Salute

Carne cancerogena? Ecco che cosa dice l'Oms. Come comportarsi con i bambini

Di Valentina Murelli
carnecancerogena
27 Ottobre 2015
Le carni lavorate, come wurstel, salsicce, insaccati, sono cancerogene. E probabilmente lo sono anche le carni rosse fresche. Lo dice un ampio studio coordinato dall'OMS. Gli stessi autori, però, avvertono: niente allarmismi. La carne va mangiata con moderazione, ma non necessariamente eliminata.
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Nuove classificazioni dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro: la carne trasformata finisce tra i cancerogeni, quella rossa fresca tra i probabili cancerogeni. "Ma se l'alimentazione è varia, un consumo occasionale di carne rossa non è certo un problema per i bambini", dichiara il pediatra Sergio Conti Nibali, dell'Associazione culturale pediatri.

 

Wurstel, salsicce, prosciutto, carne in scatola: per la IARC, l'agenzia dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dedicata alla ricerca sul cancro, non ci sono dubbi, sono sostanze cancerogene, cioè in grado di provocare il cancro e in particolare quello del colon-retto. Attenzione puntata anche sulle carni rosse fresche, classificate come probabili cancerogeni.

 

Sono le conclusioni di uno studio pubblicato su una delle più importanti riviste mediche del mondo, Lancet Oncology: una revisione complessiva di più di 800 studi già condotti sull'argomento. Tirando le somme di tutti i dati disponibili, la IARC non ha fatto che confermare un'idea che circola da tempo: le carni rosse e in particolare quelle lavorate, possono essere pericolose per la nostra salute perché aumentano il rischio di ammalarsi non solo di diabete e malattie cardiovascolari, ma anche di tumore.

 

Ma attenzione, questo non significa che salsicce e bistecche debbano essere bandite per sempre dalle nostre tavole. "Cancerogeno" significa che può provocare il cancro, non che basta qualche piatto di carne per ammalarsi.

 

"E' vero che alcuni alimenti possono essere poco sani, ma se la dieta è la più varia possibile non ci sono problemi, né per gli adulti, né per i bambini" dichiara Sergio Conti Nibali, responsabile del gruppo di lavoro sulla nutrizione dell'Associazione culturale pediatri. In particolare, Conti Nibali sottolinea l'importanza di una dieta veramente onnivora. "La maggior parte delle calorie introdotte durante il giorno dovrebbero provenire da alimenti di origine vegetale: una porzione al giorno di proteine di origine animali - derivanti da alimenti come latticini, pesce, carni bianche e carni rosse - è più che sufficiente". 

In ogni caso, secondo il documento della IARC il rischio di sviluppare un tumore associato al consumo di questi alimenti è molto più basso rispetto al rischio di ammalarsi se, per esempio, si fuma.

 

Vediamo allora che cosa ha concluso esattamente lo studio e come dobbiamo regolarci con carni rosse e trasformate, con l'aiuto di un documento informativo messo a punto dalla stessa IARC e il commento di Sergio Conti Nibali.

 

1. Quali sono le carni prese in considerazione dallo studio dell'OMS?


Lo studio ha preso in considerazione carni processate o trasformate e carni rosse fresche.

 

Le carni trasformate sono quelle sottoposte a lavorazioni come salatura, affumicatura, fermentazione, che ne esaltano il sapore o ne migliorano la conservabilità. Per esempio: hot dog, wurstel, salsicce, carne in scatola, salumi, insaccati.

 

Le carni rosse fresche sono quelle di manzo, vitello, maiale, agnello, montone, cavallo e capra.

 

Quanta carne ai bambini?

"Il messaggio fondamentale che deve passare quando si parla di alimentazione, è che questa deve essere la più varia possibile. E questo non vale solo per i bambini, ma anche e soprattutto per i genitori. Perché se i genitori mangiano bene, allora anche i bambini apprenderanno poco alla volta buone abitudini alimentari". Parola di Sergio Conti Nibali, pediatra responsabile del gruppo di lavoro sulla nutrizione dell'Associazione culturale Pediatri.
"In concreto, quello che consigliamo è un'alimentazione in cui l'apporto principale di calorie venga da prodotti di origine vegetale (cereali, legumi, frutta e verdura, frutta secca, olio d'oliva). Una porzione al giorno di prodotti di origine animale è più che sufficiente e poiché questi prodotti comprendono vari alimenti - latticini, pesce, carni bianche, carni rosse - il consumo di carni rosse piò essere tranquillamente limitato a una volta alla settimana. A queste condizioni non ci sono problemi per la salute del bambino". "Se però mamma e papà sono abituati a mettere in tavola salumi o carne rossa una o addirittura più volte al giorno, è bene sottolineare che possono esserci dei rischi per la salute, come confermato dallo studio della IARC. In questo caso, è bene cambiare abitudini alimentari". 

 

2. Che cosa ha concluso lo studio riguardo alla pericolosità di queste carni?


Secondo la IARC, i dati a disposizione sono sufficienti per affermare non solo che esiste un'associazione tra consumo di carni trasformate e sviluppo del cancro (in particolare del colon retto e, forse, dello stomaco), ma anche che questa associazione dipende da un rapporto di causa-effetto. Ecco perché l'agenzia ha inserito le carni trasformate tra le sostanze cancerogene.

 

Per quanto riguarda le carni rosse fresche, i dati dicono che esiste un'associazione tra il loro consumo e lo sviluppo di alcuni tipi di cancro (in particolare colon-retto, pancreas e prostata). Tuttavia, non è ancora possibile dimostrare che esiste davvero un rapporto causa-effetto. Per questo, la carne rossa fresca è stata classificata come probabile cancerogeno e non come cancerogeno.

 

3. Nel gruppo dei cancerogeni, la carne trasformata è in compagnia di sostanze come il fumo di sigaretta o l'amianto. Significa che mangiare carne fa male come fumare?


No. Un conto è la classificazione, che dipende dal fatto che ci sono dati che indicano un rapporto di causa-effetto tra una certa sostanza e il rischio di sviluppare una certa malattia. Un altro conto è la pericolosità concreta di quella sostanza: in questo senso, il fumo è molto più pericoloso della carne.

 

In effetti, si stima che ogni anno, nel mondo, ci siano circa 34.000 morti per cancro dovute a un consumo eccessivo di carne trasformata, contro un milione di morti dovute al fumo di sigaretta. E ancora, i decessi per tumori causati da consumo eccessivo di alcol sarebbero 600.000 e quelli causati da inquinamento dell'atmosfera 200.000.
 

4. Se mangio salumi e carne rossa significa che mi ammalerò di tumore?


Il fatto che una sostanza sia classificata come cancerogena non significa che entrarci in contatto faccia sicuramente ammalare. Anche perché l'insorgenza di un tumore è un fenomeno molto complesso, che ha a che fare con vari elementi.

 

E' vero però che si tratta di un fattore di rischio in più. Quello che si è visto, è che un consumo regolare e continuo di carne processata fa aumentare il rischio di ammalarsi di cancro del colon retto. In particolare, il rischio aumenta del 18% ogni 50 grammi di carne processata consumati al giorno.

 

5. Devo smettere di mangiare carne?


No. L'indicazione è a limitare il consumo di carne rossa e di carne trasformata. Come sempre, quando si ha a che fare con l'alimentazione, quello che importa è la varietà e l'equilibrio di una dieta. Un panino al prosciutto o una bistecca ogni tanto non sono certo letali. Certo, se li si mangia ogni giorno a pranzo e a cena il rischio aumenta.

 

6. Perché la carne rossa e quella trasformata sono così pericolose?


Le ragioni precise non sono ancora ben comprese. Probabilmente hanno a che fare con sostanze utilizzate per la lavorazione (come nitrati o nitriti) o che si sviluppano nel corso della cottura (specialmente se avviene ad alte temperature o direttamente sul fuoco). Potrebbero essere queste sostanze le dirette responsabili della cancerogenicità.