenti diagnostici all’avanguardia: uno è a disposizione del pediatra che, grazie ad uno speciale apparecchio, prelevando tre sole gocce di sangue al suo piccolo paziente, riesce ad individuare nel suo studio in pochi minuti se il bambino è allergico ai 10 principali allergeni contenuti negli alimenti.

 

ll secondo si può effettuare solo nei Centri di eccellenza di terzo livello ed utilizza una metodica tratta dalla biologia molecolare: prelevando una sola goccia di sangue, lo specialista riesce a cercare il ‘colpevole’ tra oltre 100 molecole allergiche. “La vera novità di questa tecnica è che si può scoprire non a quale alimento il bambino è allergico, ma a quale proteina contenuta in quell’alimento” spiega il prof. Cavagni. “In questo modo si riesce a fare una diagnosi mirata, a prescrivere la terapia più adatta ed individuare anche il vaccino più efficace per prevenire le reazioni, anche serie, che un’allergia immediata può provocare”.

 

 

 

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha proposto che venga fornita gratuitamente dalla asl ai genitori di tali bambini una ‘penna’ che contiene una dose di adrenalina - il farmaco che in caso di shock anafilattico è l’unico salvavita - in attesa di recarsi al più vicino pronto soccorso. Purtroppo non tutte le Regioni si sono allineate su tale indicazione, creando delle vere e proprie discriminazioni territoriali, per persone di un’età in cui non dovrebbero esistere così palesi ingiustizie!

 

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