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Salute bambini

Asma di origine allergica

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
asma-allergico

14 Marzo 2011 | Aggiornato il 20 Marzo 2018
Si presenta per lo più dopo i cinque anni e si manifesta con difficoltà respiratorie, tosse secca, respiro sibilante. Leggi quali sono i 'colpevoli' e i fattori aggravanti e come può essere curato.

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Asma bronchiale, definizione generale
L'asma è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi e si manifesta con difficoltà respiratorie, tosse secca, respiro sibilante dovuto a broncospasmo.

 

La diagnosi viene fatta in genere dopo i 5 anni, perché prima si possono verificare episodi simil-asmatici, ma che in realtà non coincidono con la malattia. "Nei bambini piccoli, in particolare sotto i due anni, possono manifestarsi sintomi di tipo asmatico, ma dovuti in a episodi infettivi" spiega Renato Cutrera, responsabile della broncopneumologia dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. "Se le vie aeree sono colpite da un virus, infatti, può capitare che il bambino abbia un broncospasmo, che induce nei genitori il sospetto che si tratti di asma, magari di origine allergica".

 

"Teniamo presente - sottolinea l'esperto - che dai primi mesi di vita ai 5 anni, circa il 25% dei bambini ha avuto almeno un episodio di broncospasmo, ma dopo i 6 anni solo l’8-10% avrà episodi di asma bronchiale”.

 

Asma di origine allergica: i colpevoli
Nei bambini ai quali viene diagnosticato asma bronchiale, l'origine è nella maggior parte dei casi allergica. Le crisi asmatiche possono essere provocate da vari fattori o, per meglio dire, allergeni: acari della polvere; elementi rilasciati da animali domestici (peli, saliva, resti di pelle); pollini. Più raramente, i colpevoli sono alimenti, come latte vaccino, uovo o pesce e additivi alimentari.

 

Fattori aggravanti e altre cause possibili
Oltre alle cause allergiche e infettive (nei bambini piccoli), i sintomi asmatici possono essere innescati o favoriti da altri fattori;

  • Condizioni ambientali: sono più a rischio i bambini che frequentano ambienti particolarmente inquinati, sporchi, o che sono sottoposti a fumo passivo;
  • Fattori genetici;
  • Attività fisica: c'è una forma di asma da sforzo, in cui il bambino colpito manifesta tosse e affanno proprio durante attività fisica e sportiva. Attenzione, però, questo non significa che il bambino debba rinunciare a fare sport.

I segnali da cogliere
Alcuni sintomi possono far sospettare a mamma e papà che il loro piccolo soffra di asma. Ecco quali sono:

  • se il piccolo tossisce quando corre, ride, si addormenta e si sveglia. Questo è in sintomo principale;
  • se presenta prurito sulla schiena e sul torace, senza che vi sia una dermatite. L'ipotesi è che si tratti di una manifestazione esterna dell'infiammazione dei bronchi;
  • se le infezioni durano di più;
  • se i raffreddori, anche senza febbre, sfociano facilmente in broncopolmonite;
  • se i piccoli sudano abbondantemente, soprattutto quando dormono.

La diagnosi
La diagnosi viene fatta valutando innanzitutto la frequenza e l’entità del disturbi. Se il medico sospetta un’asma di origine allergica, farà effettuare gli opportuni accertamenti, con test cutanei (prick test) o esami del sangue, per conoscere l’allergene (o gli allergeni) responsabile.

 

Come si cura
1. Terapia farmacologica
Sono disponibili diversi farmaci anti-asmatici. Possono essere somministrati per bocca (ma è una forma sempre meno diffusa), oppure in spray o con aerosol.

 

"In età infantile sono in genere preferibili gli spray" spiega Cutrera. "Questo poiché i bambini, specie se piccoli, non sono molto collaborativi quando si tratta di fare l’aerosol. In particolare, il sistema migliore è lo spray con il distanziatore: una mascherina connessa ad un tubo che permette alle particelle più piccole del farmaco di raggiungere meglio i bronchi”.

 

I farmaci anti-asmatici in commercio sono impiegati sia per la cura della crisi asmatica, sia per la prevenzione dei successivi episodi.

2. Immunoterapia o desensibilizzazione

L'obiettivo di questo tipo di trattamento è quello di eliminare o attenuare la sensibilizzazione allergica verso una specifica sostanza attraverso la somministrazione periodica - per bocca o tramite iniezione - della sostanza stessa. In pratica si tratta di una sorta di vaccinazione, realizzata esponendo il bambino a dosi crescenti della sostanza allergenica. Nel caso dell'asma, questa strategia è limitata ad alcuni casi selezionati, quando si verifica una stretta correlazione fra esposizione ad un allergene e comparsa dei sintomi respiratori.

 

Vivere una vita del tutto normale, con l'asma, è possibile. È però importante tenere sempre sotto controllo la malattia, con le opportune terapie.

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.