Nuovo studio

Pensaci due volte prima di "stressare" il tuo bimbo che non vuole mangiare

bambiniselettivi
30 Luglio 2018
Il bimbo non ne vuole sapere di mangiare i broccoli, ogni sera a cena è una lotta continua di ricatti e costrizioni. Ma vale davvero la pena spendere così tante energie per provare a far mangiare proprio figlio? Diventerà un adulto obeso perché non mangia certi tipi di verdure? O crescerà poco? La risposta in uno studio
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Cari genitori, pensateci due volte prima di mettere troppo sotto pressione il vostro bimbo selettivo con il cibo.

Non gli piacciono i piselli? I broccoli gli fanno storcere il naso? Pensateci bene: a tutti piacciono i piselli o i broccoli? Ma soprattutto: questa pressione sul cibo fa bene al bambino oppure no?

Domanda da un milione di dollari: bisogna costringere oppure no un bimbo che non vuole mangiare? La risposta viene da uno studio dell'Università del Michigan, che, come spiega Julie Lumeng, direttore dell'U-M Center for Human Growth and Development, "farà un po' di chiarezza". E soprattutto farà mettere il cuore in pace a tanti genitori di bimbi che non vogliono mangiare determinati cibi.

 

Il gruppo della ricercatrice ha scoperto che costringere o non costringere un bimbo selettivo a mangiare, non cambierà molto il suo peso futuro. Detta in breve: il tuo bambino diventerà sovrappeso perché non mangerà verdura a causa del suo essere selettivo? Non è detto. Ma quanto è il costo in stress e fatica per provare a farlo mangiare?

 

Peso nella norma sia per i bimbi selettivi che per gli altri

"Abbiamo scoperto studiando un anno di vita di un bimbo, che il peso rimane stabile e cresce secondo le tabelle sia che sia selettivo, sia che non lo sia" spiega Lumeng. Difficile poi cambiare le abitudini dei bambini selettivi. Restano selettivi anche se vengono costretti dai loro genitori. 

 

"Abbiamo infatti chiesto se le varie pressioni portassero a qualcosa... ma non portavano a nulla in realtà" continua Lumeng.

 

Inoltre la ricercatrice ricorda un aneddoto della sua infanzia. "Una sera a cena, mia mamma ha servito a cena alle mie due sorelle i piselli, a me le carote. Dicendomi con amore 'Ti ho fatto le carote perché a te i piselli non piacciono'. In quel momento mi sono sentita amata e rispettata, e ricorderò per sempre quell'episodio".

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"Quello che voglio dire" continua la ricercatrice "è che bisogna fare attenzione a non mettere troppa pressione a un bimbo che non vuole mangiare. Non abbiamo poi così tante conferme che possa servire in effetti a qualcosa. Come adulto, se fai pressione a tuo figlio, devi prestare particolare attenzione al vostro rapporto e a mantenere un certo equilibrio". 

I ricercatori hanno studiato questo tema per 10-15 anni e Lumeng si è domandata se i risultati del suo team fossero un'eccezione. Ma dopo averli paragonati con una dozzina di altri studi su cibo e comportamento, ha scoperto che le conclusioni erano simili. "Metà del paper del nostro studio parla di quello che abbiamo trovato, ma l'altra metà va alla ricerca di altri studi per comparare i nostri risultati". 

 

Quindi, quanto ci deve fare impensierire il fatto che nostro figlio sia un bimbo selettivo? Sarà malnutrito? Rischierà di essere in futuro obeso? 

Secondo Lumeng, avere un bimbo selettivo può essere frustrante per un genitore, ma raramente questa abitudine porta a mancanze nutrizionali o crescita limitata. Non è un comportamento così preoccupante da dover spingere i genitori a spendere un sacco di energie. "Avere a che fare con bimbi selettivi con il cibo significa che cosa inventarsi ogni giorno per rendere più piacevole i vostri pasti e non fare qualcosa per cambiare quella che potrebbe essere una parte della personalità di vostro figlio" spiega.