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Amoxicilina per bambini

antibiotico_amoxicillina
30 Maggio 2011
O amoxicillina più acido clavulanico. Come tutti gli antibiotici, l’amoxicillina va usata solo in presenza di infezioni di natura batterica e non per le infezioni virali, perché gli antibiotici non sono in grado di uccidere i virus.
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Amoxicilina o amoxicillina più acido clavulanico (nomi commerciali rispettivamente Zimox e Augmentin)

Che cosa sono Sono entrambi antibiotici appartenenti alla classe delle penicilline. L’associazione con l’acido clavulanico serve solo in casi particolari, ad esempio per contrastare infezioni delle vie urinarie o broncopolmoniti batteriche, in cui sono presenti batteri che possono distruggere l’amoxicillina, mentre per le malattie batteriche più comuni dell’infanzia, come faringite o otite, la sola amoxicillina è sufficiente.

Quando sono indicati Come tutti gli antibiotici, l’amoxicillina va usata solo in presenza di infezioni di natura batterica e non per le infezioni virali, perché gli antibiotici non sono in grado di uccidere i virus. Pertanto la decisione di somministrare un antibiotico deve essere presa solo ed esclusivamente dal pediatra e non dal genitore: un uso improprio, oltre a non sortire alcun effetto terapeutico, aumenta il rischio che si sviluppino batteri resistenti agli antibiotici (che quindi in caso di bisogno non sono più efficaci!).

Come si somministrano Gli antibiotici per bambini sono solitamente formulati in sciroppi già pronti o in sospensione orale, con una polverina che al momento dell’uso va diluita con acqua e poi conservata in frigo. La durata della terapia dipende dal tipo di infezione: se per le faringiti sono sufficienti 6-7 giorni, per l’otite potrebbero esser necessari anche 10 giorni: sarà come sempre il pediatra a stabilire i tempi. Per l’efficacia del trattamento, è indispensabile rispettare sia la durata prescritta sia l’intervallo tra una somministrazione e l’altra, in modo da assicurare una copertura costante nel corso delle 24 ore. Consentito un minimo di tolleranza: se l’antibiotico va preso ogni 12 ore, ad esempio, è concesso un anticipo o un ritardo di 15-30 minuti.

Quando no Gli antibiotici non vanno assunti in caso di infezioni virali (per es. influenza, raffreddore).

Se il bambino in passato ha manifestato reazioni allergiche alle penicilline, al posto dell’amoxicillina il pediatra può prescrivere altre categorie di antibiotici, come le cefalosporine o i macrolidi, anche se va tenuto presente che c’è un maggior rischio di allergie crociate (chi è allergico alle penicilline cioè potrebbe essere allergico anche alle altre categorie di antibiotici).

Lo shock anafilattico, la reazione più temuta

E’ uno dei possibili effetti collaterali degli antibiotici (in particolare delle penicilline), che tanto spaventa le mamme quando leggono il foglietto illustrativo. “In realtà si tratta di un evento rarissimo” sottolinea Antonio Clavenna, “specie se si considera che ormai gli antibiotici sono farmaci assai diffusi.

Per ridurre al minimo i rischi, al primo utilizzo il pediatra si informa sempre se in famiglia si sono mai verificati casi di allergia alle penicilline ed in caso di dubbio potrebbe decidere di effettuare la prima somministrazione in ambiente” protetto” (per es. in ambulatorio). In ogni caso, se subito dopo l’assunzione dell’antibiotico il bambino dovesse manifestare difficoltà di respiro o gonfiore della lingua, occorre chiamare immediatamente il 118 o recarsi al più vicino Pronto Soccorso”.

(Consulenza di Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno-Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano)

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