Salute bambini

Allergie al latte, 10 vero/falso per i genitori

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24 Maggio 2012
I pediatri della Sip (Società italiana di pediatria) hanno messo a punto un decalogo che smitizza credenze false e chiarisce le implicazioni vere dell'allergia alle proteine del latte
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Negli ultimi anni sono aumentate le diagnosi di allergie e intolleranze al latte e alle sue proteine, ma spesso si tratta di 'autodiagnosi', di 'percezioni' riferite dai pazienti e non confermate dal ''test di carico orale positivo''. E' quanto sostengono in un comunicato i pediatri della Sip (Società italiana di pediatria).

Dati ottenuti da studi trasversali - continua il comunicato - hanno dimostrato una prevalenza tra lo 0,6 e il 2,5% nei bambini in età prescolare, dello 0,3% tra i cinque e i 16 anni di età e meno dello 0,5% negli adulti, mentre i primi risultati del progetto EuroPrevall (che coinvolge oltre a partner europei anche Russia, Ghana, India e Cina) collocano allo 0,9% la prevalenza (confermata da challenge alimentare orale su 10 coorti neonatali).

Il decalogo per aiutare i genitori a orientarsi è stato presentato da Alessandro Fiocchi, responsabile del Dipartimento di Allergologia Pediatria dell'Ospedale Macedonio Melloni di Milano nel corso del 68mo congresso della Sip, che si è tenuto il 9 maggio a Roma.

1 - L’allergia alle proteine del latte vaccino può influire sulla qualità di vita dei bambini

Vero Se non ben controllata, l’allergia al latte influisce pesantemente su diversi aspetti della qualità di vita dei bambini. Tra gli altri, il loro rapporto col cibo, il rapporto coi compagni di scuola, l’autostima, la percezione del proprio corpo. Una dieta di eliminazione può essere difficile da seguire, ma una desensibilizzazione può portare ad effetti collaterali anche importanti..

2 - L’allergia alle proteine del latte vaccino si estende necessariamente alle proteine del latte di altri animali

Falso I bambini con APLV sono praticamente sempre allergici alle proteine del latte di capra e di pecora, ma possono non essere allergici alle proteine del latte di equini come la cavalla o l’asina e del latte di cammello. Tuttavia questi prodotti non possono essere usati nella loro alimentazione sostitutivaperché inadeguati dal punto di vista nutrizionale.

3 - L’allergia alle proteine del latte vaccino può essere causa di asma

Vero Esistono casi in cui l’unico sintomo dell’APLV è l’asma, e quindi in bambini con asma persistente di causa oscura èopportuno valutare anche questa possibilità. Tuttavia di regola l’asma delbambino allergico al latte si manifesta accanto a sintomi gastrointestinali ecutanei., ma non frequente.

4 - Se un bambino ha anche asma, la sua allergia alle proteine del latte durerà di più

Vero. I fattori prognostici negativi per durata della APLV comprendono: sintomi gravi, sintomi respiratori, alto valore di gE totali, alto grado disensibilizzazione, co-sensibilizzazione ad altri alimenti, co-sensibilizzazionead inalanti.

5 - Di sicuro se si consentono piccole quantità di latte la sua allergia alle proteine del latte guarirà prima

Falso Proposta come ipotesi “di scuola”, questa pratica non è mai stata soggetta a verifica prospettica. Anzi, l’unico studio prospettico eseguitodimostra che l’esposizione al latte (per esempio l’uso di idrolisati di proteinelatte come sostituto del latte vaccino) è associata con una maggior duratadella condizione. Quindi è prudente raccomandare ai bambini con APLV'reale' una dieta rigorosa..

6 - L’allergico alle proteine del latte non può mangiare la carne ovina, specialmente quella del vitello che succhia ancora il latte della mamma

Falso La quota di bambini con APLV che è sensibile alla carne bovina (indifferentemente di manzo o di vitello) non supera il 20%. Questa fetta di bambini va cercata tra i più gravi. Poiché la loro sensibilità è legata allasieroalbumnina bovina, che ad alte temperature per lungo tempo ètermolabile, anch’essi tuttavia possono tollerare di regola gli omogeneizzati ed i liofilizzati di carne bovina..

7- Per diagnosticare l’allergia alle proteine del latte può bastare unprick test positivo

Falso Quasi mai un prick positivo è sufficiente ad identificare un allergico al latte. Almeno la metà dei test positivi sono falsi risultati, ed impostare una dieta di eliminazione sul risultato di questo test significa togliere il latte ad almeno il doppio dei bambini che avrebbero bisogno di questa restrizione dietetica.

8 - Per escludere l’allergia alle proteine del latte può bastare un prick test negativo

Falso Quasi mai un prick test negativo è sufficiente ad escludere un’allergia al latte. Sono parecchi i bambini che hanno una allergia al latte non IgE mediata, per i quali nemmeno un dosaggio negativo di IgE specifiche è in grado di escludere la condizione. Bisogna sempre fare un "test da carico" per escludere la condizione.

9 - Nella anafilassi, un prick test positivo basta per porre diagnosi di allergia al latte con quasi certezza

Vero Se la reazione è stata recente ed anafilattica, e quindi non è opportuno fare un test da carico troppo rischioso, un prick test positivo identifica la condizione nel 95% dei casi. Per una ulteriore conferma è possibile eseguire un dosaggio di IgE specifiche: se entrambi i risultati sono positivi, la diagnosi è certa al 98%.

10 - Ai bambini entro i 24 mesi a cui sia diagnosticata una allergia al latte, va suggerito almeno un alimento sostituivo

Vero È un alimento troppo importante dal punto di vista nutrizionale e va quindiindicata la formula più appropriata secondo le linee-guida.. In presenza di una diagnosi, va suggerito un latte sostitutivo.

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