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Bronchiolite, cos'è e come curarla

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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31 Gennaio 2011 | Aggiornato il 05 Febbraio 2018
La bronchiolite è un’infezione delle basse vie aeree che può dare problemi respiratori ai bambini sotto i due anni. All'inizio si manifesta come un comune raffreddore e nella maggior parte dei casi finisce tutto qui, ma alcuni bambini possono andare incontro a insufficienza respiratoria.

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Che cos'è la bronchiolite
“La bronchiolite è un’infezione dei bronchioli, le più piccole ramificazione delle basse vie aeree dei bambini” spiega Renato Cutrera, responsabile dell'Unità operativa di broncopneumologia presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

 

È l'infezione delle basse vie respiratorie più comune nei bambini sotto i due anni di vita, e in particolare sotto l'anno. A questa età colpisce un bambino su cinque, di cui il 2-3% viene in genere ricoverato.

 

Da che cosa dipende
“A causarla possono essere numerosi virus, ma soprattutto il virus respiratorio sinciziale (la sigla è VRS)" sottolinea l'esperto. Che precisa: "A dire il vero, il VRS può colpire a tutte le età e, trattandosi di un virus che non lascia un’immunità permanente, può presentarsi più volte nel corso della vita. Mentre però nei bambini più grandicelli e negli adulti dà i sintomi di un banale raffreddore, è nei bambini al di sotto dei due anni che, se trascurato, può dare le manifestazioni più gravi. Questo perché i bronchioli, essendo molto piccoli, si riempiono di secrezioni mucose che impediscono al bambino di respirare correttamente".

 

Particolarmente a rischio sono i bambini nati prematuri o quelli che soffrono di patologie croniche, specie a carico dell’apparato cardio-respiratorio, o di immunodeficienze.

 

Il periodo critico? La stagione invernale
 Il virus si diffonde maggiormente da novembre a marzo, o comunque nella stagione fredda. Il picco si verifica tra gennaio e febbraio, quando si viene a sovrapporre all’influenza stagionale.

 

 

Come si manifesta
 All’inizio la bronchiolite si presenta come un comune raffreddore, con naso chiuso, tosse e talvolta un po' di febbre. "Nella maggior parte dei casi finisce tutto qui, ma in alcuni bambini possono comparire segni di insufficienza respiratoria" afferma Cutrera.

 

In questi casi il peggioramento avviene in genere dopo tre-cinque giorni dall'inizio dei sintomi. "Il bambino ha più di 60 atti respiratori al minuto, il respiro è sibilante, si notano rientramenti intercostali e del giugulo (ossia la fossetta che si vede tra la gola e lo sterno), il pancino fa su e giù velocemente, segno di un respiro più affannoso. Nei casi più seri compare cianosi". Inoltre, si ha una difficoltà all'alimentazione.

Come si cura
Le forme più leggere di bronchiolite possono essere gestite tranquillamente da casa, con le indicazioni del medico (in genere sono consigliati frequenti lavaggi nasali con soluzioni fisiologica o salina). In ogni caso è sempre bene far vedere il bambino dal pediatra, che potrà fare una diagnosi corretta.

"Se si notano segni di insufficienza respiratoria, è opportuno andare al più presto dal pediatra o al pronto soccorso, per un'attenta valutazione delle condizioni del bambino" spiega Cutrera. "Soprattutto se è piccolo, potrebbe essere necessario il ricovero per instaurare la terapia più adatta”.

 

Il trattamento si basa essenzialmente su due interventi:

  • somministrazione di ossigeno umidificato e riscaldato, per garantire un'adeguata ossigenazione del sangue;
  • somministrazione di soluzioni idratanti anche per via endovenosa.

Non sono invece indicati i farmaci broncodilatatori e l'uso di corticosteroidi o di adrenalina per via aerosolica. In alcuni casi selezionati potrebbe essere utile un aerosol con soluzioni saline (effettuato generalmente in ambito ospedaliero). Anche la somministrazione di antibiotici deve essere limitata a casi strettamente selezionati, per esempio in bambini immunodepressi o se si sospetta un'infezione batterica concomitante.

 

Prevenire la bronchiolite
 Come sottolinea il sito del Servizio sanitario inglese, è molto difficile prevenire la bronchiolite. Però alcune semplici strategie possono aiutare a ridurre il rischio di diffusione dei virus responsabili. Per esempio:

  • lavare spesso le mani del bambino (e degli altri membri della famiglia);
  • lavare con regolarità giocattoli e superfici;
  • se un bimbo è stato malato, non rimandarlo al nido o alla scuola materna prima che i sintomi siano passati del tutto e si sia ristabilito completamente;
  • per quanto possibile, tenere i neonati lontani da persone con raffreddore e influenza;
  • evitare l'esposizione dei bambini al fumo passivo. Tra l'altro, si è visto che nei figli di genitori fumatori la bronchiolite si presenta in forma piuttosto grave, motivo in più per evitare di fumare in presenza di bambini.

Anticorpi per i bambini a rischio
Da alcuni anni, solo per i bambini ritenuti più a rischio – prematuri, soggetti con patologie croniche – sono disponibili anticorpi monoclonali ricostruiti in laboratorio, che, somministrati con una iniezione al mese nel periodo da novembre a marzo, aiutano a prevenire l’infezione. Allo studio c’è anche un vaccino contro il VRS, ma ci vorranno ancora alcuni anni perché sia disponibile.
 

Ha avuto la bronchiolite? In futuro potrebbe soffrire di bronchite asmatica
I sintomi della bronchiolite sono del tutto simili a quelli della bronchite asmatica e si è notato che i bambini che hanno avuto bronchiolite sotto i due anni sono maggiormente predisposti a soffrire, negli anni futuri, di bronchite asmatica, specie se in famiglia ci sono già altre persone che soffrono di asma.
Se pertanto si verificano nuovi episodi in età successiva è bene rivolgersi al pediatra di famiglia che, se necessario, chiederà una consulenza specialistica per una diagnosi corretta.

 

 Altre fonti per questo articolo: Linee guida sulla bronchiolite dell'Associazione dei pediatri americani; Materiale informativo sul portale dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù; Linee guida sulla bronchiolite del NICE britannico (qui la versione italiana)