Salute mamma e bambino

Influenza di stagione

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10 Novembre 2011
Tanti bambini in questi giorni sono a letto con l'influenza. I sintomi sono quelli di sempre: febbre da cavallo, tosse, naso chiuso, mal di gola e un generale senso di spossatezza, come se ci avessero ‘bastonati’. L'arma più efficace per evitare il contagio è il lavaggio delle mani. Tutti i consigli di Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano.
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Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, spiega tutto quello che le mamme (o future mamme) devono sapere sull'influenza di quest'anno, sulle precauzioni, cure, vaccini, ecc.

Che tipo di influenza circola quest’anno? I ceppi virali sono tre, l’AH1N1, che tanta paura aveva generato due ani fa ma che adesso è stato ‘declassato’ a virus stagionale, più due virus australiani, già diffusi negli anni scorsi e per questo già sperimentati. L’andamento dell’influenza in Australia (dove l’inverno è già trascorso) e la prima diffusione in Europa fanno presagire che si tratterà di un’influenza abbastanza ‘tranquilla’, che potrebbe colpire da 2 a 4 milioni di persone, a seconda se l’inverno sarà più mite o più rigido.

I sintomi? Sono quelli di sempre: febbre da cavallo, sintomi respiratori – tosse, naso chiuso, mal di gola – ed un generale senso di spossatezza, come se ci avessero ‘bastonati’. È l’insieme di questi sintomi che differenzia l’influenza dalle numerose forme parainfluenzali che circolano nella stagione fredda.

Quali le raccomandazioni per evitare il contagio? Soprattutto quella di natura igienica: in particolar modo si è visto che il semplice gesto di lavarsi le mani è un’arma di prevenzione sicura ed efficace, purché le mani vengano strofinate per alcuni secondi con il sapone (non basta passarle sotto l’acqua, tanto per intenderci). Un gesto da ripetere soprattutto a scuola, vero ricettacolo di virus.

L’alimentazione conta? Sicuramente aiuta un’alimentazione completa ed equilibrata, comprendente un po’ tutte le vitamine: oltre alla C, si è visto in particolare che le vitamine del gruppo B rinforzano la capacità di recupero e di riparazione del nostro organismo, così come i probiotici danno una mano al sistema immunitario. Ottimo anche il classico brodino di pollo, che unisce al contenuto proteico della carne l’apporto di liquidi, che vanno a reintegrare i liquidi persi con la febbre, più il beneficio di un pasto caldo, che fluidifica le mucose.

Come curarla? Con farmaci sintomatici, da somministrare però in modo responsabile: va bene abbassare la febbre con paracetamolo, che attenua anche la sensazione di malessere, ma non bisogna cercare di annullare del tutto la febbre, perché è il primo meccanismo di difesa dell’organismo contro il virus. No invece agli antibiotici che, non si finirà mai di ripeterlo, curano solo le infezioni batteriche e non quelle virali. Inutili anche i mucolitici, che si sono rivelati poco efficaci: meglio lavaggi nasali o aerosol con soluzione fisiologica, senza aggiunta di medicinali. Inutili anche gli integratori di vitamina C, basta l’apporto proveniente dall’alimentazione.

La vaccinazione: a chi è consigliata? Il vaccino, che è già disponibile e protegge contro tutti e tre i tipi di virus, è altamente consigliato alle categorie a rischio, come le persone che soffrono di patologie croniche dell’apparato cardiorespiratorio; raccomandato anche alle donne in gravidanza, in qualunque epoca gestazionale (evitarla nel primo trimestre è consigliato solo per un eccesso di cautela), perché l’influenza può avere un andamento un po’ più severo, visto che l’organismo è già superimpegnato su un altro fronte.

Vaccinare o no i bambini? Se non appartengono a categorie a rischio, si può valutare caso per caso: i bambini sono sicuramente più esposti al contagio e più soggetti a complicanze, che potrebbero richiedere alcuni giorni di ospedalizzazione; per il resto bisogna tener presente che i bambini sono considerati gli ‘untori’ dell’influenza e possono quindi contagiare chi gli sta intorno: è un elemento da non trascurare se la mamma è incinta o se in casa vivono persone con patologie croniche o anziani, che possono riportare complicanze più serie.