Alimentazione

Gelato ai bambini, va bene come merenda?

Di Angela Bisceglia
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23 luglio 2010 | Aggiornato il 23 luglio 2018
Il gelato è un ottimo alimento per i nostri bambini, nutriente, dissetante, rinfrescante, perfetto soprattutto quando fa più caldo. Meglio quello artigianale o quello industriale? Quante volte alla settimana? Risponde alle domande sul gelato Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia Clinica presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Gelato artigianale o industriale?

 

“Ci sono tre categorie di gelato” premette Giuseppe Morino, responsabile dell'Unità Operativa di Dietologia Clinica presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma -:

 

  • il gelato artigianale, realizzato in loco con materie prime fresche;
  • il gelato semiartigianale, fatto sempre in loco ma utilizzando una base industriale, alla quale si aggiungono frutta fresca, latte fresco o altri ingredienti che caratterizzano un determinato gusto;
  • il gelato industriale, fatto completamente dall’industria e poi trasportato al punto vendita conservando la catena del freddo.

 

Per quanto riguarda le calorie, non c’è molta differenza fra i tre tipi di gelato. La differenza è data dagli ingredienti di base:

 

  • se si tratta di gelato con la panna, una porzione avrà oltre 300 kcalorie;
  • se il gelato è al latte ne avrà circa 200 kcalorie,
  • se il gelato è alla frutta avrà circa 100 kcalorie.

 

Dal punto di vista della sicurezza, nel gelato industriale vengono eseguiti a monte una serie di controlli rigidi, che garantiscono il rispetto delle norme igieniche; ma se la gelateria artigianale osserva scrupolosamente le varie norme igieniche, è assolutamente ‘sicuro’ anche il gelato artigianale".

 

 

In entrambi i gelati possono esser presenti additivi, come emulsionanti o coloranti:

 

sono spesso di derivazione naturale e comunque sono sempre sostanze lecite per legge.

 

"La vera differenza può essere di gusto - sostiene Morino -. Essendo fatto con ingredienti naturali e freschi, il gelato artigianale (o anche semiartigianale) ha un gusto migliore. Se però si ha l'esigenza di avere il gelato a casa disponibile in ogni momento, quello industriale è senz’altro più comodo”.

 

 

 

 

Quante volte si può dare il gelato al bambino?

 

Ricordatevi che “il gelato non è ‘un di più’ o una semplice bevanda, ma un alimento vero e proprio, con un apporto calorico e nutrizionale - di carboidrati, grassi e proteine - ben definiti. Può rappresentare un ottimo spuntino, una merenda o un dopocena di una cena equilibrata, da dare pure tutti i giorni” sostiene Morino.

 

“Se però il bambino tende al sovrappeso, meglio limitarlo a un paio di volte alla settimana, dando la preferenza ai gusti di frutta ed evitando in ogni caso l’aggiunta di panna".

 

Meglio il cono, il gelato al biscotto o la coppetta? Meglio la coppetta, "così non si vanno ad aggiungere le calorie della cialda. Teniamo presente infine che, appena mangiato, il gelato ha un buon potere saziante, ma l’effetto dura poco e facilmente dopo un po’ il bambino avrà di nuovo fame: a quel punto gli potremo dare un po’ di frutta fresca, che sazia senza dare un apporto calorico eccessivo”.

 

 

Da che età il bambino può mangiare il gelato?

 

Al compimento dell'anno di età. "Il gusto del dolce è innato nel bambino quindi è qualcosa che lui gradisce senz’altro. Lo si può dare come merenda o spuntino quando il bambino ha compiuto i 12 mesi. Una volta introdotto, va bene anche dargliene una porzione, sia pure piccola, senza farlo ‘penare’ con assaggini in punta di cucchiaino!

 

“All’inizio scegliamo i gusti più semplici, come il fiordilatte, ed evitiamo quelli contenenti coloranti che, pur se naturali, potrebbero provocare in soggetti predisposti delle reazioni allergiche” conclude il dietologo. “Meglio evitare nel primi tempi anche la cioccolata, la frutta esotica, le fragole, la panna, la frutta secca (nocciole, mandorle) e naturalmente il caffè o i gusti che non esistono in natura (tipo certi gelati dai colori innaturali, come il celeste!)”.

 

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