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Presto l’educazione alimentare potrebbe diventare materia scolastica

di Elena Berti - 07.02.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Educazione alimentare nelle scuole: una campagna per promuovere l'educazione al cibo come materia scolastica dall'infanzia all'università.

Educazione alimentare nelle scuole

Sappiamo tutti quanto sia importante imparare a mangiare correttamente fin dalla tenera età. Ci incaponiamo tantissimo seguendo diete molto rigide per i nostri figli, facendo attenzione a non usare sale, zucchero, cibi confezionati, ma poi qualcosa da qualche parte si spezza perché i disturbi alimentari sono sempre più frequenti, già nelle bambine e nei bambini. Ecco perché potrebbe essere importante introdurre l'educazione alimentare nelle scuole

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Perché parlare di educazione alimentare nelle scuole

Basta guardarsi intorno: gli adulti che sono seguiti da nutrizionisti, coach e altre figure, così come quelli che si auto-prescrivono continuamente diete, sono solo l'ultimo anello di una catena di cattive abitudini che, a quanto pare, si innesca già durante l'infanzia. In Italia i bambini obesi sono sempre più numerosi, e i disordini alimentari - come bulimia e anoressia non soltanto - sono sempre più frequenti, coinvolgendo anche i più piccoli a prescindere dal loro genere. Dati preoccupanti, che si sommano al grosso spreco di cibo che si fa ogni anno nel nostro paese. Per questo la Fondazione Guido Carli, che ha come obiettivo valorizzare le eccellenze italiane, ha lanciato una campagna per chiedere al Parlamento e al Governo di inserire l'educazione alimentare come materia di studio nelle scuole di tutto il paese, di ogni ordine e grado fino all'università. 

L’importanza del cibo in Italia

In tutto il mondo ovviamente il cibo è una questione fondamentale, primaria, ma nel nostro paese spendiamo ben il 24% del nostro PIL in alimentazione, più che per i trasporti e i vestiti che, a pensarci bene, sono assai più cari. Proprio per questo punto, ciò che mangiamo ci differenzia, purtroppo, anche socialmente: la differenza di possibilità di spesa tra le regioni del nord Italia e quelle del sud è del 20%.

Perché insegnare educazione alimentare

In tutto questo, un miliardo e 722 milioni di abitanti del mondo è in sovrappeso, quasi la metà obese. Stessa cifra, circa 850 milioni di persone, è invece denutrita. 

Per questo è importante che già da piccoli i nuovi cittadini del mondo si rendano conto dell'importanza del cibo, di come viene consumato, degli sprechi, delle risorse energetiche che servono per produrlo ed esportarlo. 

È su questo punto che insiste la presidente della Fondazione Guido Carli, che sostiene che "l'educazione alimentare, la lotta allo spreco di cibo e un accordo uso delle risorse devono essere alla base dell'insegnamento di qualsiasi società che voglia proiettarsi verso un futuro sostenibile".

Consigli per educare al cibo in famiglia

Ma si sa, la prima educazione nasce in casa. È quindi importante dare il buon esempio e insegnare ai propri figli ad alimentarsi correttamente, ma anche a vedere il cibo da altre prospettive, per esempio quella della sua produzione, del viaggio che fa per arrivare da noi e della sua qualità. Ecco alcuni consigli: 

  • non fate grosse scorte di cibo, verificate sempre quello che avete in casa prima di comprare altro, e consumate prima quel che c'è in frigo
  • fate un menù settimanale, vi aiuterà a non sprecare
  • non comprate spesso cibi esotici: verificate la provenienza di quel che comprate, scegliete possibilmente a km0
  • evitate, per quanto possibile, i prodotti confezionati: alle merendine preferite un prodotto da forno fresco
  • non forzate né i bambini né i ragazzi a mangiare, se non mangiano oggi mangeranno domani
  • siate intransigenti sugli sprechi: se chiedono qualcosa e poi non lo mangiano, non date alternative
  • fate insieme la spesa preferendo il mercato e i prodotti sfusi, esistono ormai molti supermercati che permettono di comprare pasta, cereali, riso e altro cibo non confezionato

È importante che i bambini imparino l'educazione alimentare fin da piccolissimi, per poter avere un rapporto sano col cibo, evitare gli sprechi, riconoscere la qualità degli alimenti ed evitare per quanto possibile disturbi alimentari.

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