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Alimentazione

Sushi e bambini? Meglio aspettare

 
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07 Marzo 2016
Il pesce è un alimento importante nella dieta dei bambini, ma per mangiarlo crudo è meglio aspettare. Perché come tutti gli alimenti crudi di origine animale, anche il pesce, se non cotto, dovrebbe essere consumato con cautela, per il rischio di infezioni alimentari e intossicazioni.

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Se una volta il pesce che finiva crudo sulle nostre tavole si limitava alle alici marinate, oggi è piuttosto diffuso mangiare carpacci di pesce spada, salmone, tonno, sushi o sashimi, dentro e fuori casa. Ma sono adatti a tutta la famiglia?

 

“Come tutti gli alimenti crudi di origine animale (latte, uova, carne), anche il pesce, se non cotto, dovrebbe essere consumato con la dovuta cautela” spiega Maria Caramelli nel libro Per non scoprirlo mangiando… La sicurezza alimentare nel nostro Paese (Instar Libri). La cottura, infatti, distrugge germi, batteri e parassiti che se ingeriti possono causare infezioni alimentari e intossicazioni.

 

“In particolare, nei pesci di mare si può trovare l’Anisakis, un parassita che può causare dolori addominali, vomito, diarrea, febbre (lieve) e in alcune persone ulcere e allergie anche piuttosto serie. Anche se è bene ricordare che spesso l’infezione si manifesta solo con lievi sintomi” spiega la direttrice dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta.


Per non rinunciare al piacere del pesce crudo è bene dunque seguire alcune regole elementari: pulirlo subito, lavarlo con cura e conservarlo nel freezer prima del consumo. “È possibile uccidere le larve di Anisakis congelando il pesce a -20° almeno per 24 ore, o nel freezer di casa a -15° per 3 giorni: procedura da seguire anche se si vogliono marinare i filetti, perché la marinatura non inattiva completamente le larve. In ogni caso, il sistema immunitario dei bambini, così come del resto quello degli anziani, è più vulnerabile, per cui consiglio di dare solo pesce ben cotto, anche se generalizzare è difficile poiché le difese immunitarie variano molto da individuo a individuo”. E per un pasto fuori casa consiglia di scegliere con cura il ristorante e magari di chiedere al personale le modalità di congelamento, “nel rispetto della normativa europea che obbliga a congelare il prodotto da servire crudo".

 

No il sushi prima dei 3 anni e, per prudenza, aspettare i sei


Il sushi, quindi, è da evitare entro i tre anni, perché un’infezione gastroenterica a questa età può causare maggiore disidratazione e compromissione delle condizioni del bambino: perché più è piccolo più velocemente si disidrata e l’infezione può avere un decorso più complicato” spiega Ilaria Giulini Neri, pediatra ed esperta in nutrizione dell’Ospedale di Melegnano e del Centro Icans dell’Università di Milano.


Ma per ulteriore prudenza, Giuseppe Morino, responsabile dell’Unità di educazione alimentare dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, lo sconsiglia prima dei sei anni: “il pesce è un alimento importante nell’alimentazione infantile, ma per mangiarlo crudo meglio aspettare” conclude.

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