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Adolescenti fragili e serie tv: personaggi che aiutano a crescere

di Rosy Maderloni - 15.04.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
I personaggi dei telefilm come strumenti di crescita: adolescenti fragili e serie tv possono essere un binomio vincente per affrontare le sfide di crescere.

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Adolescenti fragili e serie tv: personaggi che aiutano a crescere

Le nostre mamme le chiamavano telenovele, poi sono diventati i telefilm e oggi i ragazzi (ma non soltanto loro) sono affezionati ai protagonisti delle Serie Tv, distribuite soprattutto sulle principali piattaforme di streaming. Perché questi prodotti ci piacciono tanto? Certamente si tratta di intrecci avvincenti, trame studiate per tenere lo spettatore incollato allo schermo in attesa dello sviluppo degli eventi. Non mancano gli effetti speciali o gli attori di grido a rendere una fiction 'mitica'. E poi? C'è l'immedesimazione, quel sentirsi vicino al carattere o al destino di un personaggio in particolare, c'è la sensazione di sentirsi compresi e raccontati a propria volta. Questo accade sempre ma in particolare sono i più giovani a essere attratti da questa prospettiva, magari senza nemmeno farci troppo caso. Di adolescenti fragili e serie tv si è parlato in occasione del 5' Convegno internazionale organizzato dalla casa editrice Erickson a tema "#Supereroi fragili. Adolescenti tra nuove sfide e costruzione di futuro": abbiamo incontrato Silvia Mammini e Iacopo Bertacchi, relatori del convegno "Mi racconti la tua serie preferita? Priorità emotive e struttura del sé negli adolescenti attraverso l'approccio narrativo".

Cosa intendiamo quando parliamo di adolescenti fragili?

L'adolescenza è una complessa fase di sviluppo caratterizzata da sfide evolutive che se da una parte possono rappresentare preziose opportunità per i ragazzi, dall'altra possono evolvere in criticità o in un arresto del processo di crescita psichica. La fragilità è insita in questa fase di sviluppo poiché l'adolescenza è caratterizzata da cambiamenti importanti (sviluppo cerebrale, maturazione corporea, sviluppo psicologico ed emotivo) così come è fragile quest'epoca dal punto di vista dei fattori di rischio educativi, sociali, affettivi, familiari e ambientali. In ottica cognitivo costruttivista ed evolutiva, l'adolescente con buone capacità di regolazione emotiva, flessibilità cognitiva e capacità metacognitive riuscirà a tollerare queste fragilità (interne ed esterne) e attraversare questa delicata fase arrivando ad articolare una gamma ampia e flessibile di configurazioni comportamentali, emotive e ideative.

 La sfida per gli adolescenti è stare in 'ciò che non si è più e in ciò che non si è ancora' cercando quell'equilibrio tra la tendenza alla chiusura (che fornisce coerenza interna al senso di sé) e tendenza all'apertura che apre alla possibilità del cambiamento. La sfida per gli adulti (che a vario titolo sono chiamati a prendersene cura) è quella di essere una sponda relazionale che offre contenimento, che è capace di dare senso alle battute di arresto trasmettendo fiducia nel fatto che si può riprendere il volo anche dopo una prolungata turbolenza.

Le serie TV sono una passione per gli adolescenti, perché?

Le storie che appassionano gli adolescenti hanno il potere di farli pensare a loro stessi e al loro modo di stare in relazione. Rispetto a un film, le serie riescono a connotare i personaggi più pienamente, con le loro identità riescono a far risuonare emozioni e pensieri nei ragazzi che le seguono.Il coinvolgimento nella serie, l'identificazione con i suoi protagonisti aiutano i ragazzi a osservarsi sfruttando la capacità autoriflessiva, competenza emergente in questa fase di sviluppo.

Quali sono le serie tv seguite dagli adolescenti?

Nella nostra esperienza clinica, i ragazzi ci hanno raccontato le più diverse serie (Stranger Things, Breaking bad, Mare fuori, Lucifer, The crown, La casa di carta, L'estate nei tuoi occhi, Peaky Blinders, The good doctor, Resident Alien, etc...) e ciò che più ci ha colpito è il fatto che in ciascuna storia emergevano tematiche proprie di quel ragazzo o ragazza, emozioni critiche già espresse nel corso del percorso e che riguardavano anche la vita dei protagonisti. Coerentemente con quanto ci insegna l'approccio costruttivista, la nostra percezione di ciò che accade dipende dal nostro interno e non dall'esterno, i ragazzi che osservano lo svolgersi di una storia, introducono un ordine e un senso in funzione del proprio assetto interno per ricavarne stabilità.

In questo senso ogni serie che porteranno alla nostra attenzione sarà "personalizzata" dall'adolescente in funzione delle emozioni e dei temi che per lui sono maggiormente significativi.

Come si può lavorare con gli adolescenti a partire dalle loro serie TV preferite?

Le serie, così come i film, all'interno di un percorso terapeutico possono essere un vero e proprio strumento di lavoro per riconoscere, articolare ed elaborare temi ed emozioni critiche che risultano più facilmente esplorabili attraverso la metafora filmica e dell'identificazione dei personaggi in essa rappresentati. Possiamo chiedere loro qual è il personaggio che preferiscono, quali sono le sue caratteristiche e farci raccontare l'episodio più coinvolgente e significativo. Ascoltando il loro racconto ci potremmo accorgere che non ci raccontano ma si raccontano: ciascuno selezionerà contenuti e aspetti congrui con la propria struttura di funzionamento emotivo e interpersonale e darà centralità alle emozioni su cui deve fare "palestra", ovvero le emozioni che avverte più critiche e sente di dover imparare a padroneggiare.

Gli intervistati

Silvia Mammini è psicologa clinica, perfezionata in psicoterapia dell'età evolutiva. Iacopo Bertacchi è psicologo, psicoterapeuta, mediatore familiare e formatore. Entrambi sono relatori del convegno "Mi racconti la tua serie preferita? Priorità emotive e struttura del sé negli adolescenti attraverso l'approccio narrativo" nell'ambito del 5' Convegno internazionale organizzato dalla casa editrice Erickson a tema "#Supereroi fragili. Adolescenti tra nuove sfide e costruzione di futuro" che si è tenuto il 12 e 13 aprile al Palacongressi di Rimini. 

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