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Psico bambino

10 giochi intelligenti e super economici per bimbi da 1 a 3 anni

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13 Marzo 2012 | Aggiornato il 07 Novembre 2017
Torri, incastri, travasi, oggetti che compaiono e scompaiono, puzzle e memory con le foto di famiglia: basta davvero poco per divertire il vostro bambino, stimolando la sua voglia di sperimentare e la fantasia

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  • 12-24 mesi - C'è e poi non c'è - Ecco un classico gioco, adatto ai piccoli intorno ai 12 mesi (e anche prima, già a 8-9 mesi in versione più semplice) con un grande valore educativo. Selezionate un buon numero di oggetti noti al piccolo (cucchiaino, biberon, palla, librino, pupazzo) e metteteli in un cestino. Poi, uno alla volta, mostrate un oggetto al bimbo – invitatelo a dire di cosa si tratta - e nascondetelo in una scatola (o sotto una copertina). La palla c'è e poi... non c'è, l'oggetto scompare e poi riappare: che divertente! L'idea di base è la stessa dell'antico “Bu-bu... settete!” (si nasconde il volto con le mani e poi si scopre ridendo) che si propone ai bimbi già verso i 5-6 mesi e ha una funzione rassicurante: se la mamma non si vede, non è andata via. Questo tipo di attività aiuta, dunque, a scoprire – e poi consolidare - un concetto fondamentale: la permanenza degli oggetti (e anche della mamma).

  • 12-24 mesi - Torri, torrioni e castelli - A volte, l'idea è che siano troppo “scontati” e vengono un po' trascurati: sbagliato! Blocchi e mattoncini di tutte le dimensioni e materiali – a seconda dell'età del bimbo - sono invece tra i giocattoli più semplici e assolutamente raccomandati da tutti gli esperti. Questo tipo di attività permette di esercitare al meglio la manipolazione e rafforza mani e dita. In più, richiede concentrazione per raggiungere un obiettivo, per esempio, la costruzione di una torre nel caso dei più piccoli, impilando 3- 4 cubotti uno sull'altro. Con le costruzioni, il bimbo può sviluppare la coordinazione fine (appunto, polsi, mani, dita) e liberare la fantasia – con il tempo si passa dalle torri a progetti più complessi – in modo del tutto personale... Non fatevi, dunque, venire la tentazione di improvvisarvi voi architetti: lasciate vostro figlio sperimentare in pace il possibile uso dei pezzi. E ricordate che buttare giù una torre è un gioco divertentissimo che mette alla prova, ancora una volta, la coordinazione braccio-occhi.

  • 12-24 mesi - Come al mare - Un gioco importante per lo sviluppo motorio – e sempre molto amato dai bimbi in età prescolare – è quello dei travasi. Che si presta a infinite versioni e non annoia mai stimolando sensi e manipolazione. Procuratevi recipienti di diverse dimensioni e della farina gialla con cui ne riempirete un paio. Invitate il bimbo a immergere le mani - e anche i piedini se il tempo lo permette - in mezzo alla “polvere gialla” per sperimentare la piacevole sensazione tattile e poi... via ai travasi!

  • 12-24 mesi - Incastri retrò - Tra i giocattoli con una buona valenza educativa (e psicomotoria) si aggiudica l'approvazione degli esperti un vecchio classico: il cubo con gli incastri. Oggi ne esistono diverse versioni, sceglietene una di legno (no alla plastica che non stimola tutti i sensi) – oltre al cubo, ci sono anche altre forme o animali - con tanti buchi di forma diversa e i relativi pezzi da inserire correttamente. Con questo gioco, semplice e utilissimo, il bambino mette alla prova tante abilità: infilare il pezzo nel relativo buco sviluppa il riconoscimento dello spazio e mostra il principio di causa-effetto (la forma entra nel buco giusto). Chi ama il fai-da-te può creare diverse tipologie di incastri con oggetti di uso quotidiano usando, per esempio, vasetti di yougurt e cartoncino robusto per ottenere delle sagome.

  • 12-24 mesi - Il giardino incantato - Bastano una cordicella (circa 2,5 m), qualche palloncino di gomma colorato, una copertina e molta fantasia per proporre un gioco utilissimo (più di molti giocattoli stereotipati) e divertente. Con la corda, create un cerchio, disponete dentro e fuori i palloncini, mette vicino la copertina e definite lo “scenario”: il cerchio è un giardino incantato, un castello, un lago... Chiedete al bimbo di andare dentro a prendere un frutto (il palloncino), di girare intorno, di scappare fuori e mettere la testa sotto la tenda (la copertina) perché piove... Ecco un modo per imparare a orientarsi nello spazio, il bimbo prende confidenza con i concetti base come davanti, dietro, sopra, sotto, in alto e impara a determinare la sua posizione rispetto agli oggetti che li circondano.

  • 24-36 mesi - Trova il tappo - Procuratevi tanti contenitori di foggia e dimensioni diverse, - tipo shampoo, ammorbidente, detersivi, barattoli del caffè o del tè - (lavateli bene) togliete e mescolate tutti i tappi. Poi chiedete al bimbo di rimettere a ogni barattolo quello giusto. È un ottimo gioco (già verso i 2 anni) per esercitare il riconoscimento visivo, ovvero la capacità di identificare differenze e somiglianze, di forma e misura, tra oggetti diversi. Una competenza indispensabile in futuro per lettura e scrittura.

  • 24-36 mesi - Dov'è il nonno? - Con le foto di famiglia – possibilmente plastificate, così sono più resistenti – potete proporre una simpatica, e semplificata versione, del classico memory. In base all'età del bimbo, aumentate il numero di immagini (iniziate con 5-6), mostratele una volta, poi capovolgetele e chiedete: “Dove è la nonna?”, “E lo zio?”, “E tu dove sei?” e il bimbo dovrà ritrovarle.Naturalmente, vanno bene anche altre immagini, per esempio, oggetti noti al bimbo che potete ritagliare, incollare su cartoncini e plastificare. Una alternativa, più difficile, è quella di preparare immagini dedicate alle coppie di animali, mamma e cucciolo, su carte diverse, (tipo mucca e vitellino, gallina e pulcino, gatta e gattino). In questo caso, fatele osservare al bimbo, giratele dopo qualche minuto e chiedete di ricomporre la coppia. Anche nella sua interpretazione casalinga è un valido gioco per sviluppare la memoria visiva.

  • 24-36 mesi - Centra la gamba - Per un bimbo capire che il suo corpo ha due lati simmetrici, destro e sinistro (chiamata dagli esperti lateralità) è una conquista lunga e complessa: inizia intorno ai primi mesi di vita e si conclude intorno ai 6-8 anni. Ogni bimbo scopre col tempo il suo lato dominante, cioè quello con cui è più a suo agio (a seconda che sia destrorso o mancino), e non va mai contrastato. Ma è importante aiutare il bambino a diventare sempre più consapevole delle 2 parti del corpo. Un gioco divertente per farlo è usare un cerchio-anello di circa 15 cm - che potete ottenere ritagliando il cartone di una torta – e una sedia capovolta. Chiedete al bimbo di lanciare l'anello, una volta con la destra e una con la sinistra, intorno a una gamba della sedia. Per aumentare la difficoltà, potete tracciare una linea per terra e stabilire quanti tiri devono andare a segno in un tempo prefissato.

  • 24-36 mesi - A me gli occhi - Ecco un gioco piuttosto semplice ma utilissimo per migliorare la capacità di attenzione del bimbo. È infatti una facoltà che si sviluppa con il tempo e l'esercizio ed è essenziale per il futuro apprendimento. Sedetevi di fronte a lui e invitatelo a ripetere tutti i gesti che fate voi. Potete, per esempio, chiudere a aprire le mani, salutare, dare dei colpetti sulle ginocchia, muovere la testa in alto e in basso... Cambiate la sequenza e per rendere il gioco più eccitante (e difficile in termini di concentrazione), aumentate la velocità.

  • 24-36 mesi - Puzzle, che passione! - Se a voi la parola puzzle, evoca solo noia e grandi scatole con pezzetti piccolissimi e riproduzioni impossibili (catene montuose con gli stessi colori, paesaggi bucolici e animali verdi), potete ricredervi. Per fortuna, oggi esistono tanti puzzle con soggetti adatti ai bimbi di tutte le età, in versione cartonata e resistente, perfino in carta riciclata. Per i più piccoli, sono ottimi quelli in legno, spesso composti da pochi pezzi molto grandi. Il numero di pezzi non è una regola, dipende da vostro figlio (in genere, dai 2 anni, vanno bene i puzzle a 20 pezzi), comunque è meglio provare a proporlo e vedere la reazione. Attenzione, riconoscimento visivo, motricità fine... questo gioco chiama in campo tante abilità. Il puzzle è infatti un buon alleato per stimolare abilità cognitive e motorie, tra i pochi semplici e “selezionatissimi” approvati dagli esperti. Perché non limita il bimbo come fanno invece molti giocattoli stereotipati (sono definiti così da molti pedagogisti quelli classici dei negozi).