Salute

Allergie della pelle, le risposte ai principali dubbi

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24 Maggio 2013
Un bambino affetto da dermatite atopica può frequentare la piscina? Il mare fa bene o no? Come regolarsi con gli alimenti? Il bagnetto tutti i giorni? Tutte le risposte dell'esperto.
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Consulenza di Andrea Diociaiuti, dirigente medico di primo livello dell’Unità Operativa di Dermatologia dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

  • In piscina sì, ma con cautela. Un bambino affetto da dermatite atopica può frequentare la piscina? “Andare in piscina può essere un po’ problematico a causa dell’acqua clorata, che a una pelle ipersensibile può causare sensazione di bruciore e irritazioni, soprattutto se c’è una dermatite già in atto” risponde l’esperto.

“È utile per questo risciacquare la pelle appena usciti dalla vasca ed applicare subito dopo una crema idratante protettiva. Se però l’eczema è di una certa entità, meglio evitare la piscina finché non sarà passata la fase acuta, perché la pelle potrebbe irritarsi ulteriormente”.

  • Il mare fa bene o no? Una vacanza al mare fa benissimo al bambino atopico: non tanto per l’acqua, che, essendo salata, potrebbe anzi risultare fastidiosa, quanto per i raggi UV che, se presi nel modo corretto, hanno un’azione curativa poiché agiscono sulle cellule della pelle che hanno la funzione di sorveglianza immunitaria, quindi riducono le reazioni di tipo allergico. Va da sé che i bambini molto piccoli non possono essere esposti alla luce diretta del sole: in tal caso, va bene anche il sole riflesso oppure i raggi delle prime ore del mattino.

  • Come regolarsi con gli alimenti? Abbiamo visto che la maggior parte delle reazioni cutanee non dipendono dagli alimenti che il bambino assume, ma è anche vero che certi alimenti, come il parmigiano e il pomodoro, spesso fanno peggiorare la dermatite, non per niente la mamma nota un arrossamento nella zona dopo che il bimbo ha mangiato la pappa. “Si tratta di un meccanismo irritativo da contatto” precisa il dott. Diociaiuti.” Per prevenirlo, prima di mangiare si può applicare sul contorno della bocca una piccola quantità di crema barriera; dopo la pappa, si pulisce bene bocca e viso con un detergente oleoso e si mette subito la crema idratante antinfiammatoria”.

  • Il bagnetto tutti i giorni? “Sulla cute sono presenti batteri che, sia pure non patologici, innescano il meccanismo delle reazioni cutanee, ed una corretta igiene quotidiana aiuta a ridurre la carica di tali batteri” specifica Andrea Diociaiuti. “D’altro canto, non bisogna usare detergenti troppo aggressivi, poiché si rischia di privare la pelle delle sue naturali difese. Ok allora ad un bagnetto serale di pochi minuti a temperatura corporea, con una piccola quantità di detergente delicato. Subito dopo però sulla pelle ancora umida applichiamo la crema idratante: oltre ad avere un’azione curativa, può diventare una coccola molto piacevole per il bambino, che quindi non lo recepirà come un’imposizione obbligatoria”.

  • La psiche non c’entra. La dermatite atopica può essere causata da fattori psicologici? “L’iper-reattività è un fatto genetico, non psicologico” precisa il dermatologo. “È vero però che le manifestazioni possono essere più o meno fastidiose a seconda del nostro stato emotivo e della nostra tolleranza. Se il bambino è nervoso, sopporterà male il suo disturbo, avvertirà di più il prurito e tenderà a grattarsi maggiormente; a sua volta, il grattamento può aggravare le lesioni e causare escoriazioni che si sovrinfettano, creando un circolo vizioso. Assolutamente infondato invece che una reazione cutanea sottenda un malessere psicologico, come un’educazione troppo severa dei genitori o un disagio a scuola”.

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