Storia del Closlieu

Arno Stern: la storia dell'ideatore del Gioco del dipingere

Di Alice Dutto
arnoeandrestern
30 Maggio 2019
Quella di Arno Stern è una vita dedicata allo allo studio della Formulazione, un codice universale. Ecco come è nata la sua intuizione e come ha portato avanti il suo approccio
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Nato nel 1924 a Kassel, in Germania, Arno Stern da settant’anni  si dedica allo studio della Formulazione, un codice universale.
 

Le origini del Closlieu

Tutto nasce nel 1947 quando, appena ventenne, Stern trovò impiego in un foyer per piccoli orfani di guerra. Lì cominciò a farli giocare con i mezzi di cui disponeva: il disegno e poi la pittura. «Non insegnava ai bambini a disegnare, ma semplicemente li lasciava esprimersi liberamente attraverso questa forma di espressione» spiega Marta Canderle del Centro Montessori Cortina.

Qualche anno dopo, nel 1949, aprì un atelier di pittura per bambini a Parigi nel quartiere di Saint-Germain-des-Prés, il Closlieu, dove mise in pratica ciò che aveva imparato durante gli anni trascorsi a contatto con i piccoli orfani in qualità di “servente del Gioco del dipingere” (professione inventata da lui).
 

Il luogo divenne celebre negli anni Cinquanta con il nome di “Académie du Jeudi” e rimase lì per oltre trent'anni finché non fu poi trasferito nel quartiere della Madeleine nel 1983. 
 

Le prime intuizioni

Il Closlieu è un luogo dalle caratteristiche del tutto particolari: un luogo protetto in cui avvengono manifestazioni originali, mai prodotte prima. «Arno Stern non aveva premeditato tutto ciò. Era il testimone di tracce che, a causa della loro abbondanza e della loro ripetizione, attirarono la sua attenzione».

Segnali che poteva interpretare senza nessun condizionamento, considerando che non era né medico, né psicologo, né filosofo, né artista: «Non aveva nessun pregiudizio e non proiettava dunque delle idee su chi incontrava quotidianamente nel luogo dove passavano le più ricche ore della loro vita».
 

Che cos'è la Formulazione

Gli esseri umani non hanno nessun ricordo dei primi momenti della loro vita, né della loro nascita o dei momenti che l'hanno preceduta. Tuttavia, sono rimaste delle tracce che sono custodite dalla Memoria Organica. Uno solo è il mezzo di espressione di questa memoria: la Formulazione.

Ma la mano può tracciare ciò che le detta la memoria organica senza restrizioni o limitazioni, sono necessarie le condizioni offerte dal Closlieu: il luogo deve essere protetto; ospitare altri individui, che diventano così compagni di gioco e non solo spettatori; e poi è necessario che sia presente un praticien (servente del Gioco del dipingere) che sostenga i bambini nel loro gioco senza però imporre la sua volontà.

 

L'impegno di Stern

Le tracce che riusciva a intravedere nel lavoro con i bambini si rivelarono come le componenti di un sistema più complesso. Ai tempi «viveva quasi come un monaco, ritirato dal mondo e dalle sue tentazioni, aveva la sensazione che, giorno dopo giorno, ora dopo ora, un mondo inesplorato si rivelasse a lui».


Così scoprì un vasto meccanismo di cui ogni componente e processo erano spiegabili. Scoprì delle leggi che successivamente spiegò a chi era curioso di conoscerle.
 

La formazione

Dagli anni '60 Stern si dedica alla divulgazione della propria pratica anche attraverso la formazione dei “serventi del Gioco del dipingere” provenienti da diversi Paesi, tra cui Svizzera, Germania, Austria Italia, Repubblica Ceca, Spagna, Venezuela e Canada.

 

Nel frattempo, allargò il campo dei suoi studi soggiornando presso popolazioni in Mauritania, Perù, Niger, Messico, Afghanistan, Etiopia, Guatemala e Nuova Guinea. E nel 1987 fonda un nuovo ambito scientifico, la Semiologia dell’Espressione, e l'I.R.S.E. (Istituto di Ricerca in Semiologia dell'Espressione).
 

Andrè Stern

Musicista, compositore, chitarrista, autore e giornalista, Andrè Stern è il figlio di Arno e oggi prosegue il lavoro del padre in qualità di direttore dell'Institut Arno Stern.

«Il suo obiettivo non è quello di criticare a priori l'istituzione "scuola", bensì divulgare la propria esperienza e contribuire a una riconsiderazione del concetto di "educazione" e del gioco spontaneo con il supporto di argomentazioni scientifiche volte a sottolineare il valore del rispetto verso il bambino, il valore della fiducia nel bambino, e l’importanza dell’entusiasmo nel processo di apprendimento».

È sposato ed è padre di due figli. Ha raccontato la sua esperienza educativa nel libro autobiografico “Non sono mai andato a scuola” (Nutrimenti, 2014).
 

 

L'incontro in Italia

Sabato 1 giugno alla Spes Arena di Belluno si svolgerà la conferenza organizzata del Centro Montessori Cortina a cui parteciperanno proprio Arno e Andrè Stern in persona dal titolo “L'atteggiamento al rispetto dell'essere umano”. È un'occasione per incontrare chi ha modificato la lettura del disegno infantile.
Per informazioni: pr@montessoricortina.it.

Credit foto: PR Centro Montessori Cortina www.montessoricortina.it