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Troppe prescrizioni di aerosol, un fenomeno tutto italiano. Ecco quando serve davvero

Di Valentina Murelli
aerosolbambini

04 Dicembre 2015 | Aggiornato il 21 Dicembre 2017
In Italia l'aerosol, per lo più con farmaci cortisonici, è una delle pratiche più prescritte le affezioni delle vie respiratorie dei bambini. Eppure, in molti casi serve a poco o a nulla, e potrebbe anche essere controproducente. Ecco quando è utile davvero.

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Troppe prescrizioni di aerosol, un fenomeno tutto italiano

Dove c'è un bambino c'è... un apparecchio per aerosol. O almeno funziona così in Italia, dove alla prima comparsa di tosse, raffreddore e mal di gola, spesso il pediatra prescrive una bella cura con farmaci cortisonici o mucolitici - o con semplice soluzione fisiologica - da somministrare via aerosol. Cura che - sostengono vari esperti - spesso non serve a nulla e potrebbe anche essere controproducente.

 

Lo ha ribadito di recente la pediatra infettivologa Susanna Esposito del Policlinico di Milano, puntando il dito contro un abuso tutto italiano: "In oltre il 50% dei casi l'uso della terapia aerosolica è improprio e inutile".

 

Per Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano, i dati parlano chiaro. "In Italia nei primi due anni di vita a un bambino su quattro - o in alcune aree a uno su tre - vengono somministrati cortisonici per aerosol". Non a caso, si tratta di una delle categorie di farmaci più prescritti ai bambini italiani. E ancora: "Da noi, la frequenza con cui vengono impiegati questi farmaci è quattro volte maggiore che in altri paesi. E per quanto riguarda i mucolitici, al di fuori dell'area mediterranea sono davvero poco utilizzati".

 

Prescrizioni da record
La ragione di queste prescrizioni da record sta nel fatto che l'aerosol è ampiamente utilizzato nei malanni di stagione come tosse, raffreddore, mal di gola, bronchiti, che sono comunissimi nei bambini sotto i sei anni.

 

"In parte questo dipende dal fatto che anche di fronte a malattie che si risolvono da sole, come il raffreddore, i genitori italiani preferiscono comunque ricevere un'indicazione terapeutica" ha commentato Esposito. Così, il pediatra asseconda questo desiderio per tranquillizzarli.

 

"Il risultato è che passa l'idea che l'aerosol sia una pratica del tutto innocua, che a un certo punto si può cominciare a fare anche senza più consultare il medico" sottolinea la pediatra di famiglia Adima Lamborghini, membro del Centro studi della Federazione italiana medici pediatri. "Eppure non è esattamente così, perché potrebbero esserci effetti collaterali".

 

Niente aerosol con cortisonici per tosse e raffreddore
La domanda chiave è una sola: serve davvero l'aerosol per i comuni raffreddamenti invernali? Tanto per cominciare, occorre distinguere tra la terapia con farmaci, in particolare cortisonici, e l'utilizzo con semplice soluzione fisiologica. "Per quanto riguarda il primo punto, non c'è alcuna evidenza scientifica che i farmaci siano davvero efficaci quando si tratta di affrontare i classici mali di stagione" afferma Clavenna.   

 

Per esempio, un paio di anni fa il farmacologo e i suoi colleghi hanno condotto uno studio con oltre 500 bambini di 1-5 anni con infezioni delle vie aeree superiori, confrontando i sintomi dei piccoli  trattati con aerosol con cortisone e quelli dei piccoli trattati con aerosol con soluzione fisiologica. Risultato: nessuna differenza tra i due gruppi per quanto riguarda il disagio e la durata di tosse, raffreddore, mal di gola. In altre parole, i farmaci non servono più della fisiologica.

 

E non è tutto, perché in questi casi l'utilizzo di cortisonici per aerosol potrebbe anche risultare controproducente, come sostiene Lamborghini. "A lungo andare, la nebulizzazione di cortisonici potrebbe provocare danni alla mucosa nasale, riducendo la capacità dell'organismo di rispondere agli agenti infettivi come i virus".

 

Non a caso, per l'Associazione culturale pediatri l'uso abituale di cortisonici per via inalatoria nelle infiammazioni delle vie respiratorie dei bambini si colloca al primo posto tra le pratiche a rischio di inappropriatezza. Pratiche ciò, che non bisognerebbe utilizzare a tappeto ma delle quali andrebbe valutata caso per caso la reale utilità. Anche attraverso un dialogo approfondito tra medici e pazienti.

 

Tosse e aerosol: ecco cosa dice l'Associazione culturale pediatri
"La tosse è il sintomo più frequente nei bambini che accedono all’ambulatorio del pediatra delle cure primarie. L’uso del cortisone per via aerosolica è largamente diffuso, nel nostro paese, per il trattamento delle patologie delle alte vie respiratorie e per il controllo del sintomo tosse a esse correlato, sebbene non esistano prove della sua efficacia. Tale pratica, se prolungata nel tempo, è associata a effetti collaterali."

 

Aerosol con fisiologica? Si può anche fare, ma senza aspettarsi miracoli
E per quanto riguarda l'utilizzo dell'aerosol con soluzione fisiologica? "E' molto difficile condurre uno studio che confronti in modo corretto l'utilizzo di questa pratica con la scelta di non fare nulla" spiega Clavenna, riferendosi proprio a questioni di metodo.

 

"Diciamo che alcune considerazioni ci fanno pensare che possa avere una certa utilità. In fin dei conti, si tratta di un intervento che fluidifica il muco, facilitandone l'eliminazione. Il che potrebbe dare qualche giovamento nel ridurre la congestione nasale". Però dati scientifici su quali siano esattamente le conseguenze di questa pratica non ce ne sono. "Può darsi che, sul momento, si abbia un lieve miglioramento dei sintomi" afferma Clavenna. Ma di sicuro non ci sono effetti sulla durata del disturbo.

 

E non tutti sono d'accordo che possa davvero servire a qualcosa. "Se l'ambiente esterno è già abbastanza umido, come accade in genere in Italia, che è per lo più bagnata dal mare o dalla nebbia, non servono ulteriori interventi umidificanti" sostiene Lamborghini. Meglio puntare su altri accorgimenti, come aumentare l'assunzione di liquidi da parte del bambino, evitare sbalzi di temperatura o ambienti troppo caldi, pulire bene il naso, anche soltanto con un fazzoletto.

 

Clavenna riassume così la situazione: "Se al bambino l'aerosol non dà fastidio, con un po' di fisiologica si può anche farlo, senza aspettarsi incredibili miglioramenti. Se però per il piccolo è una tortura, non ne vale la pena".

 

 

Quando l'aerosol serve davvero
Al di fuori dei comuni malanni di stagione, ci sono alcune situazioni nelle quali l'aerosol può essere effettivamente indicato. Si tratta di:

  • Somministrazione di farmaci che dilatano i bronchi come il salbutamolo in caso di broncospasmo;
  • Somministrazione di cortisonici in caso di broncospasmo ricorrente, con l'obiettivo di ridurre il numero delle crisi. Ma attenzione: l'efficacia al momento appare modesta.
  • Somministrazione ospedaliera di adrenalina in caso di laringite grave;
  • Somministrazione ospedaliera di antibiotici e altri farmaci in caso di fibrosi cistica.