Sale

Settimana mondiale per la riduzione del sale: in Italia si consuma il doppio della quantità massima consigliata

Di Niccolò De Rosa
sale
21 Marzo 2017
Dal 20 al 26 marzo in 95 Paesi del mondo si tiene una settimana di iniziative e convegni per sensibilizzare riguardo un consumo responsabile del sale. In Italia, specialmente al Sud, se ne usa ancora troppo,  il che aumenta sensibilmente la casisitica di ictus e malattie cardiovascolari
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Il suo utilizzo dà sapore al cibo, ma abusarne può essere molto deleterio per la nostra salute.

Tutta la comunità scientifica è ormai unanime nell'affermare le implicazioni negative di un eccessivo uso del sale, anche se ridurne il consumo, un po' per abitudini alimentari, un po' perché  il 75% del sale che consumiamo è "nascosto" nel cibo che compriamo, risulta essere un'operazione più difficile del previsto.

 

Un consumo eccessivo di sale determina non solo un aumento della pressione arteriosa, con conseguente aumento del rischio di insorgenza di gravi patologie dell’apparato cardiovascolare correlate all’ipertensione arteriosa, quali infarto del miocardio e ictus cerebrale, ma è associato anche ad altre malattie cronico-degenerative, quali i tumori dell’apparato digerente, in particolare quelli dello stomaco, l’osteoporosi e la malattia renale cronica (FONTE: Ministero della Salute)

 

Rispetto al limite di 5 grammi giornalieri raccomandato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) infatti, la media globale per il consumo di sale è invece di 8,1 grammi, con i picchi più alti in Asia dove si arriva ai 12 grammi quotidiani.

Il nostro Paese però non è messo molto meglio: in alcune regioni, soprattutto al Sud, gli italiani assumono una media di 10 grammi di sale ogni giorno! Questo perché molte delle pur gustose prelibatezze della tradizione culinaria, sono preparate con alimenti ricchi di sale (formaggi, insaccati, salumi ecc...)

 

Una settimana mondiale per informare e prevenire i danni del sale

 

La Settimana Mondiale per la riduzione del sale è stata dunque indetta per la prima volta nel 2005 dalla World Action on Salt & Health (WASH) proprio per sensibilazzare i 95 Paesi aderenti ad una conoscenza più approfondita del tema.

 

Secondo gli esperti basterebbe infatti ridurre il consumo di sale nel mondo da 10 a 5 grammi al giorno per ottenere un calo del 23% del rischio di ictus, equivalente a 1,2 milioni di morti, e del 17% per le malattie cardiovascolari, pari a 3 milioni di morti ogni anno.

 

Come ridurre il sale sulla nostra tavola?

  • Prestando sempre attenzione all’etichetta nutrizionale per scegliere in ciascuna categoria i prodotti a minore contenuto di sale e cerca i prodotti a basso contenuto di sale, cioè inferiore a 0.3 grammi per 100 g (corrispondenti a 0.12 g di sodio)
  • Riducendo l’uso di sale aggiunto sia a tavola che in cucina, preferendo il sale iodato, e utilizzando in alternativa spezie, erbe aromatiche, succo di limone o aceto per insaporire ed esaltare il sapore dei cibi
  • Limitando l’uso di altri condimenti contenenti sodio (dadi da brodo, salse, maionese ecc.)
  • Riducendo il consumo di alimenti trasformati ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, alcuni salumi e formaggi, cibi in scatola)
  • Evitando l’aggiunta di sale nelle pappe dei bambini, almeno per il primo anno di vita.

FONTE: Ministero della salute, WASH