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Farina di insetti nell’alimentazione dei bambini: il punto della situazione

di Francesca De Ruvo - 01.03.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Dai grissini ai biscotti, dalla pasta ai cracker, arrivano anche in Italia i primi prodotti a base di farina di insetti

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Il nuovo anno si è aperto all'insegna delle polemiche per il via libera dell'Unione Europea ai prodotti che contengono farina di grillo e larve del verme della farina minore. Due nomi che a molte persone fanno un po' rabbrividire anche solo a leggerli. Da un lato c'è chi è assolutamente contrario a provare la farina di insetti e chi, invece, considerati i valori nutrizionali e il ridotto impatto ambientale, un pensierino lo farebbe. Ma sarà davvero necessario in futuro modificare la dieta di adulti e bambini introducendo grilli, tarme e locuste? Ne parliamo con Chiara Ferrari, biologa nutrizionista.

Gli insetti arrivano sulle nostre tavole: tutte le novità

Recentemente c'è stato il via libera da parte dell'Unione Europea ai prodotti che contengono farina di grillo (Acheta domesticus) e larve del verme della farina minore (Alphitobius diaperinus). In realtà, però, non è la prima volta che l'UE autorizza gli insetti per uso alimentare inserendoli tra i cosiddetti novel food. Già a luglio 2022 era stata ammessa la tarma della farina (Tenebrio molitor) e a novembre dello stesso anno anche la locusta migratoria, ossia la comune cavalletta.

Una domanda ci sorge spontanea: per quale motivo l'UE ha deciso di approvare l'introduzione degli insetti a uso alimentare? "Lo scopo principale dell'introduzione degli insetti nella dieta è la volontà di ridurre l'impatto delle emissioni dovute alla produzione alimentare che oggi sappiamo essere responsabile di un terzo delle emissioni di gas serra" spiega Chiara Ferrari.

In particolare, secondo la FAO, i vantaggi per l'ambiente sono numerosi:

  • l'allevamento di insetti emette una quantità inferiore di gas serra rispetto alla maggior parte degli altri allevamenti;
  • richiede un uso di suolo ridotto e meno acqua rispetto all'allevamento di bestiame;
  • la quantità di mangime impiegato per nutrire gli insetti è, in proporzione, minore rispetto a quello richiesto da bovini e altri animali.

Tanti aspetti sicuramente positivi, ma gli italiani sono ancora restii a mangiare insetti.

Secondo un'indagine di Coldiretti/Ixe del 2021, infatti, il 54% degli italiani non porterebbe mai a tavola gli insetti, considerati estranei alla cultura alimentare nazionale.

L'arrivo sulle tavole degli insetti solleva inoltre numerosi interrogativi dal punto di vista della sicurezza alimentare.

Insetti commestibili: chi ne garantisce la sicurezza?

Gli insetti, e tutte le preparazioni da essi derivanti, rientrano nella categoria dei cosiddetti Novel food, i cibi nuovi, la cui produzione e commercializzazione è regolamentata (Regolamento UE 2015/2283) dall'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare.

Dal punto di vista sanitario, quindi, problemi non ce ne sono, ma bisogna fare molta attenzione alle possibili allergie!

Farina di insetti: attenzione ai soggetti allergici

Secondo l'EFSA "Il consumo delle proteine di insetti valutate può potenzialmente portare a reazioni allergiche. Può verificarsi in particolare nei soggetti con allergie preesistenti ai crostacei, agli acari della polvere e in alcuni casi anche ai molluschi". La causa delle allergie è da ricercare nella chitina, una proteina contenuta nel carapace e che, nelle persone allergiche, potrebbe causare reazioni avverse, dal semplice eritema allo shock anafilattico. Ecco perché i produttori devono sempre segnalare cosa è contenuto negli alimenti.

Larve della farina: no ai minori di 18 anni

Il consumo di farina di insetti è considerato sicuro sia per gli adulti che per i bambini, con una piccola eccezione! "Un aspetto che va evidenziato quando si parla di bambini e di farina di insetti, riguarda in particolare le larve della farina. L'EFSA ne ha infatti sconsigliato l'assunzione nei minori di 18 anni perché pare possano causare più facilmente reazioni allergiche rispetto ad altri tipi di insetti" precisa Ferrari.

Gli insetti che mangiamo senza saperlo

Nonostante le polemiche, bisogna ammettere che gli insetti sulle nostre tavole ci sono già da tempo e vengono consumati sia dagli adulti che dai bambini. Non lo sapevate? È il caso della cocciniglia (o più tecnicamente Dactylopius), un parassita delle piante dal colore bianco e lungo appena qualche millimetro. Macinando l'esoscheletro di questi insetti e unendolo ad acqua calda, si ottiene una tinta rossa, che viene usata nell'alimentazione (con la sigla E120 o carminio), nella lavorazione dei tessuti e anche nei cosmetici. In particolare, è possibile trovare questo colorante in:

  • yogurt;
  • caramelle gommose;
  • bibite rosse (un tempo era contenuta anche nel Campari);
  • altri prodotti come aranciate e succhi di frutta.

Proteine, fibre e micronutrienti: i vantaggi dal punto di vista nutrizionale

Dopo aver fatto alcune doverose premesse, possiamo ora scoprire quali sono i vantaggi derivanti dal consumo di insetti sia per gli adulti che per i bambini. Le farine di insetti, infatti, sono delle buone fonti proteiche, oltre a essere particolarmente ricche di:

"Negli insetti troviamo inoltre la chitina, una proteina che compone l'esoscheletro degli insetti e di altri animali che sono già presenti nella nostra alimentazione, come i gamberi.

La chitina può essere parzialmente digerita nello stomaco umano. Tuttavia, uno studio del 2009 suggerisce che la riduzione dell'assunzione di chitina nelle diete occidentali potrebbe aver portato a una ridotta espressione dei geni dell'enzima responsabile della sua digestione, la chitinasi. Pertanto, questa proteina viene intesa come fibra insolubile, di cui non ci si aspetta la digestione, come già accade per altre fibre alimentari che già sono presenti nella nostra dieta" spiega Chiara Ferrari, nutrizionista.

Recentemente la chitina è stata accusata ingiustamente (in seguito alla circolazione di numerose fake news) di essere dannosa per il nostro corpo. In realtà, uno studio del 2021, pubblicato sul Journal of Functional Foods, dimostra che la chitina può essere definita come "un componente alimentare funzionale che fornisce benefici speciali al cibo, ad esempio contribuendo alla salute del colon e delle arterie coronarie e alla riduzione del colesterolo".

Come abbiamo visto, quindi, gli insetti hanno un buon profilo nutrizionale, ma una larga fetta di popolazione preferirebbe decisamente fare a meno di mangiarli. Arriviamo quindi alla fatidica domanda: in futuro sarà davvero necessario introdurli nella nostra dieta?

Abbiamo davvero bisogno di mangiare insetti per salvare il pianeta?

Tra le ragioni di chi spinge per il consumo di insetti c'è sicuramente la tematica ambientale. Un chilo di grilli ha infatti bisogno di 15mila litri di acqua in meno rispetto a ogni chilo di carne prodotta e il loro allevamento genera 100 volte meno gas a effetto serra. "Gli insetti sembrano essere un'ottima alternativa alla carne per quanto riguarda l'impatto ambientale, ma non è necessario consumarli, nessuno ce lo impone. Se ci impegnassimo anche solo ad aumentare il consumo di legumi e a preferirli alle proteine animali, avremmo già fatto una bella differenza in termini di impatto ambientale" precisa Ferrari. Alla farina di insetti possiamo quindi tranquillamente preferire la farina di legumi!

La farina di insetti arriverà nelle mense scolastiche?

Nel giugno del 2022 il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo aveva pubblicato nel suo blog un articolo, intitolato "Alimentazione sostenibile: grilli, larve e locuste ai bambini delle elementari", in cui proponeva di usare gli insetti nei menù delle mense scolastiche per essere più sostenibili a livello ambientale.

La dichiarazione aveva scatenato già allora non poche polemiche. Ora che l'Unione Europea ha approvato la commercializzazione di alcuni tipi di insetti a uso alimentare, molti genitori sono effettivamente preoccupati che questi nuovi novel food possano arrivare anche nelle mense scolastiche dei propri figli.

"Per ora la questione è ancora lontana e non c'è bisogno di allarmarsi inutilmente. Certo, la farina di insetti nascosta dentro qualche prodotto potrebbe essere un buon modo per consumarli, ma il problema è sempre l'accettabilità" spiega Ferrari, che poi aggiunge "se pensiamo che l'inserimento di giornate totalmente vegetariane, in cui i semplici legumi sono protagonisti, non vengono sempre ben accettate, possiamo stare tranquilli che la strada per l'introduzione degli insetti nelle mense delle scuole è ancora lunga".

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