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Bambini, l'alimentazione per migliorare il rendimento scolastico e l'umore

di Sara De Giorgi - 06.10.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'alimentazione influenza il rendimento scolastico e l'umore dei bambini? Assolutamente sì. Lo hanno dimostrato Gigliola Braga, nota nutrizionista, e Massimo De Donno , esperto di apprendimento strategico, nel libro Superbrain. La dieta Genio in 21 giorni (Mondadori Electa). Abbiamo intervistato la nutrizionista Gigliola Braga, che ci ha dato alcuni consigli per aumentare, attraverso l'alimentazione, la concentrazione a scuola dei bambini.

E' davvero possibile che ciò che si mangia possa modificare la memoria, l'attenzione, l'umore e anche le emozioni? Ebbene sì, la risposta è affermativa e ciò vale sia per adulti sia per bambini. Lo dimostrano Gigliola Braga, nota nutrizionista, e Massimo De Donno, esperto di apprendimento strategico, nel libro da loro scritto, recentemente pubblicato e intitolato Superbrain. La dieta Genio in 21 giorni (Mondadori Electa). 

Braga e De Donno, nel libro, hanno realizzato un metodo che garantisce memoria, velocità di elaborazione, lucidità, capacità decisionale, creatività e gestione delle emozioni, assicurando un'energia continua per il cervello. Accompagnano il percorso dietetico le ricette dello chef Ugo Gastaldi. Il libro non è soltanto rivolto ai adulti, ma anche e soprattutto ai bambini, cui Gigliola Braga dedica un'attenzione particolare. 

Abbiamo intervistato la nutrizionista Gigliola Braga, che ha offerto consigli per aumentare, attraverso l'alimentazione, la concentrazione a scuola dei bambini e aiutarli a gestire le emozioni.

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Qual è il legame tra alimentazione e cervello?

"Avere bambini sani e ben impostati dal punto di vista alimentare per me è un impegno sociale. Tempo fa ho pubblicato il libro L'alimentazione giusta per tuo figlio. Per prevenire obesità, allergie e diabete dallo svezzamento all'adolescenza (Sperling & Kupfer): l'argomento mi sta molto a cuore.

La prima cosa da dire, anche se molto banale, è che anche il cervello risente di quello che mangiamo, così come tutto l'organismo. Noi abbiamo un edificio da costruire e da mantenere (soprattutto nel caso dei più piccoli): anche il cervelllo risente di ciò che mangiamo. Ciò che introduciamo non è altro che un composto chimico, che serve ad alimentare ogni singola parte dell'organismo.

Il cervello è composto principalmente da grassi, i quali, per la loro alta carica calorica, oggi sono visti male da tutti. Invece, possono essere qualcosa di estremamente importante. L'aspetto cruciale è saperli riconoscere: ce ne sono alcuni che fanno bene, altri che fanno male, altri che fanno malissimo e altri ancora che fanno benissimo. I grassi che fanno benissimo sono dei costituenti del cervello, che possiamo assimilare solo attraverso l'alimentazione: sono i famosi omega 3, in particolare l'omega 3 DHA, che va proprio a costituire il cervello. Questi ultimi sono fondamentali per bambini e adulti.

Importante è anche l'energia, che viene da zuccheri e da grassi. E' già noto che troppi zuccheri fanno male. Il fatto che al cervello servano zuccheri ha fatto porre i carboidrati in cima all'elenco dei consigli alimentari più seguiti. Ne consegue che cervello ha bisogno di una certa quota di carboidrati, altrimenti non riesce ad avere l'energia necessaria per funzionare", ha spiegato Gigliola Braga.

Quali sono i cibi più adatti per migliorare il rendimento a scuola dei bambini?

"Un alimento che funge da "pillola magica" non esiste. Occorre seguire in generale una buona alimentazione. Ciò che lascia veramente il segno è l'abitudine. 

Ai bambini serve zucchero, ma non troppo. Se a un bambino si danno troppi zuccheri o troppi carboidrati, il piccolo, da una mezz'ora a un paio d'ore dopo, non avrà più zuccheri nel cervello. I meccanismi di risposta dell'organismo sono tali per cui troppi zuccheri nel sangue possono creare un problema e intervengono così "sistemi tampone" che lo tolgono dal circolo, lasciandone quanto basta per il cervello.

Questo sistema è così efficiente che dopo poco un bambino non ha più zuccheri, per cui ha i sintomi di una situazione che si chiama ipoglicemia reattiva (gli zuccheri nel sangue sono molto bassi). Queste manifestazioni sono sonno, fame, stanchezza, svogliatezza, inadeguatezza. Tutto può creare un'incapacità di assolvere ai propri compiti. 

Ho partecipato ad un esperimento svolto in un istituto comprensivo: la dirigente scolastica ha voluto chiedere agli studenti cosa mangiassero per colazione. Andando a confrontare il rendimento scolastico e il comportamento scolastico, si è visto che chi mangiava troppi carboidrati o chi non faceva colazione o era giudicato assente con il pensiero oppure irrequieto. Infatti, uno dei sintomi dell'ipoglicemia reattiva è l'irrequietezza, specialmente nei bambini", chiarisce la dottoressa Braga.

Dieta giornaliera adatta ai bambini che frequentano la scuola

"Se ci si accorge che il bambino che fa colazione con cereali e un po' di latte entra poi in ipoglicemia nel corso della mattinata, è consigliabile che dopo il risveglio mangi invece un piccolo toast.

In più il bambino può portare a merenda, invece della merendina, un panino imbottito: così riesce a evitare l'ipoglicemia reattiva, rifornendo l'organismo in crescita di quella quota proteica di cui ha bisogno. Ovviamente non bisogna esagerare con le quantità, ma comunque quel panino può fare la differenza. 

A pranzo si può proporre al bambino della verdura: non necessariamente quella che lui detesta. Occorre trovare degli escamotage, andando incontro al bambino e cercando di capire quella che gli piace di più. Poi gli si può dare un po' di secondo. Infine si può scegliere della frutta.

O si può mangiare anche una porzione piccola di primo, un po' di pane e infine un piccolo dolce. Bisogna saper scegliere i carboidrati giusti e alternarli: mangiarli tutti insieme è un problema per il cervello. 

Per la merenda del pomeriggio può andare bene un coppetta di gelato o della frutta, magari con una noce di parmigiano. Così si copre la necessità giornaliera di carboidrati e di proteine. Mancano ancora quei grassi di cui parlavo prima: possono essere forniti dall'olio d'oliva. Invece per introdurre gli omega 3 DHA si può mangiare il pesce azzurro". 

Consigli per i genitori, per aiutarli a fare in modo che i bambini mangino bene e rendano a scuola

Ci sono tre indicazioni fondamentali che i genitori possono seguire e che riguardano la corretta alimentazione per i bambini secondo la dottoressa Braga. Ecco quali sono.

  1. Il consiglio più banale, ma anche il più efficace, è quello di dare il buon esempio. Il libro può aiutare il genitore a capire che se mangia nel modo corretto, sta già facendo la cosa giusta.
  2. Un altro consiglio è quello di non insistere con gli alimenti che ai bambini non piacciono. E' meglio instaurare un dialogo aperto e trovare soluzioni alternative, instaurando un rapporto giocoso e chiaro con i piccoli.
  3. Ulteriore consiglio è la pazienza: occorre aspettare e avere fiducia nel fatto che comprenderanno l'alimentazione giusta per loro".

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