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Conservazione dei cibi

Conservazione del latte materno, cosa fare e cosa è meglio evitare

Di Sara De Giorgi
conservarelattematerno

22 Giugno 2017 | Aggiornato il 11 Dicembre 2017
Nel latte materno ci sono moltissimi nutrienti necessari per la prima fase della vita dei bambini. E' possibile conservarlo anche in frigo, ma occorre seguire alcune regole necessarie per il corretto mantenimento di questo alimento così prezioso. La dottoressa Sabina Rubini, biologa ed esperta in igiene, sicurezza e qualità degli alimenti, spiega quali comportamenti è opportuno adottare se si intende conservare il latte materno.

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Latte materno, perché conservarlo 

"Il latte materno possiede moltissimi nutrienti necessari per la prima fase della vita dei bambini e viene utilizzato soprattutto per l’alimentazione dei neonati, anche prematuri. Inoltre, l’uso di questo alimento può essere prolungato per un periodo successivo alla prima fase della vita. L’importanza dell’allattamento al seno deriva, come ormai dimostrato da tempo, da una serie di vantaggi a favore del nascituro", afferma la dottoressa Sabina Rubini, biologa ed esperta in igiene, sicurezza e qualità degli alimenti, nonché divulgatrice scientifica.

 

"Il latte materno infatti contribuisce ad una migliore conformazione della bocca, protegge da infezioni respiratorie, dall’insorgenza di otiti, da manifestazioni diarroiche, protegge dal rischio di allergie ed asma e riduce l’eventuale rischio di insorgenza di patologie come il diabete, l’obesità, le leucemie, le malattie cardiovascolari. Proprio per questo motivo molte mamme cercano, quando possibile, di prolungare questo 'atto d’amore'. Nel caso in cui si abbia a che fare con mamme lavoratrici che ad un certo punto devono rientrare a lavoro, è necessaria una buona organizzazione per la creazione di scorte di latte da mettere a disposizione del proprio piccolo durante le ore del distacco", afferma Rubini.

 

Regole per la conservazione

In base ad alcune indicazioni del Ministero della Salute, la conservazione del latte materno può avvenire nel seguente modo:

 

Tempi di conservazione del latte

Durata

Modalità e temperature di conservazione

3-4 ore

A temperatura ambiente (se inferiore a 25° C. In estate, con temperature più elevate, meglio evitare)

24 ore

A temperature <15° C (per es. in borsa termica con blocchetti refrigeranti)

24 ore

In frigorifero a 0-4° C nel caso di latte scongelato

fino a 4 giorni

In frigorifero a 0-4° C nel caso di latte fresco

fino a 3 mesi

Nel settore freezer con sportello autonomo dentro un frigorifero

fino a 6 mesi

In un freezer a -20° C

 
 
Conservazione del latte materno, tutti i buoni comportamenti

Secondo la dottoressa Rubini è consigliabile che le mamme, per garantire una conservazione ottimale dal punto di vista igienico-sanitario, adottino una serie di comportamenti. Ecco cosa è opportuno fare e cosa è meglio evitare durante la conservazione del latte materno.

 

Lavare bene il tiralatte

Partendo dal tiralatte, nel caso in cui venga usato, è molto importante che sia lavato in ogni sua parte con acqua saponata calda. Lo stesso vale per i contenitori in vetro o plastica nei quali il latte verrà poi inserito. Nel caso di bimbi molto piccoli, o nel caso in cui il tiralatte sia condiviso con altre mamme, è buona norma invece sterilizzare sempre i componenti prima del riutilizzo.

 

Segnare la data di conservazione 

Porre sul contenitore/bottiglia un'etichetta con la data nella quale il latte è stato tirato, in modo tale da consumare sempre prima “il meno fresco”.

 

Non mischiare il latte fresco con quello refrigerato

Utilizzare un contenitore per una dose di latte tirato (magari tutto in una volta). Se decidete però di aggiungere del latte in un contenitore già presente in frigorifero, è meglio avere l’accortezza di non aggiungere mai il latte appena estratto a quello già raffreddato. E' bene, se volete aggiungerlo ugualmente, raffreddare prima in modo adeguato.

 

Conservare nelle zone centrali del frigo

Se la conservazione avviene nel frigorifero, meglio non preferire la zona dello sportello (dove la temperatura sale attorno ai 10°C), ma è opportuno scegliere le zone centrali del frigorifero, dove la temperatura e più fresca (4°C) e garantisce la conservazione dal punto di vista igienico-sanitario e organolettico dell’alimento.

 

Non aprire il frigo troppo spesso

Meglio evitare di aprire il frigorifero troppo spesso, soprattutto nei periodi estivi, perché questo porta ad un aumento della temperatura interna dell’attrezzatura, alterando il processo di conservazione.

 

Durante l'estate non conservare a temperatura ambiente

Ricordiamo che una conservazione "a temperatura ambiente" si riferisce ad una temperatura inferiore ai 25°C; pertanto, in estate, in presenza di temperature molto calde, non conviene utilizzare questo metodo nel caso di un alimento così delicato e prezioso.

 

Non riempire mai completamente i contenitori 

Nel congelare il latte ricordate di non riempire mai totalmente i contenitori utilizzati, perché l’alimento aumenta di volume. Applicate etichette impermeabili.

 

Meglio scongelare il latte all'interno del frigorifero

È preferibile far scongelare il latte all’interno del frigorifero. Ciò prevede tempi più lunghi, ma anche una sicurezza maggiore sia dal punto di vista della salubrità igienico-sanitaria sia da quella nutrizionale, riuscendo a preservare meglio i componenti del latte materno (vitamine e minerali) all’interno dell’alimento. Non usare mai il forno a microonde.

 

Non scuotere, ma compiere un movimento delicato per mischiare 

Evitare di scuotere il contenitore per mescolare eventuali "fasi separate" (grasso e parte liquida), ma roteare con un movimento delicato per effettuare nuovamente il mescolamento delle due fasi.

 

Con la consulenza della

Dr.ssa Sabina Rubini

Biologa ed Esperte in Igiene, Sicurezza e Qualità degli Alimenti.

Divulgatrice scientifica. Formatrice in corsi di alta qualità e Master di settore.

Co-founder dello Studio ABR e del portale sulla Sicurezza Alimentare www.alimentiesicurezza.it

Guarda anche il video sull'importanza del latte materno