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Il bambino non vuole mangiare

di Valentina Murelli - 17.08.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Ci sono vari motivi per i quali un bambino può rifiutare il cibo, in genere del tutto fisiologici o risolvibili con un cambio di atteggiamento. Tutte le cose da fare e da non fare

Il mio bambino "non mi mangia"

"Mio figlio non mi mangia". Come ricorda il pediatra ligure Alberto Ferrando nel suo libro Come nutrire mio figlio (Edizioni LSWR, 2017) questa è una frase tipica pronunciata da molti genitori, che vivono con grande frustrazione l'impressione che il loro bambino non mangi o mangi troppo poco.

In realtà è molto frequente che, quando il pediatra visita il bambino, lo trovi perfettamente nella norma per quanto riguarda peso e altezza, e comunque in linea con la sua personale curva di crescita. Perché, allora, succede che il bambino non voglia mangiare e come comportarsi in questi casi? Ecco tutti i consigli e le spiegazioni di Alberto Ferrando. 

Perché il bambino può rifiutare il cibo

"Ci possono essere vari motivi, frequenti e anche banali, alla base del rifiuto del cibo" scrive Ferrando. Tra questi, per esempio:

  • in quel momento, semplicemente, il bambino non ha fame
  • è stanco, si strofina gli occhi: non ha voglia di mangiare ma di dormire
  • la pappa (o quando sarà più grande, la pietanza che ha davanti) non gli piace. Se parliamo di un bimbo piccolo, all'inizio della svezzamento, la pappa potrebbe anche non avere la giusta consistenza: troppo densa o troppo liquida, causando difficoltà a ingurgitarla
  • ha già mangiato fuori pasto e non ha più fame
  • l'ambiente gli sembra ostile: troppo rumoroso o carico di ansia e tensione
  • non sta bene, sta incubando qualche malattia
  • sta vivendo un grande cambiamento in famiglia o nella routine quotidiana: l'arrivo di un fratellino o di una sorellina, un trasloco, ma anche la partenza per una vacanza, l'inizio della scuola...
  • sta vivendo una situazione di ansia, dolore o preoccupazione (un lutta, la separazione dei genitori, una situazione difficile a scuola o nello sport)
  • specie tra i due e i tre anni, sta vivendo una fase della crescita in cui costruisce la sua identità e cerca di affermarsi in tutti i modi possibili, anche attraveso l'opposizione. Bisogna comprendere che sta solo cercando autonomia. 

Cosa non fare se il bambino non mangia

I consigli di Ferrando:

  • non farne un dramma, non parlare continuamente della situazione, soprattutto davanti al bambino
  • non obbligarlo
  • non cercare di convincerlo con giochi tipo l'aeroplanino con il cucchiaio
  • non ingannarlo
  • non fare paragoni con fratelli, sorelle, amici
  • non colpevolizzare (come con frasi tipo "ci sono bambini nel mondo che muoiono di fame")
  • non distrarre il bambino con giochi, TV, tablet
  • non pregare ("non fare questo alla mamma")
  • non promettere ricompense ("se mangi questo ti...")
  • non minacciare ("se non mangi questo allora...")
  • non dare il ciuccio dopo ogni cucchiaio o preparare dei biberon con, oltre a latte e biscotti, omogeneizzati di carne e uovo

Cosa fare quando il bambino non mangia

Altri consigli del pediatra:

  • dimostrare sempre serenità
  • abbiate le giuste aspettative: a volte i genitori hanno aspettative esagerate sulla quantità di cibo che dovrebbe mangiare un bambino e offrono porzioni decisamente eccessive
  • spiegare il bambino quando è il momento di lasciare i giochi per andare a tavola
  • non mettere fretta al bambino
  • far rispettare gli orari dei pasti. Se chiede qualcosa prima evitare di darglielo, cercando di distrarlo in altro modo
  • dare il buon esempio, perché ogni bambino ha come modello i suoi genitori: se il genitore sorride mentre mangia le verdure e mostra di apprezzarle, anche il figlio sarà più propenso ad assaggiarle
  • cercare di prevenire eventuali crisi. Se la crisi arriva, non insistere a farlo mangiare in quel momento: aspettare che passi e riproporre il pasto quando è tornata la calma
  • se il bambino non vuole provare un cibo uovo, non insistere sul momento, ma poi riprovate a offrirlo, anche cucinato in modi diversi. Prima di decretare che un certo alimento non gli piace assolutamente, va riproposto almeno altre 10-20 volte. 
  • preparare piattini dove il bambino possa assaggiare il cibo con le mani
  • coccolatelo anche a tavola, con la vostra presenza
  • non imporre mai il cibo per forza

Quando preoccuparsi

Ferrando spiega che se in genere il rifiuto del cibo è transitorio, fisiologico o facilmente risolvibile con un cambio di atteggiamento, "ci sono situazioni in cui bisogna intervenire con l'aiuto del pediatra. Soprattutto se alla diminuzione dell'appetito si associa una riduzione della vitalità o poca reattività (scarsa partecipazione al gioco, poca iniziativa, poche emozioni), pur in assenza di una malattia organica".

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