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INSERIMENTO DIFFICILE

8 consigli per gestire un inserimento al nido difficile

Di Alice Dutto
inserimentonidoproblematico

18 Gennaio 2017 | Aggiornato il 11 Settembre 2017
Il bambino piange sempre, rifiuta il cibo o non dorme. Sono tutti effetti che possono verificarsi se lo stiamo inserendo all'asilo nido. Ci siamo fatti dare un po' di consigli per gestire bene il distacco e vivere serenamente questo momento

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È arrivato il momento tanto sognato (ma anche temuto) da molti genitori: l'inserimento all'asilo nido. Nonostante vi siate preparati a lungo per questo passaggio, può accadere che il bimbo lo viva male. Un inserimento al nido difficile si riconosce: può infatti accadere che il piccolo pianga sempre, che smetta di mangiare o che non dorma.
 


Abbiamo chiesto a Pamela Fragale, pedagogista esperta di prima infanzia, dello studio Consulenza Genitori, un po' di consigli. «Il punto più importante è capire che il momento dell'inserimento non coinvolge solo il bambino, ma tutta la famiglia nel suo insieme. Ciò vuol dire che più gli adulti saranno sereni, più facile sarà per il piccolo metabolizzare questo momento».

1. Quanto deve durare l'inserimento
«Non c'è un periodo o una durata standard. L'obiettivo dell'inserimento è quello di fare in modo che il bambino, ma anche la sua famiglia, si fidino dell'ambiente dell'asilo e delle educatrici. A volte possono bastare sette giorni, a volte serve un po' più di tempo».
 

2. Come gestire bene il distacco

«È importante che il piccolo sia preparato a questo passaggio. Già dai giorni prima dell'inserimento è bene che gli si parli del fatto che andrà all'asilo e raccontargli che cosa farà, dicendogli che ci saranno altri bambini con cui potrà giocare e descrivergli l'ambiente in cui sarà inserito. È bene fare in modo che capisca che noi ci fidiamo di questo luogo e che sappiamo che lì starà bene».

«In preparazione di questo momento è utile fare il gioco del cucù. Sarà un modo per far comprendere al piccolo che il genitore si allontana, ma poi ritorna».
 


Un altro punto importante è quello di non sparire: «Il bambino deve vedere la mamma e il papà che vanno via: è sbagliato fuggire a sua insaputa. Questo non significa che sia semplice, però si deve cercare di parlare ai piccoli dicendo loro che capiamo quanta fatica stiano facendo, ma rassicurandoli sul fatto che siamo sicuri che staranno bene in questo luogo che abbiamo scelto per loro».

Quando tornano a casa è poi bene farsi raccontare da loro cos'hanno fatto nel corso della giornata. «Se i bimbi non sanno ancora parlare, possono essere la mamma o il papà a riprendere il discorso, magari guardando il quaderno dell'asilo e dicendo al piccolo che si è visto che ha fatto un certo gioco o una tale attività. In sostanza, è importante che il bimbo capisca che quel pezzo di giornata che lui passa all'asilo ci interessa e che lui è nei nostri pensieri anche se non siamo con lui».

 

 

3. Cosa fare se il bambino piange

«I bambini, soprattutto se piccoli, comunicano con il pianto. E durante l'inserimento all'asilo nido il pianto è un fenomeno normale. È faticoso, ma non bisogna bloccarlo».

È invece scorretto offrirgli una ricompensa affinché smettano di piangere. «La cosa migliore è comunicare loro che per il momento per loro stare all'asilo è faticoso, ma che poi staranno bene e che noi lo sappiamo perché abbiamo scelto questo luogo appositamente per loro, sapendo che è quello giusto».

4. Cosa fare se non mangia

Un inserimento difficile all'asilo può comportare anche un rifiuto del cibo da parte del bambino. «Anche in questo caso è importante mantenere la calma. Del resto, anche noi non mangeremmo mai a casa di perfetti sconosciuti: diamogli del tempo. Può essere utile, se l'asilo ci dà la possibilità, rimanere a pranzo qualche volta. Se il piccolo vede che anche i genitori mangiano il cibo dell'asilo, sarà più portato a pensare che è un cibo buono e lo mangerà più facilmente anche lui».


Se il rifiuto del cibo dovesse avvenire a casa, l'importante è non dargli troppo peso. «Potrebbe non avere fame o fare fatica. La strategia migliore è quella di lasciare stare il bambino, che sicuramente riprenderà a mangiare normalmente quando sarà più sereno».
 


5. Cosa fare se non dorme
«Anche qui è importante non perdere la serenità e attendere che il passaggio dell'asilo nido venga metabolizzato. Meno saremo preoccupati noi, più il bimbo avrà la possibilità di stare bene e riprendere la sua normale routine».

6. Cosa può fare il papà
In questo momento, il papà ha un ruolo estremamente importante: aiutare la mamma a staccarsi dal bambino. «Se lui si prende un po' carico di questa fatica, sarà più facile per tutti superare l'inserimento al nido. Una buona idea è quella di essere presente durante l'inserimento per facilitare il momento del distacco tra la mamma e il bambino».

 

«Ci sono però anche casi in cui è il papà a fare fatica a separarsi dal proprio figlio. In linea generale, dunque, è bene che i due genitori capiscano chi è più sensibile e più tranquillo e che si aiutino per gestire al meglio questo passaggio».

7. Qual è il ruolo delle educatrici
Le educatrici hanno un compito molto delicato e difficile: «Devono fare in modo che la famiglia e il bambino si fidino di loro. Per raggiungere questo obiettivo devono avere un atteggiamento accogliente, nei confronti del bambino ma anche dei genitori, cercando di rassicurarli e sostenerli in questo momento critico anche per loro».

8. Quando ritirare il bambino dall'asilo
Molte mamme si chiedono se sia giusto insistere, anche se l'inserimento al nido diventa disastroso«Sono pochissimi i casi in cui consiglierei di cambiare strada e cercare una baby-sitter o il supporto dei nonni - continua l'esperta -. Più spesso basta comunicare la propria serenità al piccolo e le cose si sistemano nel giro di qualche tempo. Tuttavia, se la situazione dovesse essere più complicata, una buona strategia è quella di parlare con le educatrici e confrontarsi con loro per decidere insieme come cosa fare».