Alimentazione

Dieta vegetariana o vegana per bambini e ragazzi: 11 consigli per non correre rischi

Di Valentina Murelli
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05 Ottobre 2017 | Aggiornato il 04 Ottobre 2018
Per definizione, le diete veg non sono complete. Farle seguire ai bambini è possibile a patto di fare in modo che siano ben bilanciate, anche con l'aiuto di integratori. E che lo sviluppo dei piccoli sia monitorato con particolare attenzione.
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È possibile far seguire a un bambino una dieta vegetariana o vegana?

Secondo molti pediatri sarebbe meglio di no: un documento pubblicato nel 2017  dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) e dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) afferma che la dieta da preferire è quella mediterranea. Ricca di vegetali (frutta, verdura, cereali) certo, ma che prevede anche un minimo consumo di prodotti di origine animale (carne, pesce, uova e latticini).

 

Altri pediatri sono più possibilisti e non arrivano apertamente a sconsigliare questo tipo di regime alimentare. Tutti, però, sottolineano un aspetto cruciale:

 

se dieta veg deve essere, che sia attentamente monitorata e supplementata con tutti i nutrienti che un'alimentazione priva, in tutto o in parte, di alimenti di origine animale non può fornire

 

Ecco allora una serie di consigli su come impostare correttamente una dieta vegetariana o vegana per il proprio bambino.

 

1. Controlli più frequenti


Il bambino vegetariano - ma soprattutto quello vegano - dovrebbe andare dal pediatra un po' più spesso del bambino che segue una sana alimentazione onnivora: "Nei primi mesi dallo svezzamento anche una volta al mese, poi una volta ogni due-tre mesi" consiglia la pediatra nutrizionista Margherita Caroli, co-coordinatrice del documento Sipps/Fimp. In questo modo, il medico potrà controllare che la crescita e lo sviluppo neurologico e psicomotorio siano adeguati.

 

"Il ruolo del medico non è quello di giudicare la scelta del paziente" scrivo il pediatra genovese Alberto Ferrando nel suo libro Come nutrire mio figlio. Il ruolo è piuttosto quello di "ascoltare, fornire informazioni utili, informare su eventuali danni o problemi se una dieta non è adeguata o non integrata e, se necessario, saper inviare la famiglia a esperti di nutrizione vegetariana"

 

Purtroppo, va sottolineato che non molti pediatri sono esperti di nutrizione, come i nutrizionisti, in genere, non sono esperti di alimentazione dei bambini. Ancora meno sono quelli che operano in ambulatori pubblici o convenzionati con il Servizio sanitario nazionale: più spesso si tratta di professionisti privati.

 

Il pediatra valuterà se saranno necessari esami del sangue, per valutare carenze e  - specie nei bimbi che non mangiano alcun derivato animale - se le integrazioni che stanno assumendo sono adeguate. Tra gli esami che potrebbero essere proposti, per esempio:

  • emocromo, ferritina e transferrina, per valutare lo stato del ferro;
  • acido metilmalonico e omocisteina, per valutare lo stato della vitamina B12;
  • vitamina D, calcio e fosfatasi alcalina, per valutare lo stato del calcio.

In ogni caso, se il bambino dovesse fare esami del sangue per altre ragioni, si potrebbe approfittarne per valutare anche lo stato nutrizionale.

 

2. Integratori ai pasti


Vitamina B12, vitamina D, acidi grassi omega 3 (in particolare DHA), ferro, calcio, zinco: sono tutte le sostanze che possono essere carenti nel caso di dieta vegetariana - che ammette anche il consumo di uova e latticini - e che sicuramente lo sono in quella vegana. Sono fondamentali per un corretto sviluppo neurologico e immunitario del bambino e se non vengono forniti dalla dieta, devono esserlo con degli integratori.

 

"Visto che di solito le vitamine le assumiamo mangiando, anche questi supplementi andrebbero presi durante i pasti, per mimare un'assunzione quanto più naturale possibile" consiglia Caroli.

 

3. Limone per il ferro


In genere, i bambini che seguono una dieta latto-ovo-vegetariana equilibrata - dove cioè uova e latticini non siano un'eccezione, ma una presenza adeguata, almeno un paio di volte alla settimana le uova e 3-4 volte latte e derivati - hanno livelli di ferro abbastanza simili a quelli degli onnivori. Quindi non è detto che serva un'integrazione.

 

"Il problema si pone soprattutto per i bambini vegani, che senza integrazione possono andare incontro a carenze notevoli, perché il ferro presente nei vegetali è meno biodisponibile" sottolinea Caroli. Certo, alcuni alimenti ne sono comunque ricchi, come i legumi, i semi oleaginosi (zucca e girasole) e le verdure a foglia verde, ma è chiaro che c'è un limite alla quantità che un bambino ne può mangiare.

"Rimane valido il classico suggerimento di accompagnare i pasti con succo di limone, perché facilita l'assorbimento del ferro presente nei vegetali, ma in ogni caso per questi bimbi occorre prevedere la supplementazione".

 

4. Vitamina B12


Va sicuramente integrata nei bambini vegani, che ne sono per certo carenti perché è una vitamina che si trova solo in prodotti di origine animale. "Per ragioni legate alla modalità di assorbimento, meglio darla ai bambini non in un'unica dose quotidiana, ma due o tre volte al giorno" sottolinea Caroli.

 

"Anche nel caso dei bambini latto-ovo-vegetariani non è detto che il livello della vitamina B12 sia adeguato e l'integrazione serve sempre" precisa Caroli. Del resto, si tratta di una vitamina davvero importante, preziosa per la produzione di nuove cellule e il metabolismo del cervello. "Per valutare eventuali carenze di vitamina B12 occorre dosare il livello dell’acido metilmalonico e dell'omocisteina nel sangue e nelle urine. In caso di carenza, questi livelli risultano aumentati".

 

5. Vitamina D


Se è vero che la fonte principale di questa vitamina non è alimentare, ma è l'esposizione (con le adeguate attenzioni) alla luce solare, è altrettanto vero che un minimo di vitamina D la si prende anche dal cibo (si trova nel pesce, in uova, latte e burro). Tanto che, in genere, i bambini vegani mostrano livelli di vitamina D inferiori a quelli dei bimbi vegetariani, i quali a loro volta hanno livelli inferiori ai bambini onnivori.

In ogni caso, poiché i bambini di oggi tendono a passare sempre meno tempo all'aria aperta e, quando lo fanno, sono spesso molto coperti, una minima supplementazione è opportuna per tutti i bambini, soprattutto nei primi 3 anni di vita.

 

6. Acidi grassi DHA


La fonte fondamentale è il pesce, che per definizione manca dalla tavola sia dei vegani sia dei latto-ovo-vegetariani. Altre fonti possibili sono alcuni oli (di lino, di canapa, di chia) e la frutta secca a guscio, come mandorle e noci. Quindi: sì agli oli vegetali (ricordiamo però che sono piuttosto costosi) e alla frutta secca - macinata finemente per i bambini sotto i 3 anni, per evitare il rischio di soffocamento - ma vista l'importanza di questa sostanza per lo sviluppo intellettivo del bambino può comunque essere utile prevedere una supplementazione.

 

 

7. Calcio


I bambini vegetariani in genere non hanno problemi, perché latte e formaggio ne sono ricchi.

 

"È presente anche in molti vegetali (mandorle, cavolfiori, cavoli), ma vale ancora il discorso della quantità: quanto bisognerebbe mangiarne per assicurare un apporto adeguato? Un bambino non può certo vivere di soli cavoli" afferma Caroli. Nel dubbio, meglio proporre di base una supplementazione ai bambini vegani.

 

8. Zinco


Minerale molto importante anche per il sistema immunitario, è sicuramente presente in alimenti di origine animale, compresi i formaggi stagionati, e può esserlo anche in legumi - Ferrando ricorda che, di nuovo, l'assorbimento è facilitato dall'assunzione contemporanea di limone - e semi oleaginosi.

 

"Il problema principale sta nel fatto che il livello di zinco nei vegetali dipende dalla quantità presente nel terreno nel quale sono stati coltivati" afferma Caroli. " A priori potrebbe anche essere adeguato ma è praticamente impossibile saperlo, ed è anche difficilissimo valutarne il dosaggio nel corpo umano. Nel dubbio, io opterei comunque per una piccola supplementazione per tutti".

 

9. Proteine: quantità e qualità


Di nuovo, i bambini latto-ovo-vegetariani che seguono una dieta equilibrata non dovrebbero avere problemi, anche se vale sempre il consiglio di abbinare legumi e cereali per garantire l'apporto completo di tutti gli amminoacidi, i mattoncini-base delle proteine.

Il problema è più per i vegani, che devono assicurarsi di assumerne una quantità adeguata: "Ecco perché è molto importante che questi bambini, nei primi due anni di vita, continuino a bere latte. Materno, se possibile, oppure formulato in modo specifico" precisa la nutrizionista. No, invece, a utilizzare bevande vegetali a base di cereali o legumi (riso, avena, soia, miglio), che non sono ben bilanciate, al posto della formula.

 

Si ricorda che il consumo di puree di legumi e di tofu è possibile a partire dai sei mesi di vita. "Per quanto riguarda il tofu, però, occorre fare attenzione al suo contenuto in sale, perché alcuni prodotti ne sono particolarmente ricchi".

 

10. Attenzione alle calorie


No, non nel senso che rischiano di essere troppe: il contrario. Molti alimenti vegetali, specie se ricchi di fibre, hanno bassa densità calorica e c'è il rischio che, specie durante lo svezzamento, l'apporto calorico quotidiano non sia adeguato. Per questo va tenuta sotto controllo la crescita ed, eventualmente, vanno proposti più spuntini al giorno. Utile anche l'utilizzo di oli ricchi di acido linolenico (canola, semi di lino, colza, noci).

 

Attenzione alle mode


Perché scegliere una dieta vegetariana o vegana? Le motivazioni alla base di questa decisione  possono essere diverse: rispetto per la vita animale, inaccettabilità degli allevamenti intensivi, sostenibilità ambientale, convinzione che siano più naturali o più salutari. E proprio su quest'ultimo punto interviene il Position paper Sipps/Fimp sulle diete vegetariane in gravidanza e nell'età evolutiva, sottolineando che in realtà non ci siano prove che diete di questo tipo facciano meglio alla salute rispetto a un'alimentazione di tipo mediterraneo.

Anzi, nel caso dei bambini, l'assenza o limitazione di prodotti di origine animale può portare ad assenza o carenza di nutrienti fondamentali per il loro sviluppo, che può risultarne gravemente compromesso se non ci sono adeguate integrazioni. "Ecco perché vanno sempre supplementate, ed ecco perché, se l'obiettivo è la salute, la scelta alimentare più opportuna è la dieta mediterranea” afferma Margherita Caroli. Che mette anche in guardia contro una certa moda del veg.

"C'è una forte pressione del marketing a favore di alimenti per diete veg, spesso presentati come più naturali e salutistici, ma non è affatto detto che lo siano davvero. Pensiamo alle bevande a base di legumi o cereali, che sono per definizione un prodotto industriale". Considerato che non ci sono ulteriori vantaggi per la salute rispetto a una dieta mediterranea, e che per di più è necessario integrare, Caroli invita a riflettere bene sul perché si desideri fare questa scelta.

 

11. Attenzione agli adolescenti


A volte non sono i genitori a stabilire una dieta veg per tutti, ma i ragazzi stessi. Può succedere in adolescenza, e allora è il caso di prestare particolare attenzione a quanto succede. In effetti, alcuni dati suggeriscono che gli adolescenti che iniziano a seguire una dieta vegetariana o vegana in famiglie che non seguono questo modello alimentare, possono essere a rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, soprattutto se lo fanno per il controllo del peso. Meglio allora prestare qualche attenzione in più a questo comportamento improvviso e portare il tema all'attenzione del medico.