Capricci

Il bambino fa i capricci? Urlare non serve

Di Sara Sirtori
capircci
03 Luglio 2019
Abbiamo intervistato il pedagogista Daniele Novara, che ci spiega l'atteggiamento giusto che devono avere i genitori davanti a un bambino che fa i capricci.
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Da sempre, i capricci sono un problema che riguarda tutti i bambini e di conseguenza tutti i genitori. Non è facile per gli adulti capire come fronteggiare questo tipo di situazione: i genitori si ritrovano spesso spiazzati e non sanno come intervenire. Si rischia di cadere negli eccessi: essere autoritari o essere permissivi? 

 

Abbiamo intervistato Daniele Novara, pedagogista, autore, formatore e fondatore del Centro psicopedagogico per la gestione dei conflitti di Piacenza.

L'esperto sostiene l’importanza di  restare calmi e non urlare. Nel processo educativo, infatti,  è fondamentale che le regole siano  chiare condivise dai entrambi i genitori, in modo tale da poter indirizzare il bambino in maniera univoca verso le regole e senza creare confusione.
Non dobbiamo preoccuparci se i bambini fanno i capricci: il genitore deve stabilire dei confini, educando il bambino con azioni concrete, che mettano in luce le motivazioni che muovono il genitore verso una scelta. Il bambino a 2 o 3 anni non necessita di spiegazioni, ma di azioni. Capirà il gesto meglio delle parole.


Pertanto, è normale che il bambino faccia capricci, soprattutto in quella fase conosciuta come i terrible two, in cui i capricci possono degenerare e il bambino prende a urlare, a scalciare e si butta per terra come impazzito. Come gestirlo allora?

Bisogna stargli vicino, accompagnarlo per mano con calma e pazienza facendogli capire il limite tra ciò che si può e non si può fare. 

Se ci sono indecisioni o se le regole non sono fissate in maniera chiara da parte dell’adulto, questo genera confusione nel bambino, che non riuscirà a seguire il ragionamento: occorre dargli delle linee guida da seguire.


Infine, Daniele Novara consiglia ai genitori di avere sempre un atteggiamento calmo e deciso, mai aggressivo. In questo modo, il genitore accompagnerà il bambino nella scoperta del mondo, facendogli da guida in tutte le sue fasi di crescita.

 

Abbiamo chiesto a Daniele Novara come gestire i capricci del bambino.

 

Come restare calmi quando i bambini fanno i capricci?

“E’ inevitabile che i bambini facciano i capricci perché essendo immaturi e non riescono a comportarsi come gli adulti vorrebbero. Bisogna ricordare che è necessario evitare di aggredirli: non bisogna urlare”.


Spesso infatti, le urla sono utilizzate perché c’è nervosismo o troppa emotività e il genitore assume un atteggiamento aggressivo. 


La prima cosa da capire è la diversa nozione del tempo: “I bambini spesso non hanno i nostri tempi. Un bambino di 3 anni ha un senso del tempo completamente diverso da quello dell’adulto, occorre avere pazienza e dare la possibilità al bambino di adeguare il suo cervello al compito richiesto”. 


Inoltre è importante che le regole siano condivise dai genitori: “Se si stabilisce una regola, questa deve essere condivisa da entrambi i genitori, altrimenti ciò genera confusione nel bambino. Per evitare i capricci ci vuole tanta chiarezza e tanta concretezza.”

 

Quando preoccuparsi dei comportamenti oppositivi dei bambini?

Spiega Daniele Novara: “I bambini non vanno mai presi alla lettera”. Se il bambino non vuole andare a scuola, vuole guardare la TV o non vuole ubbidire al genitore in quel momento, è inutile dargli spiegazioni. 

 

“Il bambino non segue questi ragionamenti, si perde in essi e incomincia a opporsi. Non diamo peso alle sue parole, non sarà con le parole che educhiamo i figli, ma con azioni concrete e buone regole. Ecco che allora il bambino potrà costruirsi una mappa mentale completa e inizierà a comprendere ciò che intendiamo insegnargli”.


Perché si parla di "terrible two". Come superare la fase dei "terribili 2 anni"?

“Il terzo anno di vita è bellissimo: il bambino cammina, incomincia a parlare, a scoprire il mondo. E’ un’età bellissima, è un momento di crescita. Però in questa fase il bambino non ha alcun senso del limite. Occorre quindi che gli adulti con molta pazienza e tranquillità sappiano concretamente indicargli che una cosa si può fare e un’altra non si può fare”.


Il bambino in questa fase è molto attivo: vuole esplorare tutto ciò che lo circonda, sa quello che vuole e per questo combatte con tutte le sue forze. Prosegue Novara: “La Montessori diceva che un bambino nel terzo anno di vita può fare un chilometro o 2 a piedi senza mai voltarsi per vedere se ci sono ancora i suoi genitori”.

 

Quanto dipendono i capricci dal comportamento dei genitori?

I genitori possono accentuare questo atteggiamento capriccioso dei figli. “Innanzitutto, quando le regole non sono concordate tra i genitori, il bambino non ha un punto di riferimento e questo genera in lui confusione. Il pensiero infantile non è in grado di scegliere se seguire il papà o la mamma, pertanto occorre chiarezza.”

Inoltre, se nell’adulto c’è agitazione, ansia, o troppa emotività, il bambino è in grado di sentire questi stati d’animo . “Se il genitore è, indeciso il bambino si scatena, sente di non avere un’autorità. La giusta distanza educativa è quella che permette ai bambini di fare la loro crescita con sicurezza, determinazione e fiducia nella vita.”

 

Guarda il video con le pillole video di Daniele Novara: