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Troppe prescrizioni di aerosol, un fenomeno tutto italiano. Ecco quando serve DAVVERO

di Valentina Murelli - 10.02.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
In Italia l'aerosol, per lo più con farmaci cortisonici, è una delle pratiche più prescritte per le affezioni delle vie respiratorie dei bambini. Eppure, in molti casi serve a ben poco

Ancora troppe prescrizioni di farmaci cortisonici per aerosol, un fenomeno tutto italiano.

Dove c'è un bambino c'è... un apparecchio per aerosol. O almeno funziona così in Italia, dove alla prima comparsa di tosse, raffreddore e mal di gola, spesso il pediatra prescrive una cura con farmaci cortisonici o mucolitici - o con semplice soluzione fisiologica - da somministrare via aerosol. Cura che - sostengono vari esperti - spesso non serve a nulla e potrebbe anche essere controproducente per i bambini.

Lo aveva ribadito già un paio di anni fa la pediatra infettivologa Susanna Esposito, professoressa all'Università di Perugia e presidente dell'Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), puntando il dito contro un abuso tutto italiano: "In oltre il 50% dei casi l'uso della terapia aerosolica è improprio e inutile".

Per Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di Farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano, "in Italia la situazione sta leggermente migliorando, ma le prescrizioni di cortisonici restano ancora troppe. Nel nostro paese continua la prassi, del tutto inutile, di somministrare cortisonici con la macchinetta dell'aerosol per trattare i sintomi delle infiammazioni delle vie aeree, nonostante non ci siano prove di efficacia".

Non a caso, si tratta della categoria di farmaci più prescritti ai bambini italiani dopo antipiretici e antibiotici. E ancora: "Da noi, la frequenza con cui vengono impiegati questi farmaci è quattro volte maggiore che in altri paesi. E per quanto riguarda i mucolitici, al di fuori dell'area mediterranea sono davvero poco utilizzati".

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Farmaci per aerosol: prescrizioni da record

L'idea secondo cui al primo colpo di tosse del bambino o al primo starnuto sia utile usare l'aerosol è ancora molto radicata nel nostro paese e lo dimostrano le numerosissime prescrizioni. "In Italia – spiega Clavenna – è diminuito leggermente l'uso del beclometasone, il farmaco cortisonico per aerosol più venduto e utilizzato, ma i pediatri continuano a prescrivere altri cortisonici da somministrare tramite aerosol".

La ragione di queste prescrizioni da record sta nel fatto che l'aerosol è ampiamente utilizzato nei malanni di stagione come tosseraffreddore, mal di gola, bronchiti, che sono comunissimi nei bambini sotto i sei anni. "Molti genitori chiedono ai pediatri di poter dare qualcosa ai propri figli anche per sintomi come la tosse o il raffreddore che possiamo definire fisiologici, e i pediatri allora consigliano l'aerosol perché si pensa sia una pratica poco invasiva".

"Il risultato è che passa l'idea che l'aerosol sia una pratica del tutto innocua, che a un certo punto si può cominciare a fare anche senza più consultare il medico" sottolinea la pediatra di famiglia Adima Lamborghini, membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri. "Eppure non è esattamente così, perché potrebbero esserci effetti collaterali".

Niente aerosol con cortisonici per tosse e raffreddore

La domanda chiave è una sola: serve davvero l'aerosol per i comuni raffreddamenti invernali? E se sì, meglio con i cortisonici o solo con la soluzione fisiologica?

La risposta potrà sorprendere qualche mamma e papà perché, come ci tiene a precisare il dott. Clavenna, "non c'è alcuna evidenza scientifica che i farmaci, in particolare cortisonici, siano davvero efficaci quando si tratta di affrontare i classici mali di stagione", e non solo. "I sintomi come tosse e raffreddore guariscono nello stesso tempo indipendentemente che siano trattati con farmaci cortisonici o con la soluzione fisiologica". Sorpresi?

È stato proprio il dott. Clavenna, insieme ad altri colleghi, a osservare che l'aerosolterapia era poco utile per i malanni di stagione. Lo studio, condotto alcuni anni fa, ha preso in esame 500 bambini di età compresa tra 1 e 5 anni con infezioni delle vie aeree superiori. Sono stati confrontati i sintomi dei piccoli trattati con aerosol con cortisone e quelli dei bambini trattati con aerosol con soluzione fisiologica. Il risultato? Nessuna differenza tra i due gruppi per quanto riguarda il disagio e la durata di tosse, raffreddore, mal di gola.

Proprio grazie a questo studio, come ci ricorda il dott. Clavenna, "l'Agenzia Europea del Farmaco ha chiesto a tutte le agenzie nazionali di correggere le indicazioni d'uso dei cortisonici, eliminando quelle che consentivano l'uso per le infiammazioni delle vie aeree".

In altre parole, per tosse e raffreddore i farmaci non servono più della fisiologica. E non è tutto, perché in caso di malanni stagionali l'utilizzo di cortisonici per aerosol potrebbe anche risultare controproducente, come sostiene Lamborghini. "A lungo andare, la nebulizzazione di cortisonici potrebbe provocare danni alla mucosa nasale, riducendo la capacità dell'organismo di rispondere agli agenti infettivi come i virus".

Non a caso, per l'Associazione culturale pediatri l'uso abituale di cortisonici per via inalatoria nelle infiammazioni delle vie respiratorie dei bambini si colloca al primo posto tra le pratiche a rischio di inappropriatezza. Pratiche cioè che non bisognerebbe utilizzare "a tappeto", ma delle quali andrebbe valutata caso per caso la reale utilità, anche attraverso un dialogo approfondito tra medici e pazienti.

Tosse e aerosol: ecco la posizione dell'Associazione culturale pediatri


"La tosse è il sintomo più frequente nei bambini che accedono all'ambulatorio del pediatra delle cure primarie. L'uso del cortisone per via aerosolica è largamente diffuso, nel nostro paese, per il trattamento delle patologie delle alte vie respiratorie e per il controllo del sintomo tosse a esse correlato, sebbene non esistano prove della sua efficacia. Tale pratica, se prolungata nel tempo, è associata a effetti collaterali."

Aerosol con fisiologica? Si può anche fare, ma senza aspettarsi miracoli

E per quanto riguarda l'utilizzo dell'aerosol con soluzione fisiologica? "È molto difficile condurre uno studio che confronti in modo corretto l'utilizzo di questa pratica con la scelta di non fare nulla, possiamo dire comunque che dall'aerosol, se non in situazioni particolari, non possiamo aspettarci grandi benefici" spiega Clavenna, riferendosi proprio a questioni di metodo.

"Diciamo che alcune considerazioni ci fanno pensare che potrebbe avere una certa utilità. In fin dei conti, si tratta di un intervento che fluidifica il muco, facilitandone l'eliminazione. Il che potrebbe dare qualche giovamento nel ridurre la congestione nasale". Però dati scientifici su quali siano esattamente le conseguenze di questa pratica non ce ne sono. "Può darsi che, sul momento, si abbia un lieve miglioramento dei sintomi" afferma Clavenna. Ma di sicuro non ci sono effetti sulla durata del disturbo.

E non tutti sono d'accordo che possa davvero servire a qualcosa. "Se l'ambiente esterno è già abbastanza umido, come accade in genere in Italia, che è per lo più bagnata dal mare o dalla nebbia, non servono ulteriori interventi umidificanti" sostiene Lamborghini. Meglio puntare su altri accorgimenti, come aumentare l'assunzione di liquidi da parte del bambino, evitare sbalzi di temperatura o ambienti troppo caldi, pulire bene il naso, anche soltanto con un fazzoletto.

Clavenna riassume così la situazione: "Se al bambino l'aerosol non dà fastidio, con un po' di fisiologica si può anche farlo, senza aspettarsi incredibili miglioramenti. Se però per il piccolo è una tortura, non ne vale la pena". In caso di tosse, quindi, secondo il dott. Clavenna sarebbe meglio utilizzare i famosi "rimedi della nonna", come bere un po' di latte con il miele prima di andare a dormire oppure introdurre spesso liquidi per mantenere le mucose idratate e rendere un po' più fluido il muco. "Se poi il bambino ha anche il raffreddore si possono fare dei lavaggi nasali con soluzione fisiologica che facilitano l'eliminazione del muco".

Infine, il dott. Clavenna consiglia anche di "non usare l'aerosol in questo periodo in caso di tosse o raffreddore perché nel caso in cui il bambino avesse contratto l'infezione da Sars-cov-2 esiste il rischio di diffondere all'interno della stanza il virus".

Quando l'aerosol serve davvero

Al di fuori dei comuni malanni di stagione, ci sono alcune situazioni nelle quali l'aerosol può essere effettivamente indicato. Si tratta di:

  • Somministrazione di farmaci che dilatano i bronchi come il salbutamolo in caso di broncospasmo o asma.
  • Somministrazione di cortisonici in caso di broncospasmo ricorrente, con l'obiettivo di ridurre il numero delle crisi. (Il broncospasmo si manifesta come una sorta di fischietto quando il bambino respira)
  • Somministrazione ospedaliera di adrenalina in caso di laringite grave;
  • Somministrazione ospedaliera di antibiotici e altri farmaci in caso di fibrosi cistica.

"In linea di massima, però, nei bambini è preferibile usare non tanto la classica macchinetta dell'aerosol, ma piuttosto quei farmaci cortisonici che si somministrano tramite un erogatore che nebulizza il farmaco come l'aerosol, senza però disperdere buona parte del contenuto nell'aria" spiega il dott. Clavenna, che poi aggiunge "in Italia questo tipo di apparecchio non è molto utilizzato e si tende ancora a preferire, soprattutto per i bambini più piccoli, la classica macchinetta dell'aerosol che quasi ogni famiglia possiede".

Aerosol con cortisonici: alcune indicazioni

Se vostro figlio presenta una delle problematiche elencate qui sopra, allora il pediatra potrebbe prescrivere dei farmaci cortisonici. "In questo caso – spiega Clavenna – bisogna sempre verificare, con il pediatra o con il farmacista, che il farmaco prescritto sia compatibile con la macchinetta dell'aerosol che si possiede. È inoltre necessario ricordare che una volta terminato l'aerosol a base di cortisonici bisogna far sciacquare la bocca al bambino e pulirgli il viso con una garza imbevuta di acqua". Questi ultimi passaggi sono importantissimi perché il farmaco, avendo cortisone al suo interno, potrebbe irritare la pelle del viso o la mucosa della bocca.

Revisionato da Francesca De Ruvo

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