allergie

Ciucciare il pollice previene l'insorgere di allergie?

Di Niccolò De Rosa
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15 Luglio 2016
Brutte abitudine che fanno bene: i bambini che si succhiano il pollice o si mangiano le unghie sono meno esposti alle allergie; lo dice uno studio neozelandese
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Ficcarsi le mani in bocca e il mangiucchiarsi le unghie sono alcune abitudini che presto o tardi un bambino dovrebbe togliersi, però forse non tutti i mali vengono per nuocere: la New Zealand's Dunedin School of Medicine ha infatti pubblicato uno studio in cui risulterebbe che l'esposizione precoce ai germi che comporta il continuo infilarsi le mani in bocca, ridurrebbe il rischio di sviluppare allergie.

 

I ricercatori stavano mettendo alla prova la comune idea che l'abitudine di succhiarsi il pollice e mangiarsi le unghie accresca il pericolo di infezioni, arrivando però alla conclusione che tale esposizione sia un fattore positivo nella sensibilizzazione atopica agli allergeni, con l'effetto di diminuire considerevolmente l'insorgere di allergie.

 

LA RICERCA

Tali "malsane" abitudine sono state osservate su un gruppo do oltre 1000 bambini neozelandesi di cinque, sette, nove e undici anni, con la misurazione delle reazioni atopiche e test allergici che avveniva poi intorno ai 13 e ai 32 anni d'età. (Leggi anche: bambino con il dito in bocca dopo 3 anni)

 

Comparando i risultati è emerso che almeno il 31% dei bambini che aveva preso il vizio di succhiarsi regolarmente il pollice o di mangiare le unghie o entrambi non aveva sviluppato allergie nel corso del periodo di osservazione.  A 13 anni tali soggetti presentavano il 33% in meno di possibilità di reagire ai comuni allergeni (polvere, polline, peli animali...) e  all'età di 32 anni anche il 39% di chance in meno.

 

Lungi dall'incoraggiare certi comportamenti (che possono avere effetti collaterali e conseguenze di larga portata come uno scorretto sviluppo dentale), gli scienziati  però sostengono che, dopotutto, l'eccessiva attenzione per la pulizia e la ricerca di un ambiente il più asettico possibile, non sempre porta i frutti sperati.

 

FONTE:  Science Daily, Univeristy of Otago