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METODO STEINER

Asilo steineriano: come funziona in 5 punti

Di Vincenzo Genovese
bambininatura

01 Giugno 2016 | Aggiornato il 05 Aprile 2018
La filosofia, le attività, la giornata tipo e le insegnanti. Barbara Cattaneo e Michela Francione dell'Associazione Amici Scuola Steineriana e insegnanti presso la scuola Waldorf di Como, raccontano le attività che si svolgono con i bambini piccoli seguendo il metodo educativo Steiner

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Il metodo Waldorf, ideato dal filosofo Rudolf Steiner all'inizio del Novecento, prevede per i bambini in età da asilo un percorso pedagogico differente da quello tradizionale. Basato sui bisogni del bambino e su cicli di crescita di sette anni, questo metodo viene spiegato da Barbara Cattaneo e Michela Francione dell'Associazione Amici Scuola Steineriana insegnanti presso la scuola Waldorf di Como.

 

1 - LA FILOSOFIA

«La premessa necessaria – comincia Barbara Cattaneo – è la conoscenza antropologica del bambino. Secondo noi nell'essere umano ci sono cambiamenti forti ogni sette anni e nel primo settennio l'elemento centrale è la crescita fisica. Per questo ciò che facciamo fare ai bambini nel nostro asilo si basa sulla manualità e su una conoscenza del proprio corpo che deve avvenire non in maniera razionale ma attraverso le esperienze fisiche e la memoria muscolare».

 

PER APPROFONDIRE: Metodo Steiner e Montessori a confronto

 

2 - LE ATTIVITÀ

«Tutte le nostre attività puntano a sviluppare una caratteristica del bambino», dice Michela Francione. «Una delle cose che facciamo è il modellaggio della cera d'api, molto adatta ai bambini perché si scalda con il contatto. In questo modo sviluppano il tatto e la manualità, ma danno anche libero sfogo alla loro fantasia. L'importante non è il risultato che esce fuori, ma l'azione stessa». Barbara Cattaneo invece sottolinea il miglioramento della coordinazione oculo-manuale che avviene grazie all'uso del telaio: «Tessendo i bambini acquisiscono velocità e abilità senza sforzo, in un processo completamente naturale che è nelle loro corde».


Altre attività dell'asilo steineriano sono la preparazione del pane, il disegno e la pittura con acquarelli: «Cerchiamo sempre di tutelare il contatto fra i bambini e la natura, vogliamo che vedano, tocchino e respirino ciò che li circonda».

 

 

3 - IL GIOCO LIBERO

Molta importanza per Michela Francione hanno anche i momenti “liberi” all'interno degli asili steineriani: «Diamo grande spazio al gioco libero, in cui i bambini tendono a sviluppare l'equilibrio e le relazioni fra loro. Tutti i nostri giochi sono fatti con materiali naturali e non sono “raffinati”. Per esempio, qui i bambini fanno costruzioni con pezzi di legno non modellati, in modo da esercitare di più il loro ingegno. Ovviamente non ci sono giocattoli elettronici, interattivi o bambole troppo definite».

 

4 - LA GIORNATA-TIPO

La giornata tipica di un asilo steineriano è basata sul ritmo sonno-veglia: momenti di concentrazione si alternano a momenti più liberi come le attività all'aperto. Non mancano nemmeno i lettini per il riposino dopo pranzo, soprattutto per i bambini più grandi. Il ritmo orario è sempre lo stesso: «La filastrocca sulla natura, la merenda o il momento in cui si va in bagno tutti insieme sono sempre alla stessa ora. Le attività invece si differenziano in base al giorno della settimana: ad esempio, il lunedì può esserci il modellaggio della cera e il martedì la preparazione del pane».

 

5 - GLI INSEGNANTI

Per diventare insegnanti in questi asili, spiega Barbara Cattaneo, esistono seminari triennali di introduzione alla pedagogia steineriana: l'accesso è aperto a tutti, non solo a chi è laureato in scienze dell'educazione o materie attinenti. Si segue un percorso di formazione che dura tre anni, condotto da insegnanti della scuola e antroposofi che hanno seguito studi di pedagogia. Ma la formazione non si ferma qui: «l'associazione Sole Luna Stelle organizza ogni mese incontri per tenersi informati, un aggiornamento professionale a cui tutti aderiamo».

 

UN ASILO SPECIALE

«Crediamo che non serva inquadrare il bambino in sovrastrutture, ma seguirlo nel suo percorso di crescita senza appiccicargli addosso nozioni che non assimila – chiosa Michela Francione – la prescolarizzazione dei bambini non dà effetti positivi, meglio lasciarli liberi di apprendere attraverso il proprio corpo. Rispetto agli asili tradizionali noi tuteliamo la loro capacità di giocare e sperimentare in tutti gli ambiti: siamo convinti che sia la strada giusta perché apprendano meglio e con più tranquillità in seguito».