Salute bambini

Allergie di primavera

Di Angela Bisceglia Valentina Murelli
allergiepollini
10 Marzo 2009 | Aggiornato il 19 Marzo 2018
Con la bella stagione i bambini hanno voglia di stare fuori e di giocare all'aria aperta. Ma sono sempre più numerosi i piccoli allergici ai pollini, che manifestano dunque rinite allergica. Che fare in questi casi? I consigli ai genitori.
Facebook Twitter Google Plus More

Si sta avvicinando la primavera e - Burian permettendo - prima o poi arriveranno anche le belle giornate, con sole e aria calda a invogliare i bambini a giocare all'aperto. Per qualcuno, però, stare fuori potrebbe diventare un problema. Colpa dei pollini, che in primavera cominciano ad "affollare" l'aria, e che nei soggetti predisposti possono provocare una fastidiosa rinite allergica. In Italia ne soffrono 18 milioni di persone, un milione e 200 mila sono bambini. Vediamo allora di che cosa si tratta, come si manifesta e soprattutto come può essere curata. Con il contributo di Renato Cutrera, responsabile di broncopneumologia all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

Per cominciare, che cosa sono i pollini?


I pollini sono minuscoli granellini che permettono alle piante di riprodursi. Durante il periodo di impollinazione - che in Italia va in genere da marzo a luglio - vengono trasportati dal vento, dagli insetti e dall'acqua. Per questo, in primavera e in estate sono presenti nell'aria in concentrazioni elevate, soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose.

 

In soggetti predisposti, i pollini provocano la comparsa di reazioni allergiche. Sono cioè potenti allergeni. Sono soprattutto i pollini molto piccoli, tendenzialmente invisibili, a provocare questa reazione.

Tra le piante responsabili di emettere pollini allergenici ricordiamo il cipresso, l'ulivo, la mimosa, la parietaria, l'ambrosia, le graminacee. Ma anche le betulle, i noccioli, i faggi e le querce.

 

Quali sono i sintomi dell'allergia da pollini?


Sono sintomi di tipo respiratorio, per certi versi simili a quelli del raffreddore: prurito al naso, starnuti frequenti, naso che cola (con secrezioni in genere più liquide rispetto a quelle del raffreddore virale), occhi gonfi che lacrimano, tosse. Può esserci anche prurito agli occhi e congiuntivite, che crea difficoltà a guardare la luce. In questi casi si parla espressamente di rinite allergica. Nei casi più gravi, infine, si può arrivare all'asma bronchiale.

 

Poiché non tutte le piante emettono pollini nello stesso momento, il periodo dell'anno in cui iniziano a manifestarsi i sintomi dipende dal tipo di polline al quale si è allergici: per qualcuno può essere l'inizio della primavera, per altri un po' più avanti.

 

Secondo alcune indagini, le allergie stagionali sono associate a una riduzione del rendimento scolastico di bambini e ragazzi che, nel periodo critico, tendono a dormire male e ad avere difficoltà di concentrazione, con relativa difficoltà a seguire le lezioni e a fare i compiti.

 

Ci possono essere altre cause per la rinite allergica, oltre ai pollini?


Sì, altri allergeni che possono scatenare questo tipo di reazione sono le spore di alcuni funghi, responsabili anch'esse di una rinite stagionale, in genere estiva, il pelo degli animali domestici e gli acari della polvere. In questi ultimi casi la rinite può protrarsi per tutto l'anno.

 

Come si fa la diagnosi di allergia ai pollini?


Se si sospetta un’allergia, conviene far visitare il bambino, su consiglio del pediatra curante, dall’allergologo. La verifica avviene in genere tramite un semplice test cutaneo, il prick test, in cui in pratica vari allergeni vengono messi in contatto con la pelle del bambino, per poi valutare eventuali reazioni. Solo in casi particolari si effettua un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi contro determinati allergeni.

 

Come si cura?


Sono possibili varie strade.


1. Evitare il più possibile l’allergene
Nel caso di allergie ad acari della polvere o al pelo di animali domestici, questo è relativamente semplice. Se invece il problema è una rinite allergica da pollini la situazione è più complicata: è infatti praticamente impossibile evitare del tutto i pollini, che circolano liberi nell'aria. Si possono tuttavia evitare le situazioni più critiche - per esempio una gita in campagna in una giornata assolata e ventosa - e prendere qualche accorgimento per ridurre l'esposizione, come tenere chiusi i finestrini dell'auto.

 

2. La terapia farmacologica
Per attenuare i fastidi, i farmaci che funzionano meglio sono i cortisonici in spray per via nasale. Il loro utilizzo però deve essere limitato allo stretto necessario, poiché il cortisone potrebbe dare effetti collaterali. Una buona alternativa sono gli antistaminici per bocca, da utilizzare per tutto il periodo della manifestazione sintomatica. Entrambi i tipi di farmaci devono essere assunti solo dietro indicazione dello specialista allergologo.

 

3. L'immunoterapia specifica
Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi, la terza soluzione è fare una immunoterapia specifica, in pratica una sorta di vaccino che prevede di mettere il bambino in contatto con concentrazioni crescenti dell'allergene, per abituare il suo organismo a tollerarlo. Con il tempo, l'esposizione continua all'allergene riduce la produzione degli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche.

 

Il vaccino può essere somministrato per via sublinguale o per iniezione sottocutanea. La terapia però è abbastanza lunga, (almeno tre anni), e prevede dosaggi variabili a seconda del periodo dell’anno e del tipo di allergia, pertanto è una decisione ‘impegnativa’, che i genitori devono concordare attentamente con lo specialista e il pediatra curante.

 

Altre fonti per questo articolo: materiale informativo dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù; materiale informativo del Servizio sanitario inglese; materiale informativo della Mayo Clinic americana.