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5 capricci tipici: 10 consigli che funzionano DAVVERO

capricci

21 Ottobre 2014 | Aggiornato il 07 Marzo 2018
Il bambino non vuole stare sul seggiolino dell'auto. Non vuole baciare i parenti. Non vuole lavarsi i denti. Non vuole mangiare le verdure. Non risponde quando lo chiamate. Cinque situazioni tipiche che mettono in difficoltà i genitori. Ecco le soluzioni del sito Usa parenting.com

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Capricci: presto o tardi ogni genitore, chi più e chi meno, dovrà imparare ad affrontare quelli del proprio figlio. 

 

Paula Spencer,giornalista specializzata in bambini ed educazione del sito americano parenting.com, ha identificato 5 tra i capricci più comuni dei bambini, indicando per ognuno se vale la pena 'mettersi di traverso', tattiche e consigli degli esperti e delle mamme.

 

Ecco dunque tattiche e consigli da adottare quando il bambino non vede di buon occhio il seggiolino dell'auto, quando non vuole dare un bacio per salutare i parenti, quando non si vuole lavare i denti, quando non mangia le verdure e quando non ascolta quando viene chiamato.

 

 

1 - Il bambino non vuole stare sul seggiolino dell'auto

 

Vale la pena vincere la battaglia? Sì

In questo caso, è assolutamente una vittoria. Non soltanto è contro la legge non utilizzare o allacciare il bimbo al seggiolino, ma ne va della vita del proprio piccolo. 

 

La tattica: fallo diventare un gioco

"Io mi invento un gioco partendo da qualsiasi cosa", dice Shannon Mathews, mamma di 4 figli, tra cui 2 gemelli di 2 anni. "Facciamo in modo che sia una gara a chi riesce a farsi allacciare sul suo seggiolino prima". In più si possono utilizzare giochi che distraggono, canzoncine e facce buffe. "Provo a farli ridere in tutti i modi, così non si rendono conto che li sto allacciando al seggiolino. Poi velocemente tiro fuori un giochino e glielo passo". E i piccoli così di distraggono.

 

Il consiglio: la corruzione a volte funziona

Ann Nibbio, mamma di un bimbo di tre anni, era da un po' di tempo che stava avendo problemi ad allacciare il piccolo al seggiolino dell'automobile. Durante una fredda giornata d'inverno, mentre si stavano dirigendo all'auto insieme al proprio bimbo, gli dice: "Hey, mi sono giusto ricordata di quei cioccolatini che ho lasciato in auto. Puoi averne uno appena sarai allacciato al seggiolino". (Leggi anche: Capricci, le cause principali)

 

2 - Il bambino non vuole baciare la zia o il nonno

 

Vale la pena vincere la battaglia? No...

Secondo la psicologa Debbie Glasser, fondatrice del sito Newsforparents.org, non ne vale la pena. "Non raccomando di forzare il bambino a dare baci ai parenti. E' una forzatura che rischia di ritorcersi contro". 

 

La tattica da provare: avvisa il bambino che sta per arrivare qualcuno

Una delle tattiche migliori è preparare il bambino alla visita. Si può dire: "La zia Linda sta venendo qui a cena. Quando le piacerebbe un bel caloroso saluto!" E prima di aprire la porta di casa: "La zia Linda adora gli abbracci, ma anche un bel sorriso va benissimo. E' così felice di vederti".

 

Il consiglio: puoi dare tu l'esempio

Il padre di mamma Ann Nibbio vive in una casa di riposo. Quando porta anche la sua bambina, spesso gli anziani del posto chiedono un bacio a sua figlia. "Io sorrido e dico, 'Lei non dà baci, ma io sì'. E a quel punto bacio la guancia del diretto interessato". Vedere che tu stessa dai baci e abbracci, renderà il bambino più propenso a fare altrettanto.

 

3 - Il bambino non vuole lavarsi i denti

 

Vale la pena? Sì

Non è necessario trasformarsi in un 'gendarme' dello spazzolino e pretendere che vostro figlio si lavi i denti, uno alla volta, per 5 minuti di fila. Però ricordatevi che i residui di cibo, di latte e di zucchero causano le carie e che prima dei 10 anni potresti essere costretti a portare vostro figlio dal dentista per curargli i denti. 

 

E allora che fare? Si può aiutare i bambini offrendo loro uno spazzolino morbido. E facendo diventare un gioco il momento del lavaggio. I piccoli possono fare gargarismi e sputare (cosa che adorano) e il gioco è fatto.

 

 

 

 

La tattica: dai la colpa al dentista

E' una tattica che funziona con mamma Suellen Durdaller. Dice a suo figlia Alysa, 3 anni: "Il dentista ha detto che devi spazzolarti i denti. E questo toglie la pressione e la colpa da me. Io sto solo dicendo che è un dato di fatto e bisogna farlo."

 

Il consiglio finale: non usare la domanda ma un dolce imperativo

La psicologa Debbie Glassers consiglia anche: "Invece di fare una richiesta che può avere come risposta un sì o un no, gira la frase. Non chiedere: 'Sei pronta per lavarti i denti?'. Piuttosto puoi dire: 'Bisogna lavarsi i denti. Oggi lo spazzolino sarà rosso o sarà giallo?' " (Leggi anche: lavare i denti senza capricci)

 

4 - Il bambino non vuole mangiare la verdura

 

Vale la pena? E' una piccola vittoria

"Vincere la battaglia con le verdure è una piccola vittoria. E' normale che i bambini piccoli abbiano delle forti preferenze nei confronti dei cibi e va bene così. E anche se il tuo bimbo boicotta le verdure, non c'è da preoccuparsi.

 

E' probabile che le sue scelte alimentari si bilanceranno con il tempo" sostiene Marilyn Tanner-Blasiar, nutrizionista infantile dell'Università di Washington, a St. Louis. Questo però non significa che devi smettere di provare a far assaggiare al bambino le verdure e il gusto degli alimenti "verdi" (ma anche gialli, rossi e viola).

 

 

La tattica: pinzimonio

Molte verdure spesso hanno un sapore più forte quando sono cotte. Ecco perché a molti bambini piacciono quando sono appena croccanti (o leggermente cotte al vapore). Si può fare il pinzimonio con olio per intingere bastoncini di carote, sedano, pomodori o broccoli (che con un po' di immaginazione possono diventare degli alberelli).

 

Il consiglio: prova a bilanciare con la frutta

Per bilanciare una dieta non ricca di verdure, prova a offrire al bimbo frutta che contiene vitamina A (meloni, albicocche, mango) e C (arance, fragole, kiwi). (Leggi anche i trucchi delle mamme per far mangiare la verdura ai bambini)

 

5 - Il bambino non risponde quando lo chiami

 

Vale la pena vincere la battaglia?

Non è realistico aspettarsi che un bambino di 2 anni abbandoni quello che sta facendo (magari lo studio dell'interessantissimo telecomando della televisione) solo perché sei tu a dirlo. Detto questo, non bisogna però restare in balia dei suoi capricci. "Se chiami ripetutamente il bambino e lui non arriva fino a quando non è pronto, gli stai insegnando a ignorarti" sostiene Elizabet Pantley, autrice del libro "The No-Cry Discipline Solution" e mamma di quattro bambini.

 

La tattica da provare: attirare l'attenzione

Quando Juanita Covert, mamma di una bimba di 17 mesi, capisce che la propria bimba è nel mood "non è il momento di ascoltarti", prova a caricare la voce di eccitazione ed energia e la chiama: "Poi la sollevo e le dimostro quando sono felice che sia lì con me". A casa, Juanita attira la piccola con giocattoli o ballando.

 

Il consiglio: il conto alla rovescia

Come suggerisce Elizabet Pantley, al posto di dire: "Vieni qui ora", si può provare con due avvertimenti. "Nel negozio di giocattoli, per esempio, proverei con un 'Page, cinque minuti e vieni qui'. E poi 'Page, ora per favore vieni qui'".

 

Pantley suggerisce poi di aspettare un minuto e se il bambino continua a non rispondere, occorre prenderlo per mano dicendogli: "Quando ti chiamo, mi aspetto che vieni da me". Un bambino non ha chiaro il senso del tempo, ma capisce velocemente la progressione dei fatti e delle azioni. Per esempio si può dire al parco giochi: "Ancora due discese sullo scivolo e poi basta".

 

Aiuta anche far capire al bimbo che comprendi il suo punto di vista: "Scommetto che vorresti restare in questo negozio per sempre, ma ora è tempo di andare. Abbraccia il pupazzo un'altra volta. Ecco, queste sono le mie chiavi. Tienile tu e ora usciamo". Avvisalo prima dicendo quello che state per fare e poi prova a distrarlo.

 

Ovviamente, a volte anche i tentativi più differenti possono non funzionare. Ma un po' di creatività e di pratica ti possono risparmiare fatica e... capricci.