Allergie

I probiotici aiutano a prevenire le allergie nei bambini

Di Angela Bisceglia
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28 gennaio 2015
L’assunzione di probiotici in gravidanza, durante l’allattamento e nel primo anno di vita del bambino può ridurre il rischio di sviluppare allergie, in particolare l’eczema dovuto a dermatite atopica. È quanto emerge dalle nuove linee guida per la prevenzione delle allergie nei bambini

L’assunzione di probiotici in gravidanza, durante l’allattamento e nel primo anno di vita del bambino può ridurre il rischio di sviluppare allergie, in particolare l’eczema dovuto a dermatite atopica. È quanto emerge dalle nuove linee guida per la prevenzione delle allergie nei bambini, presentate oggi a Roma, in occasione del Congresso internazionale sulle allergie in età pediatrica, promosso dall’Organizzazione Mondiale per le Allergie (WAO) e dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù.

 

Nostrofiglio ha intervistato Alessandro Fiocchi, Responsabile di Allergologia presso il Bambino Gesù di Roma, per capire quali sono i benefici dei probiotici per la prevenzione delle allergie, dove si trovano e come assumerli.

 

 

In che modo probiotici possono aiutare a prevenire le allergie?

 


L’esatto meccanismo d’azione è ancora controverso: quel che constatiamo è che l’allergia è associata a un impoverimento della flora batterica intestinale (detta anche microbiota intestinale), legato alle condizioni di maggiore igiene in cui si vive al giorno d’oggi. Pare che una flora batterica più povera non fornisca gli stimoli giusti al sistema immunitario che, anziché produrre anticorpi contro nemici esterni, ne produce contro agenti che biologicamente sarebbero innocui, ma vengono recepiti dal sistema immunitario delle persone allergiche come nemici da attaccare.

 


Sulla base di questa teoria, sono state sviluppate una serie di strategie per consentire di reintegrare il microbiota. Una di quelle più studiate e rivelatesi più efficaci è l’assunzione di probiotici, che sono microrganismi vivi che, arricchendo la flora intestinale, sarebbero in grado di riorganizzare il sistema immunitario e orientarlo a muoversi in modo corretto, cioè a produrre classi di anticorpi che agiscono contro l’esterno, senza attaccare l’organismo.

 

La letteratura scientifica rileva l'utilità dei probiotici soprattutto per l’eczema nel bambino con dermatite atopica. In ogni caso le raccomandazioni valgono per la prevenzione della malattia allergica nel suo complesso, proprio perché in generale i probiotici si sono mostrati in grado di rinforzare la microflora e quindi di svolgere una funzione benefica sull’organismo.

 

 

Come assumere i probiotici: con integratori o anche con alimenti come lo yogurt?

 


Dei 29 studi analizzati per redigere le linee guida, 26 sono stati condotti su integratori di probiotici venduti in farmacia e 3 su alimenti fermentati, cioè cereali fermentati, latte fermentato e yogurt. Anche se il tipo di yogurt analizzato nello studio è stato uno solo e non è possibile garantire che qualunque altro yogurt potrà dare lo stesso effetto benefico, la raccomandazione si estende a tutti gli yogurt in generale. Allo stesso modo, i ceppi di probiotici di cui sono stati misurati gli effetti sono una decina, ma la raccomandazione si estende alla categoria probiotici in generale.

 


Per un maggiore beneficio, si potrebbe consigliare di abbinare l’assunzione di un integratore con i consumo regolare di alimenti contenenti probiotici, come appunto lo yogurt.

 

 

A chi sono consigliati i probiotici e quando vanno assunti?

 


Le linee guida le raccomandano l’assunzione di probiotici soprattutto in tre fasi della vita:
- in gravidanza, in particolar modo nell’ultimo trimestre, nelle donne ad alto rischio di avere figli con allergie;
- durante l’allattamento, per le donne che allattano bambini ad alto rischio di sviluppare allergie;
- nel bambino a rischio allergico, per tutto il primo anno di vita. Non c’è prova che la strategia di prevenzione funzioni dopo il primo anno di vita.
Sono considerati ad alto rischio di allergia coloro che hanno un genitore o un fratello con rinite allergica, asma, eczema o allergia alimentare.

 

Le dosi dipendono soprattutto dal tipo di probiotico che si assume, quindi sarà il medico ad indicarle.

 

 

Qual è l’efficacia dei probiotici documentata dagli studi?

 


Con l’assunzione in gravidanza, si è riscontrata una riduzione di eczema del 9%, in allattamento una riduzione del 15% e nel primo anno di vita una riduzione del 5%. Non sono percentuali elevatissime, ma considerato che i bambini allergici nel Paesi occidentali sono sempre di più, si tratta di riduzioni significative, che consentono il miglioramento della qualità di vita di un gran numero di bambini ed anche una riduzione notevole dei costi di visite mediche o di medicinali.

 

 

Il principale sospetto di un genitore è che dietro certi studi e certe raccomandazioni vi siano interessi commerciali…

 


Per l’elaborazione di queste linee guida è stato adottato per la prima volta in questo ambito un metodo per così dire ‘blindato’, che mette al riparo da qualsiasi rischio di influenza esterna o conflitti di interesse: il metodo GRADE, che viene utilizzato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per l’elaborazione delle sue linee guida.

 


In pratica, le linee guida sono state messe a punto da un gruppo di studiosi universitari canadesi incaricati dalla WAO che, completamente all’oscuro di chi fossero le aziende che avevano finanziato il progetto, hanno condotto una metanalisi, cioè una revisione completa di tutti gli studi scientifici condotti negli ultimi anni sull’argomento, selezionando attentamente solo i 29 studi metodologicamente corretti e mettendo a confronto i numeri delle popolazioni trattate con probiotici con i numeri di popolazioni non trattate o trattate con placebo.

 


Contemporaneamente alla revisione degli studi scientifici, è stato istituito un comitato composto da pediatri, allergologi, dermatologi, ostetrici e associazioni di pazienti allergici, ai quali sono state poste una serie di domande per capire quali sono le priorità per le persone che soffrono di allergia.

 


Alla fine, le evidenze emerse dalla revisione degli studi sono state incrociate con le risposte ai vari quesiti e sulla base di tutti gli elementi si è potuto concludere che, per cercare di prevenire l’allergia nel bambino, si può prendere in considerazione l’uso del probiotico.
Le raccomandazioni però non vanno intese come obbligatorie e ogni medico deve valutare l’opportunità di consigliarle in base alle preferenze espresse da ogni paziente.

 

Se ad esempio un genitore considera prioritario cercare di prevenire la malattia allergica nel bambino e dà minor valore al costo che questa forma di prevenzione può avere o ai possibili effetti collaterali, tra l’altro bassissimi, la raccomandazione può essere seguita; se il costo è giudicato troppo alto o se la famiglia non considera importante prevenire l’allergia, la raccomandazione può essere tralasciata.

 

Il documento completo delle linee guida WAO può essere letto al’indirizzo: http://www.waojournal.org/content/8/1/4