Pronto soccorso bambini

Piccoli incidenti, il bimbo è caduto

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25 Maggio 2011
Con la bella stagione i bambini giocano più spesso all’aperto e può capitare una brutta caduta. A volte non ci sono conseguenze, a volte invece ci può essere una distorsione o una frattura. Nel dubbio meglio fare una visita medica e intanto applicare il ghiaggio sulla parte lesa
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Che cosa fare quando il bambino fa una brutta caduta?

“Con i bambini può essere difficile fare una diagnosi sulla sola base dei sintomi” esordisce il prof. Giorgio Gasparini, Direttore della Cattedra di Ortopedia e Traumatologia dell’Università “Magna Grecia” di Catanzaro, “perché non sempre c’è esatta corrispondenza tra l’entità del trauma e l’entità dei sintomi manifestati. Talvolta il bambino può aver riportato una semplice contusione eppure riferisce dolori insopportabili, o, viceversa, aver riportato una frattura e non lamentarsi più di tanto”.

Perché una differenza così stridente? “Alla base può esserci una diversa sensibilità individuale al dolore, una minore esperienza del dolore rispetto all’adulto, ma anche contrapposte motivazioni psicologiche” risponde Gasparini: “può accadere infatti che un bambino piuttosto vivace che spesso si ‘procura guai’ tenda a sminuire le conseguenze del suo incidente per non essere sgridato, mentre al contrario un bambino desideroso di attenzione potrebbe enfatizzare il dolore. E questo può mettere in difficoltà i genitori che non sanno come interpretare quel che è successo.”

Come regolarsi allora? Meglio fare un controllo

“Proprio perché non ci si può basare solo sui sintomi riferiti dal bambino, meglio peccare di eccesso di zelo e far visitare il bambino dal pediatra - se rapidamente disponibile - o direttamente al pronto soccorso, dove ogni dubbio potrà essere sciolto e dove, se si dovesse diagnosticare una lesione di una qualche importanza, potranno essere contestualmente attuati tutti i trattamenti del caso” risponde l’ortopedico.

La radiografia è sempre necessaria?

“L’opportunità di sottoporre un bambino a un esame radiografico è inversamente proporzionale alla sua età. Se è vero che quanto più è piccolo il bambino, tanto più vorremmo risparmiargli l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, è anche vero che quanto più è piccolo il paziente tanto meno sono affidabili i sintomi ed i segni clinici rilevati dal medico. Pertanto spesso è proprio la radiografia a consentire la diagnosi ed a permettere così l’impostazione tempestiva del corretto trattamento”.

E se c’è frattura?

Se viene rilevata una frattura, ingessare la zona è la soluzione ottimale, che garantisce il miglior recupero funzionale rispetto ai vari tutori. “Il gesso, essendo inamovibile, è sicuramente indossato nella maniera corretta” sottolinea il prof. Gasparini, “mentre il tutore, proprio perché è amovibile, può essere spostato dal bambino o rimosso dalla mamma - magari ‘impietosita’ dai fastidi che il figlio potrebbe lamentare- e poi essere riposizionato in modo sbagliato, mandando a monte la sua efficacia”.

L’intervento chirurgico, un’eventualità da non demonizzare

In una minoranza dei casi potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico. “È un’opzione che non deve spaventare” tranquillizza l’ortopedico “poiché le tecniche chirurgiche che oggi abbiamo a disposizione consentono di ridurre l’intervento al minimo e di ottenere il miglior recupero possibile del segmento osseo o dell’articolazione danneggiati. Si tenga presente inoltre che un trattamento non adeguato potrebbe compromettere la completa ripresa funzionale e far sentire i suoi effetti anche a distanza di molti anni. Meglio allora un piccolo fastidio oggi di cui però nostro figlio ci ringrazierà domani”.

Le cose da fare e da non fare in attesa della visita medica

OK Il ghiaccio. Il ghiaccio è un ottimo antinfiammatorio ed antidolorifico, che ha un’azione vasocostrittrice che limita la formazione dell’edema e dell’ematoma. Perché sia efficace, va applicato il più presto possibile dopo la caduta e tenuto a contatto con la zona lesa per circa 15 minuti. Non di più, perché potrebbe irritare o addirittura ustionare la cute delicata del bambino.

Proprio per questo il ghiaccio non va mai applicato direttamente sulla pelle ma sempre avvolgendolo in un telo (va benissimo un canovaccio da cucina). L’optimum è applicare la borsa del ghiaccio in tela gommata (sempre rivestita con un canovaccio), poiché si adatta bene anche a superfici curve, come quelle di una caviglia o un polso. Un’alternativa pratica da portare con sé, ad esempio per una gita fuori porta, sono i sacchetti di ghiaccio istantaneo (si vendono in farmacia e basta comprimerli con forza per rompere la bolla che contiene il liquido refrigerante), che garantiscono un effetto freddo per circa 15 minuti. Dopo la prima volta, il ghiaccio si può riapplicare di tanto in tanto durante il giorno, per lenire un po’ il dolore.

OK il riposo. Dopo una caduta è senz’altro consigliabile tenere a riposo la parte traumatizzata: se si tratta di un arto superiore, si può mettere il classico foulard allacciato al collo, se è coinvolto un arto inferiore bisogna evitare di appoggiarlo a terra ed è consigliabile tenere la gamba sollevata, ad esempio appoggiandola ad una sedia con un cuscino di sotto, sempre al fine di ridurre la formazione dell’edema.

NO Le manipolazioni. Assolutamente vietato fare qualunque tipo di manipolazione, che potrebbe peggiorare la situazione. Certe operazioni spettano unicamente all’ortopedico.

NO Le pomate. Le pomate per contusioni e distorsioni hanno un effetto antinfiammatorio, tuttavia, trattandosi di un farmaco ad azione locale, la loro efficacia è modesta, inoltre se ci sono abrasioni o lesioni cutanee la pomata potrebbe ritardarne la guarigione.

NO Le fasciature ‘casalinghe’. Da evitare i bendaggi fai da te: se anche fosse necessaria una fasciatura, deve essere fatta con materiali e modalità ben precisi, che solo il personale sanitario conosce. Una fasciatura troppo blanda ad esempio è completamente inutile, una troppo stretta potrebbe addirittura provocare danni.

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