Salute

Allergie della pelle, diagnosi, terapia e prevenzione

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24 Maggio 2013
Se compare l’eczema, il primo passo è senza dubbio fare una visita dermatologica. La terapia? Va per livelli di intensità. Sia in caso di atopia sia in caso di sensibilizzazione allergica. Come prevenire le reazioni atopiche? Tutti i consigli.
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Consulenza di Andrea Diociaiuti, dirigente medico di primo livello dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Come si diagnostica. Se compare l’eczema, il primo passo è senza dubbio fare una visita dermatologica. “Se l’eczema ha una distribuzione caratteristica su particolari zone del corpo, è facile per lo specialista intuire che si tratta di una ipersensibilità individuale della pelle e non di un’allergia da contatto” specifica Diociaiuti. “Nel caso in cui invece il dermatologo sospetti un’allergia, potrà prescrivere dei test allergologici:

  • il patch test si effettua se si ipotizza un’allergia da contatto. Sul dorso si applicano dei cerottini, contenenti ognuno un determinato allergene: se dopo alcune ore si manifesta prurito, rossore, vescicole, il risultato è positivo;

  • Il prick test si esegue invece se si sospetta un’allergia di tipo alimentare: sulla pelle si pratica un piccolo taglietto, sul quale si applica una goccia di un estratto allergenico. L’esito è positivo se dopo circa 30 minuti si forma sulla zona un piccolo pomfo;

  • In alcuni casi, può essere utile effettuare degli esami del sangue per la ricerca degli anticorpi IgE specifici (l’esame si chiama RAST), che si attivano nelle reazioni allergiche”.

La terapia? Va per livelli di intensità. Sia in caso di atopia sia in caso di sensibilizzazione allergica, ecco le possibili terapie:

  • La prima cura è senz’altro quella di idratare di più la pelle: idratando infatti si preserva la capacità barriera della pelle, che sarà più protetta di fronte agli stimoli esterni. Idratare è un ottimo sistema per prevenire la comparsa di eczemi e ridurre le recidive.

  • Se una semplice crema idratante non basta, si può passare a pomate ad azione antinfiammatoria ma senza cortisone.

  • Dopo qualche giorno di applicazione, se l’eczema non scompare, si prova con una pomata al cortisone, che dovrà essere applicata a scalare, cioè diminuendo il dosaggio progressivamente, in modo da riabituare la pelle a poco a poco a difendersi da sé, senza l’aiuto del farmaco.

  • Se non è sufficiente il cortisone, si può ricorrere ai farmaci immunomodulatori, come il pimecrolimus e il tacrolimus: sempre in crema, vengono prescritti per cicli di terapia abbastanza lunghi che si possono seguire per tutto l’anno tranne che in estate. “Il loro compito è quello di modulare e normalizzare la risposta immunitaria” spiega il dermatologo: “le reazioni atopiche infatti sono scatenate dalle stesse cellule che si attivano nelle reazioni immunitarie e tali farmaci ‘insegnano’ loro a non reagire più in modo anomalo.

Solo se anche questa cura non fa riscontrare alcun effetto, si passa a una terapia sistemica, con l’uso del cortisone per via orale o, come soluzione estrema, alle terapie immunosoppressive. Va da sé che la terapia sistemica deve essere rigorosamente controllata dal medico e somministrata solo per il tempo strettamente necessario, a causa dei possibili effetti collaterali”.

Come prevenire le reazioni atopiche? “Se, tramite i test, si rileva un’allergia da contatto, la principale forma di prevenzione è naturalmente quella di evitare il più possibile il contatto con l’allergene” fa notare Diociaiuti. “Altre regole pratiche, utili nei casi, più frequenti, di iper-reattività cutanea, sono le seguenti:

  • Ridurre la polvere in casa, soprattutto nella cameretta, dove il bambino trascorre la maggior parte del tempo.

  • Proteggere sempre adeguatamente la pelle dal freddo.

  • Evitare gli indumenti in lana e fibre sintetiche a diretto contatto con la pelle, poiché hanno una trama ruvida e irritante: l’ideale è il cotone rasato, che ha una trama liscia, più del cotone felpato.

  • Per la pulizia quotidiana, adoperare detergenti non aggressivi: sì a prodotti oleosi, che preservano il film lipidico che riveste la cute, no a detergenti troppo schiumogeni, perché ricchi di tensioattivi che impoveriscono l’epidermide.

  • Attenzione anche al ciuccio: la suzione stimola infatti la salivazione intorno alla bocca, che irrita la pelle”.

Leggi anche: Allergie della pelle, come riconoscerle e curarle e Allergie della pelle, le risposte ai principali dubbi

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