Mindfulness

Mindful eating e bambini: consigli per piccoli mangiatori consapevoli

Di Luisa Perego
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10 maggio 2018
La mindfulness si può applicare anche all'alimentazione. E i bambini appena nati lo sanno bene, dato che sono dei "mangiatori consapevoli". Sono i genitori e la società poi a influenzare le loro scelte e i gusti alimentari. Come far sì che i propri figli abbiano un rapporto consapevole e mindful con il cibo? I consigli di Paola Iaccarino Idelson, biologa nutrizionista, e del libro Mindful eating, per riscoprire una sana e gioiosa relazione con il cibo.

Ritmi frenetici. Sempre tutto fatto di corsa. Si manda giù colazione, pranzo e cena senza neppure rendercene conto, senza nemmeno a volte avere l'energia e il tempo per assaporare quello che stiamo ingurgitando. E quello che noi facciamo è un po' lo specchio per i nostri bambini, che da noi imparano anche solo osservandoci, soprattutto osservandoci.

 

Il cibo dovrebbe essere uno dei piaceri della vita. Perché privarsene così? E perché insegnare ai bimbi a fare lo stesso?

 

 

 

Ecco che ci viene in aiuto la mindfulness associata al cibo, il mindful eating. Per ritrovare l'equilibrio, per assaporare un po' più la vita e per chi ha una relazione un po' complicata con l'alimentazione.

 

Che cosa è la mindfulness?
"La mindfulness significa porre deliberatamente l’attenzione, essere pienamente coscienti di ciò che succede dentro di noi – nel corpo, nel cuore e nella mente – e fuori di noi, nell’ambiente in cui siamo. La mindfulness è consapevolezza priva di giudizio o critica". E il mindful eating? Significa essere presenti mentre mangiamo.
 

Paola Iaccarino Idelson, biologa nutrizionista, ha lavorato al dipartimento di pediatria del Policlinico di Napoli per sette anni e ha curato l'edizione italiana del libro Mindful eating, per riscoprire una sana e gioiosa relazione con il cibo, edito da Enrico Damiani Editore. Scopriamo insieme a lei che cosa significa essere mindful con il cibo... per i bimbi!

 

 

Mindful eating e bambini

 

"Mindfulness, alimentazione e bambini? Forse l'argomento è un po' complesso, ma anche divertente" svela la nutrizionista. "Innanzitutto in linea di massima i bambini molto piccoli sono dei mangiatori consapevoli. Partiamo infatti da una premessa: il mindful eating serve a riscoprire una relazione sana e gioiosa con il cibo. Come il sottotitolo del libro di cui ho curato l'edizione italiana".

 

Perché è importante riscoprire questa relazione? Perché quando siamo molto piccoli, dagli 0 ai 2 anni, il nostro stomaco si autogestisce molto bene. Sempre se ci lasciano in pace. "Il nostro organismo è realizzato per avere un sistema fame - sazietà che funziona. Il problema è il condizionamento fatto dai genitori e dalla scuola. E poi dalla pubblicità".

 

Perché ai bimbi indiani piace il cibo speziato e con il curry e i bimbi cinesi non si fanno problemi se si trovano davanti le uova di cent'anni che odorano di ammoniaca e zolfo? Perché siamo noi a insegnare ai bambini quali cibi preferire. L’unica preferenza alimentare con cui nasciamo tutti è lo zucchero, insieme forse a un’innata attenzione nei confronti dei cibi amari. Tutto il resto viene insegnato.

 

I genitori quindi hanno la possibilità di poter plasmare il futuro gusto dei proprio figli. Come? Offendo cibi sani.

 

 

L'importanza dell'autosvezzamento

 

C'è poi anche un fattore in più positivo per i bambini piccoli in realtà: l'autosvezzamento.

 

"In teoria nei bimbi piccoli la scelta dell'autosvezzamento è ottima perché il bambino sa quanto mangiare, sa autoregolarsi. Ma anche se è ottimo per i bambini, lo è un po' meno per le mamme perché vanno in ansia. Perché spesso ci sono bimbi che mangiano molto meno di quello che noi vorremmo, perché noi siamo ansiose e poi perché c'è un limite: il bambino per esempio potrebbe non mangiare sempre tutto quello che gli mettiamo davanti, per esempio i bambini spesso evitano i sapori amari e quindi, se mettiamo loro davanti la verdura, dato il suo sapore, la evitano" spiega Paola Iaccarino.

 

Ci sono però due cose da sapere, come spiega l'esperta:

 

  1. l'autosvezzamento deve essere fatto con cibi sani. Ha delle regole, nel senso che non è un'anarchia di cibo. Siamo noi che scegliamo quali cibi offrire al bambino;
  2. il bambino ha bisogno di tanti tentativi successivi per apprezzare un alimento. Ci sono diversi studi che sostengono che un bambino abbia bisogno dai sette ai 15 tentativi consecutivi per apprezzare un sapore, come per esempio l'amaro. Per questo motivo noi dobbiamo comunque offrire al bambino tante volte la stessa cosa, affinché possa cambiare gusto e gradire quel determinato tipo di alimento, per esempio la verdura.

 

"Quindi non vale mettere davanti al piccolo i broccoli una volta sola e poi sostenere che non piacciono e quindi non proporli più" spiega la nutrizionista.

 

L'autosvezzamento ha un altro fattore positivo: incentiva l'uso delle mani e non del cucchiaino. Secondo diverse ricerche, i bambini che iniziano a mangiare cibi solidi usando le mani mangiano quantità più adeguate rispetto a quelli che mangiano cibi omogeneizzati imboccati con il cucchiaino. Una pratica che potrebbe aiutare i bambini a consapevolizzarli e insegnare loro ad ascoltare i segnali di sazietà del loro corpo.

 

 

"I bambini piccoli sono già dei mangiatori consapevoli"

 

I bambini molto piccoli sono già dei mangiatori consapevoli, proprio come dovremmo raggiungere con il mindful eating. "Il problema è che ognuno di noi viene condizionato molto precocemente. Se una mamma è contenta a vederci mangiare, mangeremo di più per farla felice o viceversa" continua Paola Iaccarino.

 

Consigli se il bimbo non vuole mangiare?


"Offrire tante volte la stessa cosa e dare la possibilità al bambino di scegliere la quantità da mangiare. Altro consiglio, calmare l'ansia anche se è difficile non poter controllare tutto".
 

"Fondamentalmente quello che ci dice la mindfulness è 'osservazione senza giudizio e presenza nel qui e ora'" continua l'esperta.

 

Che cosa può fare quindi un genitore?

 

Come abbiamo visto, oltre a offrire una gran varietà di cibi sani ai propri bimbi (attenzione a sale a zucchero!) e a lasciare al proprio bimbo la libertà di mangiare la quantità che vuole (o comunque servire una porzione appropriata), bisogna ricordarsi che spesso "il genitore educa attraverso l'esempio e non con le parole".

 

È molto più semplice che un bambino recepisca un messaggio attraverso quello che compie il proprio genitore. Quindi anche a tavola se vogliamo educare i nostri figli a mangiare bene, siamo noi i primi a dover fare un lavoro su noi stessi. "Tante volte vengono da me delle mamme che si lamentano che il loro figlio non fa mai colazione. Ma se non c'è nessuno in casa a farla, perché lui dovrebbe? Occorre porsi quindi con un atteggiamento di ascolto verso se stessi e diventare come genitori dei mangiatori consapevoli".

 

 

11 CONSIGLI FINALI PER PRATICARE IL MINDFUL EATING CON I BAMBINI

 

  1. Servite cibi sani e il meno possibile industriali
  2. Giocate insieme a “Prova un cibo nuovo”
  3. Servite il dolce solo una o due volte la settimana. In questo modo i bambini sapranno che, ad esempio, “il mercoledì e la domenica sono le Serate Dessert”
  4. Incoraggiate i bambini ad aiutarvi in cucina. Anche i più piccini possono fare piccole cose: lavare la verdura, versare gli ingredienti, apparecchiare, mescolare
  5. Fate in modo che i pasti siano momenti in cui si dialoga in famiglia in maniera rilassata e positiva
  6. Ringraziate prima di mangiare. Può essere un gesto semplice come tenersi per mano per 30 secondi mentre ognuno ringrazia in silenzio chi ha contribuito a portare il cibo in tavola. Dopo il ringraziamento, parlate di un argomento che interessa tutti
  7. Divertitevi quando siete a tavola. Potete raccontarvi aneddoti divertenti o barzellette
  8. Parlate del cibo che state mangiando. Ad esempio, potete chiedere: “Come sono fatti gli spaghetti? Crescono sugli alberi?”,10 “Dove crescono i meloni? Sotto terra?”
  9. Fate l’orto insieme. Coltivare i pomodorini che poi finiranno nel proprio piatto è divertente. Non è necessario avere per forza un giardino, bastano dei vasi sul balcone. I bambini sono molto più propensi a provare un cibo nuovo se l’hanno coltivato loro. Se proprio non potete, visitate una fattoria agricola.
  10. Non riuscite mai a mangiare tutti insieme? Provateci almeno tre volte a settimana, ma fatelo senza distrazioni. Bando a televisioni e cellulari
  11. Non date giudizi sulle abitudini alimentari dei bambini, sulla loro forma fisica o sul loro peso (ad esempio dicendo frasi come: “Stai attenta a non mangiare troppa pasta che poi ingrassi”). Non fateli partecipi delle vostre lotte con la bilancia o dell’ultima dieta che state seguendo. Commenti del genere possono portare a problemi di non facile soluzione in età adulta.