Salute bambini

Probiotici: quando sono utili

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02 Aprile 2010
Mantengono in equilibrio la flora intestinale dei bambini ma anche delle mamme. Sono utili dopo un ciclo di antibiotici e in generale per prevenire disturbi intestinali, come gonfiori, difficoltà di digestione, stitichezza, diarree. Uno studio in corso ne evidenzia i benefici per chi soffre di allergie. Ma occhio a comprare quelli giusti!
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Se ne parla sempre più spesso, ma che cosa sono esattamente? Dove trovarli? E a cosa possono far bene? E’ vero che aiutano a prevenire le allergie?

CHE COSA SONO I PROBIOTICI - “Sull’argomento c’è ancora molta confusione, anche in ambito medico, perché si tratta di un tema nuovo” esordisce Francesco Marotta, dell’Unità di Gastroenterologia, Ospedale S. Giuseppe e docente presso l’Università del Texas e l’Università Statale di Milano. “Per giunta, non esiste ancora a livello europeo una normativa che disciplini l’utilizzo del termine ‘probiotico’ e la confusione è ancora tanta”.

Di solito quando si parla di probiotici si pensa subito allo yogurt oppure ai fermenti lattici, in realtà di tratta di cose diverse.

I fermenti lattici presenti nello yogurt sono latti fermentati con batteri che servono per fare lo yogurt; di quei batteri, però, ben pochi giungeranno all’intestino in forma attiva, ma vi arriveranno come enzimi lattici, di certo benefici, ma non in grado di interagire con la flora intestinale, come invece fanno i probiotici. Inoltre, perché lo yogurt conservi al meglio le sue caratteristiche, deve essere consumato al naturale, senza frutta all’interno (come invece lo si trova il più delle volte nelle preparazioni per bambini), poiché la pur piccola acidità della frutta uccide rapidamente i batteri.

I probiotici sono ceppi batterici che, dopo aver superato indenni tutti i filtri ostili del nostro apparato digerente, come gli acidi dello stomaco, gli enzimi biliari e pancreatici, riescono non solo a convivere pacificamente con i batteri già residenti nell’intestino, ma li aiutano a svolgere al meglio le loro funzioni, come inibire i batteri nocivi ed impedirne la proliferazione, produrre enzimi buoni, stimolare il sistema immunitario intestinale.

DOVE SI COMPRANO - I probiotici si possono acquistare sia in farmacia che al supermercato. In entrambi i canali di vendita si possono trovare prodotti di qualità, solo che in farmacia vengono veicolati in forma più ‘medicale’, in boccette o fialette, al super si presentano come un alimento, in bottigliette simili a quelle dello yogurt. “Dovunque lo si acquisti, per essere sicuri di prendere il prodotto giusto, oltre a leggere la dicitura ‘probiotico’ è importante verificare che si tratti di prodotti conservati in frigo e con scadenza a breve termine” raccomanda Francesco Marotta. “Prodotti con scadenza molto lunga, specie se non conservati alla giusta temperatura, molto probabilmente non daranno alcun beneficio, perché è impossibile che un microrganismo vivo come un probiotico possa mantenere inalterate le sue capacità per tanto tempo e a temperatura ambiente!”

A CHE COSA SERVONO - Il primo beneficio dei probiotici è a livello intestinale: arrivando in forma attiva nell’intestino, riescono a mantenere il corretto equilibrio della microflora residente, che gioca un ruolo importante nello svolgimento delle varie funzioni dell’intestino - digestione, assorbimento, stimolazione del sistema immunitario, eliminazione delle sostanze nocive ed inutili. Mantenere in equilibrio la flora intestinale aiuta a prevenire molti disturbi intestinali, come gonfiori, difficoltà di digestione, stitichezza, diarree acute.

 

Non solo probiotici

Per garantirsi un intestino in buona salute, fin dalla tenera età, è importante far seguire al bambino un’alimentazione equilibrata, che preveda un apporto di fibre adeguato e ben distribuito nell’arco della giornata. Le fibre infatti, oltre a svolgere un importante ruolo di ‘spazzini’ di scorie nell’intestino, hanno un’azione pre-biotica, cioè sono come i mattoni di cui la nostra flora ha bisogno per crescere bene. Quando possibile, allora, cerchiamo di abituare i nostri bambini all’uso di alimenti non raffinati.

 

 

UTILI DOPO UN CICLO DI ANTIBIOTICI - “E’ stato dimostrato che, dopo un ciclo di antibiotici, il tempo che occorre al nostro intestino per ristabilire la flora batterica è di circa 15-30 giorni, a seconda dell’antibiotico e della durata della terapia” risponde il gastroenterologo. “Assumere probiotici per almeno 2-4 settimane, dal momento in cui si inizia la terapia antibiotica, aiuta a ricostruire più in fretta la flora intestinale ed in questo modo si contribuisce a prevenire diarree, frequente effetto collaterale di tali farmaci. Ma, ribadiamo, deve trattarsi di probiotici e non di fermenti lattici in senso lato”.

RINFORZANO IL SISTEMA IMMUNITARIO - “Facciamo alcune considerazioni” spiega il dott. Marotta: “una microflora intestinale ricca di batteri ‘buoni’ contrasta efficacemente l’ingresso di batteri ‘cattivi’; una microflora intestinale ben equilibrata riesce a proteggere al meglio l’intestino e lo aiuta a svolgere in modo ottimale le sue funzioni; l’intestino rappresenta un’importante barriera di difesa per l’organismo, non per niente il sistema immunitario intestinale rappresenta i 2/3 del sistema immunitario generale ed è strettamente legato alle altre ‘centraline’ sparse nel nostro organismo.

Naturalmente questo non ci può portare alla conclusione automatica che l’assunzione regolare di probiotici ci metta al riparo da qualunque tipo di infezione o che sia in grado di proteggere tutto il sistema immunitario. Tuttavia, dal momento che la nostra flora batterica è a tutti gli effetti un organo (come numero di cellule ben 10 volte superiore alle cellule dell’intero nostro organismo!), una corretta alimentazione e la razionale assunzione di probiotici rappresentano fondamentali elementi di buona ‘manutenzione’, che è invece molto spesso dimenticata”.

SCEGLI IL CEPPO GIUSTO - Di probiotici ce ne sono vari tipi, ognuno caratterizzato da una determinata famiglia, specie e ceppo. Se tutti i probiotici danno certi benefici generali, ogni probiotico può essere più utile in certe occasioni. Alcuni esempi?

 

  • Il Lactobacillus Casei Shirota è particolarmente indicato per ‘supportare’ il sistema immunitario intestinale, per questo lo si potrebbe assumere con regolarità durante il periodo invernale, oppure per alcune settimane in caso di disturbi intestinali o in corso di terapia antibiotica. Ha inoltre la capacità di facilitare l’eliminazione di tossine intestinali prodotte dal processo digestivo.

  • Il Lactobacillus rhamnosus GG sembra più efficace per contrastare le infezioni da rotavirus (responsabile di numerose forme di gastroenterite specialmente nel bambino) e per le manifestazioni da dermatite atopica.

  • Il Lactobacillus Reuterii, è utile per le dissenterie di origine virale, ma secondo alcuni recenti studi potrebbe essere d’aiuto per alleviare le coliche gassose nel neonato.

  • Il Lactobaillus Casei infantis (che, come dice il nome, è specifico per bambini) oppure il Johnsonii, possono essere utili in particolare se il bambino soffre di stipsi.

Probiotico anche durante la gravidanza e l'allattamento

I probiotici possono essere utili anche durante la gravidanza o l’allattamento? “Trattandosi di prodotti naturali, che possono aiutare il sistema immunitario a mantenersi efficiente, i probiotici possono entrare a far parte della normale alimentazione sia della donna in attesa che della neomamma che allatta” risponde Marotta.

“Tra l’altro, alcuni studi mostrano che i probiotici potrebbero aiutare a prevenire certe infezioni del tratto uro-genitale, più frequenti proprio durante l’attesa, come ad esempio cistiti e vaginiti. Di certo si sa che la flora batterica intestinale è strettamente legata a quella della vescica e che numerose forme di vaginosi possono essere causate da un’alterazione della flora batterica residente. Inoltre i probiotici agiscono sul sistema immunitario mucosale intestinale, ma possono avere effetti benefici su tutte le mucose dell’organismo, comprese quelle vaginali. Gli studi a tal proposito sono ancora in corso, ma i risultati finora emersi sono incoraggianti”.

 

 

PROBIOTICI E ALLERGIA - Sembra che i probiotici possano aiutare anche a prevenire alcune manifestazioni allergiche, in particolare la dermatite atopica o la rinite allergica. Sarà vero?

 

  • Dermatite atopica Alcune ricerche hanno provato che la somministrazione di probiotici a fine gravidanza e nei primi mesi di vita del neonato ridurrebbe la comparsa di dermatite atopica nei soggetti predisposti. “Effettivamente alcuni studi recenti hanno evidenziato che i bambini con predisposizione allergica presentano sin dalla nascita una microflora intestinale diversa rispetto ai bambini che non svilupperanno allergie” risponde Marotta. “In questo contesto, alcuni probiotici, grazie alla loro capacità di arricchire la microflora intestinale, pare contribuiscano a modulare positivamente la risposta immunitaria e a prevenire le manifestazioni atopiche. Ma è ancora presto per affermare che davvero i probiotici possono aiutare a prevenire le allergie cutanee”.

  • Rinite allergica Uno studio pilota particolarmente promettente sulla relazione tra probiotici e allergie è stato condotto di recente dall’Institute of Food Research di Norwich, in Gran Bretagna, sotto la guida del ricercatore italiano Claudio Nicoletti. Lo studio sta investigando il potenziale beneficio di un probiotico - il Lactobacillus Casei Shirota - sulle persone affette da raffreddore stagionale allergico. “Il raffreddore stagionale da pollinosi – spiega Claudio Nicoletti - è una reazione allergica ai pollini o alle spore fungine, principalmente a quelli dell’erba. Il sistema immunitario riconosce queste spore come corpi estranei e per difendere l’organismo produce una quantità eccessiva di anticorpi IgE per legare queste spore ed eliminarle. Per fare questo le IgE rilasciano numerosi mediatori chimici, in particolare l'istamina, che innescano un processo infiammatorio che irrita le vie aeree e provoca, così, i sintomi tipici della pollinosi.

 

Lo studio, condotto su soggetti con una storia di allergia stagionale, ha permesso di evidenziare che il livello di IgE era più basso nel gruppo che ha assunto il probiotico rispetto a chi ha assunto un placebo. Inoltre, è stato misurato il livello di anticorpi IgG, che hanno un ruolo protettivo contro le reazioni allergiche e si è osservato che nel gruppo probiotico, rispetto al placebo, il livello di IgG era più elevato. Insomma, sembra proprio che il probiotico testato riesca a modificare il modo in cui l’organismo reagisce al contatto con i pollini, contribuendo quindi a ricostituire una risposta immunitaria più bilanciata.

Le ricerche sono ancora in corso e proseguiranno con uno studio più allargato, al fine di studiare in dettaglio i meccanismi di azione del LcS sul sistema immunitario e valutare le sue potenzialità nell’ottenere una reale riduzione dei sintomi allergici”. Ma i benefici sarebbero solo per gli adulti? “Anche se gli studi finora condotti hanno riguardato solo l’adulto, tutto lascia presupporre che dovrebbe essere ancor più facile agire positivamente sul sistema immunitario del bambino, che è un sistema ancora in formazione” conclude Nicoletti.

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