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Celiachia e bambini: dieta rigorosa e controlli annuali

Di Simona Regina
21

15 Maggio 2017
In caso di sintomi che ti facciano pensare alla celiachia nel tuo bambino, è importante rivolgersi al medico ed evitare qualsiasi forma di autodiagnosi. Per stare bene è poi necessario seguire una rigorosa dieta di esclusione.
 

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Mia figlia è celiaca: deve dire addio a pane, pasta, pizza? No: questi alimenti non devono essere esclusi dalla tavola purché siano senza glutine. L’ingestione del glutine, infatti (che è un complesso proteico presente in alcuni cereali, quali frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut, triticale) scatena nei celiaci un’infiammazione cronica dell’intestino.

 

Ma che cos’è la celiachia? Ce lo spiega Francesca Ferretti, pediatra che si occupa di gastroenterologia, dell’Unità malattia epatometabolica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

Una malattia dell'intestino

 

La celiachia è un'enteropatia (malattia dell’intestino) su base immune di origine genetica. I soggetti geneticamente predisposti hanno cellule immunocompetenti con alcuni recettori particolari, DQ 2 e DQ8, che fungono da miccia dei processi infiammatori. La presenza di DQ2 o DQ8, però, è una condizione necessaria ma non sufficiente: anche fattori ambientali infatti entrano in gioco (per esempio l’allattamento al seno avrebbe un ruolo protettivo).

 

In pratica il celiaco non riesce a digerire e assorbire il glutine, che innesca così una risposta immunitaria abnorme a livello intestinale, determinando un’infiammazione cronica che danneggia i tessuti dell’intestino tenue e distrugge i villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Per questo, al di là del malessere e dei sintomi tipicamente associati alla malattia, un celiaco rischia la malnutrizione.

 

Come si manifesta

 

Alcuni campanelli d’allarme sono:

  • pancia gonfia
  • problemi di digestione
  • mal di pancia ricorrente
  • spossatezza e irritabilità (il bambino risulta piuttosto fiacco e lamentoso e fa fatica a mangiare)
  • disturbi dell’alvo (evacuazioni più lente, con feci chiare, diarrea ma a volte anche stitichezza)

 

Il glutine agisce sulla motilità dell’intestino, per questo può causare disturbi gastrici: mal di stomaco, difficoltà nel digerire, pancia pesante. E questi sono generalmente i primi sintomi che, se ricorrenti, devono allertare i genitori e indurli a consultare il medico per un controllo, ancor più se in famiglia ci sono altri casi (zii, cugini) di intolleranza al glutine.

 

In caso di sospetti, è importante rivolgersi al medico ed evitare qualsiasi forma di autodiagnosi.

La pediatra ricorda inoltre che i bambini con la sindrome di Down o di Williams hanno 10 volte più facilità di sviluppare la celiachia.

 

Come si fa la diagnosi

 

Per la diagnosi, il pediatra effettua il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi (TTG IgA), attraverso un banale prelievo di sangue. Oggi esistono anche dei semplici kit che consentono di valutare la presenza degli anticorpi specifici da un campione di saliva o con il cosiddetto pungidito.

Se il dosaggio risulta superiore alla normaTratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/esami-celiachia.html, allora entra in gioco il gastroenterologo che prescrive ulteriori esami: il dosaggio degli anticorpi antiendomisio (EMA) - anche questi prodotti in risposta alla presenza di glutine, percepito dall’organismo come sostanza estranea e pericolosa - e i test genetici per andare alla ricerca dei recettori HLA-DQ2/DQ8.

 

In pratica, nei pazienti sintomatici con un livello di anticorpi specifici molto superiori alla norma e con caratteristiche genetiche che predispongono alla malattia si può fare la diagnosi senza eseguire la gastroscopia (oggi in età pediatrica non è obbligatoria): perché c’è una correlazione tra il livello di anticorpi e l’entità del danno alla mucosa intestinale.  La gastroscopia rimane invece necessaria nei casi dubbi: allora si preleva un campione di tessuto e lo si analizza al microscopio per valutare l'atrofia dei villi e la quota infiammatoria.

 

La diagnosi precoce è fondamentale.

Perché fatta la diagnosi si inizia la terapia che consente di vivere bene senza i sintomi tipici della malattia. Ma anche perché, se non viene tenuta sotto controllo in modo adeguato, la celiachia può causare malnutrizione, osteoporosi, ritardo nella crescita e altri problemi.

 

Come si cura

 

Anche se sono in corso studi per trovare ulteriori percorsi terapeutici, al momento la terapia (e non la cura) consiste nella cosiddetta dieta di esclusione.

 

In pratica il celiaco non deve mangiare alimenti che contengono glutine, quindi per esempio pasta, pizza, biscotti di grano o di farro. Ma oggi ci sono molti prodotti in commercio realizzati con riso, mais, granoturco, grano saraceno, amaranto, quinoa e altri cereali privi di glutine. E parliamo di prodotti, per esempio la pasta, sottolinea la pediatra, anche di ottima palatabilità, quindi buoni da mangiare per tutta la famiglia, per semplificare la gestione dei pasti. Inoltre, carne, pesce e verdure non contengono glutine e quindi possono tranquillamente far parte della dieta del celiaco.

 

La dottoressa Ferretti rassicura quindi i genitori: un bambino o una bambina celiaca può fare una vita normale, ancor più adesso che, oltre ai supermercati, anche bar, ristoranti, gelaterie sempre più riescono a soddisfare le esigenze di chi non può mangiare glutine.

 

Per la prima colazione, oltre a pane o biscotti e un frutto (o una spremuta), consiglia di bere latte (senza lattosio per chi è intollerante) per garantire un buon apporto di calcio e vitamina D, e a merenda yogurt, frutta o un gelato (se senza glutine). E per pranzo e cena, in generale, ricorda che i bambini celiaci devono mangiare di tutto salvo il glutine.

E quando mangiano a scuola  non dovrebbero essere isolati dagli altri e trattati da bambini "diversi": riso e polenta, per esempio, possono mangiarli tranquillamente, mentre quando il menu prevede la pasta, basta che loro mangino quella senza glutine. Una merenda a base di frutta, poi, è sana per tutti, invece spesso - puntualizza - per il terrore di dare il cibo sbagliato si tende a dare ai celiaci prodotti confezionati a scapito di uno snack più salutare.  

 

In Australia e in California stanno sperimentando un vaccino per celiaci che dovrebbe bloccare i recettori DQ2 o DQ8 in modo da non innescare il processo infiammatorio e consentire al celiaco di mangiare anche il glutine: si chiama NexVax2 ed è stato messo a punto dall’australiano Robert Anderson

 

Quali controlli fare

 

Donne in gravidanza

Le donne celiache  - spiega la dottoressa Ferretti - non devono fare controlli speciali durante la gravidanza, ma devono impegnarsi a seguire ancor di più correttamente la dieta gluten-free in modo da assumere tutti i nutrienti di cui hanno bisogno (vitamine del gruppo B, proteine, ferro, calcio, vitamina D) e che sono necessari per il cucciolo in formazione.

 

Bambini celiaci

È opportuno che i bimbi facciano un controllo annuale per

  • verificare che seguano correttamente la dieta consigliata e non vadano incontro a carenze nutrizionali
  • fare il dosaggio degli anticorpi
  • valutare il regolare funzionamento di fegato e reni e che non sviluppano altre patologie autoimmuni (per esempio il 2% dei bambini celiaci possono sviluppare tiroidite, patologia legata ai processi infiammatori mediati dai recettori DQ 2/8)