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Adolescenti, consigli per guidarli durante e dopo la quarantena

di Sara De Giorgi - 15.06.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Quali sono state le conseguenze della pandemia sugli adolescenti? Come guidarli e aiutarli dopo difficile momento? Lo abbiamo chiesto a Nan Coosemans, family coach e autrice, insieme a Florian Hiele, dell'ebook dal titolo Adolescenti e quarantena: sette passi per guidare tuo figlio durante e dopo questo periodo (Younite Edizioni).  

Nel periodo dell'adolescenza i ragazzi hanno bisogno di uscire e di incontrare i loro coetanei. È, quindi, comprensibile come l'isolamento forzato dei mesi scorsi abbia avuto conseguenze soprattutto sui ragazzi adolescenti. Ma, in particolare, quali sono state le conseguenze della pandemia sugli adolescenti? Come guidarli dopo difficile momento?

Ne abbiamo parlato con Nan Coosemans, family coach che da vent'anni lavora nel mondo dello sviluppo personale a contatto con bambini e adolescenti, fondatrice di Younite, azienda di formazione per le famiglie e adolescenti, e di Yada, una scuola di formazione per chi desidera diventare Youth Trainer o Family Coach. Nan ha scritto, insieme a Florian Hiele, co-fondatore di Younite e di Yada, l'ebook dal titolo Adolescenti e quarantena: sette passi per guidare tuo figlio durante e dopo questo periodo (Younite Edizioni).

Nan Coosemans è autrice anche del libro Quello che i ragazzi non dicono (Sperling & Kupfer).

In questo articolo

Gli adolescenti durante la pandemia

«In generale, durante la pandemia, si è parlato poco degli adolescenti, i quali, proprio per le particolarità del periodo della vita in cui si trovano, hanno bisogno di scoprirsi, di stare con gli amici, di cercare e creare novità, di scoprire la loro identità. Inoltre, durante l'adolescenza, è molto importante mangiare bene, fare sport, diventare sicuri di sé. Non si è parlato molto di loro durante la quarantena, ci si è concentrati maggiormente sui bambini piccoli. 

Gli adolescenti sono stati spesso dimenticati e si è attribuita loro una forte irresponsabilità dei comportamenti durante la pandemia. Inoltre, loro non hanno molte certezze sul futuro e vivono nell'insicurezza. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un sondaggio per capire come stanno e come si sentono».

Il sondaggio on-line, portato avanti da Nan e Florian Hiele, ha coinvolto oltre 1.000 ragazzi di età compresa fra i 10 e i 23 anni, in tutta Italia, ed è stato realizzato con l'obiettivo di capire come i ragazzi hanno vissuto questa esperienza e quali risvolti ritengono significativi sia rispetto alla conoscenza di sé sia in relazione al rapporto con il mondo esterno e con i genitori. I risultati del sondaggio sono stati pubblicati nel libro Adolescenti e quarantena.

Le conseguenze della quarantena sugli adolescenti

«Dal nostro sondaggio è emerso che il 70 per cento dei ragazzi vuole tornare a scuola! Ciò perché tanti hanon bisogno di stare con i loro coetanei. Invece, è venuto fuori che quasi il 50 per cento, durante la quarantena, ha vissuto noia e frustrazione, ma pochi hanno avuto ansia. Si sentivano, invece, come se la vita si fosse fermata.

Poi, molti adolescenti si sono chiusi in loro stessi, con la tecnologia, magari, nella loro stanza, ma altri sono diventati invece molto più creativi. I più piccoli hanno vissuto soprattutto l'affetto della famiglia, i più grandi hanno fatto anche autoriflessione, riuscendo ad essere in grado di apprezzare di più le piccole cose. Sicuramente i genitori sono stati d'aiuto in tutte le fasce d'età.

Conseguenze negative

Le conseguenze più negative hanno riguardato i ragazzi che erano giù molto introversi, i quali si sono chiusi ancora di più. C'è stato un aumento degli hikikomori, così anche dell'ansia in alcuni.

Conseguenze positive 

L'autoriflessione e l'avvicinamento ai genitori sono stati gli effetti positivi della quarantena. Ci sono stati anche dei momenti di noia, comunque utili e che hanno creato novità nelle loro vite. Inoltre, tanti ragazzi, soprattutto quelli con la vita più frenetica, sono riusciti a riposare. Poiché il livello di stress degli adolescenti può essere molto più alto di quello dei bambini piccoli e di quello degli adulti, fermarsi per un po' è stato molto positivo».

Il rapporto con i genitori è migliorato o è peggiorato?

«Secondo il nostro sondaggio il rapporto tra genitori e figli è migliorato. Ovviamente dipende tanto dal rapporto che esisteva prima. Molti genitori a casa hanno potuto trascorrere più tempo con i figli e ciò è stato davvero molto positivo.

Durante la fase dell'adolescenza, in generale, ci sono tanti ragazzi che si chiudono, dunque è molto importante la presenza dei genitori». 

Consigli per aiutare mamme e papà a guidare i loro figli durante e dopo la pandemia

  1. «Il primo consiglio, nella fase 2, è quello di RICREARE UNA ROUTINE QUOTIDIANA. Infatti, la routine è fondamentale per i ragazzi: grazie a questa si possono organizzare, nell'ambito della giornata, tante attività da fare anche insieme, come, ad esempio, cucinare, studiare, ecc., anche in estate.
  2. Tanti ragazzi non hanno potuto praticare sport durante la quarantena. Occorre fare in modo che, in questo periodo, riescano a FARE ATTIVITA' FISICA o SPORT e che MANGINO BENE. Questi aspetti sono fondamentali per il loro benessere.
  3. Importante è TENERE IL DIALOGO APERTO CON I FIGLI. Non è sempre facile per i genitori, eppure questi ultimi devono mantenere il dialogo con i ragazzi per ricreare in loro fiducia riguardo il futuro. Consiglio di parlare con i figli adolescenti soprattutto nei momenti più tranquilli, ad esempio prima di andare a dormire (perché sono più emotivamente aperti per dialogare) o durante una passeggiata insieme. 
  4. GESTIRE LA NOSTRA E LA LORO ANSIA sempre attraverso il dialogo. Occorre ricordare che noi genitori siamo esempi per i figli e, dunque, per insegnare loro a tenere sotto controllo l'ansia, dobbiamo imparare a gestire prima di tutto la nostra ansia. 
  5. Rimanere motivati nel TROVARE SOLUZIONI insieme, facendo cose anche diverse dal solito. Si possono motivare i figli anche sollecitandoli in maniere diverse e tenendo sempre conto del loro carattere».

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