Social e problemi alimentari

Gli influencer condizionano la dieta nei nostri figli?

Di Niccolò De Rosa
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30 Maggio 2018
Secondo uno studio dell'Università di Liverpool, le star dei social inducono i bambini a mangiare più cibo spazzatura perché a questi ultimi non appare ancora chiara la differenza tra realtà e pubblicità nascosta
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Gli influencer che in questi hanno stanno spopolando sul Web (e non solo) potrebbero giocare un ruolo decisivo per la salute dei nostri ragazzi.

 

Secondo uno studio dell'Università di Liverpool infatti esiste un nesso tra i problemi di peso sempre più diffusi nei giovani e i modelli "social" che ogni giorno vengono loro proposti.

 

Una presa di responsabilità

Non si può negare che ormai gli YouTuber siano diventati dei veri e propri punti di riferimento per le nuove generazioni. 

Ma se da un lato il loro nuovo tipo di comunicazione, così diretta e giovanile, aiuta all'identificazione del pubblico, dall'altro simili elementi rendono ai più piccoli molto complicata la distinzione tra pubblicità e comportamenti reali.

 

Questo può tradursi in fidelizzazione del cliente quando all'interno di un video fa capolino un prodotto di consumo (es: i videogames) e, purtroppo, di acquisizione di errate abitudini alimentari quando ad entrare in gioco sono i cibi spazzatura e le bibite gassate che quotidianamente vengono consumate in centinaia di video su YouTube,

 

Stando alla ricerca inglese esposta al Congresso Europeo sull'Obesità a Vienna, quest'ultima voce non è più un aspetto da sottovalutare.

 

Lo studio

Per giungere a tale conclusione i ricercatori si sono concentrati su due star del web come Zoella, fashion blogger con 10,9 milioni di follower sul Instagram e Alfie Deyes, YouTuber da 4,6 milioni di fan, mostrando a 176 bambini divisi in tre gruppi le foto dei due influencer mentre erano intenti a promuovere cibo spazzatura, cibo sano o prodotti non alimentari.

 

Al termine di questa fase, i bambini dovevano poi scegliere tra snack salutari e cibi decisamente "junk".

In questo modo si è osservato come i bambini che avevano visto le immagini del junk food consumassero in media 448 calorie, mentre gli altri solo 357.

Dati del genere hanno naturalmente spinto gli studiosi a chiedere maggiori tutele per i minori su Internet, soprattutto quando l'inserimento di prodotti da pubblicizzare non viene chiaramente demarcato momenti separati rispetto al resto della trasmissione.

 

«I giovani considerano i blogger e gli influencer come persone di tutti i giorni, come i loro coetanei - ha commentato Emma Boyland, una delle firme principali della ricerca - Queste celebrità si sono guadagnate la fiducia dei giovani e devono prendersi delle responsabilità!».