Alimentazione

Tuo figlio è un golosone o mangia come un uccellino?

pappa_bambino
08 Luglio 2008
A Luca piaccciono moltissimo i dolci, Marco invece mangerebbe solo carne. E poi c'è Gaia che a tavola è uno strazio. Una nota nutrizionista divide i bambini in sei tipi alimentari. Ecco i consigli per ogni tipo.
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Tipo A: il goloso

Questo bambino non passa dalla cassa del supermercato senza aver almeno provato con un "ti prego, mammina". Distingue tra cibo per bambini (= torte, budini, biscotti) e cose da adulti (= verdure, ecc.). Purtroppo la mamma la pensa diversamente.

Il motivo: la predilezione per i dolci nasce dal latte materno che è dolce. I recettori dei gusti piccanti o forti si sviluppano solo più tardi.

Che cosa fare: concedigli al massimo un dolce al giorno; il desiderio di dolci può essere soddisfatto anche con cibi sani come ad esempio il suo frutto preferito, un ghiacciolo fatto in casa con del succo di frutta, il muesli. Con la maggior parte dei golosoni è possibile trattare: cucina qualcosa di dolce due volte a settimana (una torta fatta in casa, crepes), dopodiché per gli altri pasti niente storie. Fai attenzione che il tuo bimbo assuma proteine (latte e suoi derivati) e fibre (prodotti integrali, insalata, verdure) a sufficienza.

Tipo B: l'uccellino

A colazione mangia qualche briciola di pane e burro, a merenda sgranocchia giusto una mela e dopo tre cucchiaiate non vuole più saperne del risotto con i funghi. "Sono pieno."

Il motivo: i bambini hanno bisogno di molto meno cibo di quanto gli adulti non pensino. Obiettivamente se un bambino mangia poco è raramente un problema, quello che mangia è sufficiente. Emotivamente è catastrofico: al mio bambino non piace quello che gli preparo. Sono una cattiva madre. Inoltre l'uccellino sa che con il suo piluccare svogliato ha la mamma in pugno.

Che cosa fare: Non farti mettere sotto pressione. I genitori decidono cosa si mangia, il bambino cosa e quanto mangiarne. Un paio di trucchi: concorda insieme il menu della settimana, ognuno può scegliere qualcosa che vuole mangiare. Potrebbe essere utile anche cucinare insieme. Mangia con gusto e non farti innervosire dalle lamentele del bambino.

Tipo C: il carnivoro

Mangia il prosciutto e lascia il pane nel piatto. Non c'è un piatto che non diventi più buono aggiungendovi un po' di sale o di salsa di soia. Cioccolata, caramelle? Non lo interessano minimamente.

Il motivo: ciò che alla maggior parte dei piccoli carnivori piace è soprattutto il gusto saporito del prosciutto, della cotoletta o del pollo alla griglia, e vorrebbero mangiare carne tutti i giorni. Due porzioni abbondanti di carne alla settimana però sono sufficienti.

Che cosa fare: sazia la sua voglia di cibi saporiti con delle miniporzioni di carne. Ad esempio: polpettine di carne che ingrandirai aggiungendovi patate, carote, zucchine o sedano sminuzzati. Fai attenzione che non gli manchino vitamina C e fibre.

Tipo D: il mangione

Non è mai sazio. Un piatto di pasta al sugo, una bistecca, pane, uno yogurt e un dolcetto. A merenda pane e Nutella oppure pane e burro e marmellata, biscotti ecc. ecc.

Il motivo: quando un bambino sta per fare un salto nella crescita mangia temporaneamente di più. In questo caso è normale, se invece il bambino è un mangione si tratta di uno stato normale. La colpa è della congiuntura: oggi infatti viviamo nella "società delle merendine". Il pasto in famiglia va sparendo, sostituito da piccole merendine distribuite nell'arco dell'intera giornata e prese direttamente dal frigo o dal microonde.

Che cosa fare: crea dei momenti e degli spazi della giornata senza cibo. Un bambino non deve avere costantemente qualcosa da masticare. Durante i pasti si mangia tutti insieme a tavola, e poi fino a cena è permessa al massimo un po' di frutta, della verdura cruda o un panino piccolo. Il self-service dal frigo è vietato. Inoltre: esamina le tue abitudini alimentari. Se anche tu sgranocchi sempre qualcosa non ti dovresti stupire che anche i tuoi figli facciano altrettanto.

Tipo E: il purista

Gli piacciono solo i sapori semplici. Le carote devono sapere di carota, l'insalata è buonissima, ma senza condimento. Pasta, patate, riso... buoni sì, ma il sugo deve essere messo a parte, su un altro piatto.

Il motivo: I bambini a volte mangiano per settimane carote e zucchine senza alcun condimento. Molti hanno bisogno solo di un po' di tempo per abituarsi alle miscele di sapori. I puristi testardi sono per giunta molto diffidenti. Mangiano solo quello che vedono e hanno sempre paura che qualcuno gli rifili, ad esempio, dei broccoli nel purè. Ciò è spiegabile grazie alla filogenesi: all'età della pietra, dopo essere andati a funghi, si doveva fare molta attenzione a non mangiare quelli velenosi.

Che cosa fare: lascia mangiare il bambino come preferisce. Se in questo modo mangerà poche verdure cotte, fagliene mangiare di più crude. E continua a provare a fargli assaggiare il cibo "normale".

Tipo F: l'integralista delle pappe

Adora mangiare, a patto però di non dover masticare. Yogurt, zuppa, pasta, tutto quello che non occorre masticare va benissimo.

Il motivo: appena svezzato mangia omogeneizzati, che continuano a piacergli anche quando è un po' più grandicello, poi passa al purè di patate, alle zuppe e alle verdure o alla carne frullate.

Che cosa fare: mangia poca frutta, verdure crude e fibre, e molti grassi e zuccheri. Quindi dovrà fare almeno un pasto "solido" al giorno. Spesso è solo una questione di abitudine e basterà disabituarlo alle pappine.

Consulenza: Dagmar von Cramm, nota nutrizionista tedesca. In Italia è stato tradotto il suo libro "In forma dopo il parto", Editore Tecniche Nuove, 2005.

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