Giochi 1-2 anni

Giochi bambini 1-2 anni da fare in casa: il gioco euristico

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20 Gennaio 2015 | Aggiornato il 26 Settembre 2017
Il gioco euristico è una attività diffusissima nei nidi che è possibile replicare anche a casa perché è semplice da organizzare e a costo zero. Ideato dalla pedagogista inglese Elinor Goldschmied per i bambini di 12-24 mesi, stimola il loro naturale desiderio di esplorazione, movimento, allena la concentrazione e aiuta ad arricchire il linguaggio. Per proporlo, servono soltanto alcune sacchette di stoffa, contenitori e oggetti di uso comune di diverso tipo, per esempio, nastri, tappi, bigodini, pigne ecc
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Un’idea per far divertire in casa i bambini di 12-24 mesi? Il gioco euristico, un’attività molto comune negli asili nido e che rappresenta l’evoluzione del Cestino dei tesori

 

Gioco euristico: il nome è difficile ma è facile da organizzare

Il nome del gioco è difficile - deriva dal greco eurisko e significa 'riuscire a scoprire' - ma è facile da organizzare e a basso costo perché basta avere a disposizione oggetti di recupero, come tappi, pigne, bigodini, alcune sacchette di stoffa e contenitori di misure diverse.

 

Ideato da Elinor Goldschmied, educatrice e psicopedagogista inglese, il gioco euristico favorisce  l'esplorazione spontanea del bimbo, cioè non guidata dall'adulto, di oggetti di uso comune.

 

Il gioco euristico favorisce l'esplorazione spontanea del bambino, allena i sensi, la concentrazione e aiuta ad arricchire il linguaggio

Da un punto di vista pedagogico, 'esplorare' le cose significa lasciare che il bambino possa, per esempio, toccarle, scuoterle, 'ciucciarle', dividerle in mucchietti o accatastarle a sua completa discrezione.

 

Nella fascia d'età 12-24 mesi, manipolare liberamente permette al bimbo di scoprire il mondo circostante, ed è un'esperienza estremamente gradevole che coinvolge anche sensi e movimento.

 

Di fatto, il gioco euristico asseconda proprio queste esigenze naturali del bimbo - esplorazione, scoperta e movimento, tra l'altro in costante miglioramento, aiutandolo ad allenare le sue abilità.

 

Inoltre, il gioco euristico stimola la concentrazione: già i bimbi di circa 12 mesi sono molto attratti dagli oggetti e da tutte le azioni che possono compiere usandoli in modo 'creativi'. Per questo, giocano assorti anche fino a 30 minuti.

 

Ma non è finita qui: il gioco euristico è utile anche per arricchire il vocabolario del bambino. 

 

Che materiale serve per organizzare il gioco euristico? Oggetti di uso quotidiano, sacchette e contenitori vuoti

Il primo passo è quello di individuare una decina di diverse tipologie/categorie di oggetti di uso comune, come tappi, mollette da bucato, bigodini, cilindri di carta. Per ogni gruppo, per esempio i bigodini, occorre poi raccoglierne almeno 20 di colori e misure diverse.

 

# La versione originale del gioco euristico ideata per il nido dalla pedagogista inglese suggerisce di identificare almeno 15 diverse categorie di oggetti e 50-60 'pezzi' per ognuna.

A casa, invece, ne bastano meno poiché il bimbo è solo e non rischia di entrare in collisione con un compagno per lo stesso bigodino blu!

Ecco una lista di oggetti suggeriti per il gioco euristico da E. Goldschmied

Pon pon di lana nei colori primari

Sacchettini e scatole

Nastri

Cilindri di cartone

Conchiglie

Pigne

Chiavi vecchie legate in piccoli mazzi

Tappi di bottiglia

Barattoli e contenitori di tutte le dimensioni

Catene di varie lunghezze e spessore

Coperchi di barattoli in metallo

Palline da ping pong

Bigodini di diversi diametri

Mollette da bucato

Anelli per tende, di legno e metallo

 

Ogni raccolta di oggetti di una determinata tipologia, per esempio i tappi, deve essere collocata all'interno di una sacchetta di stoffa con i lacci, come quelle usate per il cambio. Su ogni sacchetta è anche possibile applicare un'etichetta con un disegnino che descrive il contenuto (per esempio: nastri, tappi, cilindri di carta, conchiglie ecc).

 

Alla fine, quindi, saranno pronte 10 sacchette con dentro circa 20 oggetti della stessa categoria per ciascuna. Se nella camera del bambino c'è abbastanza spazio, l'ideale sarebbe appenderle a dei gancetti bassi in modo che lui stesso possa riporle alla fine del gioco euristico.

 

Inoltre, servono almeno tre contenitori vuoti: i più consigliati dalla pedagogista sono i barattoli di latta ma vanno bene anche scatole e cestini. 

 

Come si propone il gioco euristico?

 

Quando è il momento di proporre il gioco euristico, l'adulto può mettere a disposizione del bimbo tre o quattro sacchette per volta: sarebbe troppo dispersivo mettergli davanti le 10 sacche in un colpo solo.

 

E' importante scegliere, ogni volta, le sacchette in base alle possibilità di giocare combinando anche le diverse tipologie di oggetti tra loro. La sacchetta dei cilindri di carta, per esempio, insieme a quella delle catenelle e dei bigodini offre innumerevoli occasioni per sbizzarrire la fantasia: il bimbo può afferrare una catenella e provare a infilarla in uno dei cilindri o mettere i bigodini uno sull'altro stile torre. In sostanza, queste tre categorie di oggetti sono adatte a creare buone combinazioni tra loro.

 

Dopo aver selezionato le tre sacchette per la sessione di gioco euristico, occorre mostrarle al bimbo, aprirle e tirare fuori da ciascuna i 20 oggetti contenuti. E' importante disporre il materiale per terra - in questo caso, tre sacchette, quindi 60 oggetti - vicino al bimbo in modo che sia ben visibile e accessibile. Anche i tre contenitori vuoti, barattoli o scatole, devono essere a portata di manina, in modo che il bambino possa usarli liberamente come preferisce, per esempio, per infilarci dentro una serie di oggetti dello stesso colore.

 

IMPORTANTE: il gioco euristico dovrebbe essere proposto in uno spazio della casa tranquillo e abbastanza ampio. L’ideale sarebbe che il bimbo potesse stare su un tappeto morbido e muoversi liberamente. Inoltre non ci dovrebbero essere altri giochi intorno che potrebbero distrarlo.

 

Come funziona il gioco euristico?

 

Il gioco euristico è un’attività spontanea di esplorazione, dunque il genitore deve essere sì presente vicino al bimbo per rassicurarlo con la sua presenza ma non invadente. E' assolutamente fondamentale non intervenire sulle azioni del bimbo. 

 

Certo, l'impulso di indirizzare il bimbo può essere forte di fronte al suo buffo tentativo, per esempio, di infilare un bigodino grande in uno più piccolo ma questo vanificherebbe il senso più profondo dell'attività. 

 

In sostanza, il bimbo scopre e impara moltissimo manipolando gli oggetti - anche 'ciucciandoli', annusandoli, sbattendoli uno contro l'altro - e affina le sue capacità psicomotorie in modo AUTONOMO.

 

Un grande vantaggio del gioco euristico è proprio la possibilità che dà al bambino di mettersi alla prova da solo. Mentre gioca con gli oggetti, infatti, conquista nuove abilità con il suo corpo: per esempio afferrare con precisione una catenella per infilarla in un piccolo cilindro.

 

All’inizio del gioco, almeno la prima volta, il bambino potrebbe aver bisogno di un po' di tempo per decidere come giocare con gli oggetti e i contenitori a sua disposizione ma è bene non forzarlo rispettando i suoi ritmi.

 

Dopo aver 'studiato' il contenuto, posto vicino a lui, di tre sacchette, (60 oggetti di 3 diverse tipologie) - per esempio, catenelle, cilindri di carta e bigodini - ogni bimbo proverà a prendere il primo oggetto che lo attrae di più e a maneggiarlo in mille diversi modi...

 

E' davvero incredibile osservare l'impegno e la concentrazione con cui un bimbo di 13-14 mesi, per esempio, tenta di far passare una catenella in un cilindro e in un bigodino, stile collana, fino a quando non ci riesce. 

 

Quanto al tempo di ogni sessione di gioco euristico, a seconda dell'interesse mostrato dal singolo bambino, può variare tra i 30 e i 60 minuti. 

 

I suggerimenti dell'adulto insomma non servono: ogni bimbo esplora da solo gli oggetti e trova infinite possibilità per usarli con grande soddisfazione

 

Durante il gioco euristico non c'è proprio bisogno di dare suggerimenti: tra tutti gli oggetti disponibili “i bimbi selezionano, discriminano e paragonano, mettono in serie, infilano e fanno pile o fanno rotolare e mettono in equilibrio concentrandosi e migliorando così la loro abilità di manipolazione con evidente soddisfazione” (E. Goldschmied, Sonia Jackson, Persone da zero a tre anni. Crescere e lavorare nell'ambiente del nido, Junior). 

 

Inoltre, quando il bimbo è impegnato con le prove e gli esperimenti con oggetti e contenitori, non si pone neppure la questione del 'giusto' o sbagliato'. Il gioco euristico lo mette nelle condizioni di fare  quello che desidera. Questo non accade invece con un classico giocattolo 'didattico' che obbliga a una serie di azioni fisse per trovare la soluzione: suona, per esempio, solo schiacciando il tasto blu.

 

Nella fascia d'età 12-24 mesi, secondo la pedagogista, l'esperienza di scoperta autonoma, tratto essenziale del gioco euristico, risponde meglio ai bisogni del bimbo rispetto ai giocattoli 'istruttivi' dei negozi.

 

Quello che cattura davvero l'interesse del bimbo è osservare come 'funziona' l'oggetto mentre lo maneggia e il gioco euristico soddisfa proprio questa esigenza. Di conseguenza, qualsiasi azione decida di compiere il bambino è 'giusta' ed è un successo. 

 

L'unico eventuale fallimento di un esperimento, infatti, può essere causato dall'oggetto stesso: se il bimbo, per esempio, tenta di infilare due bigodini uguali uno dentro l'altro scoprirà che non è possibile.  

 

 

Alla fine del gioco il bambino deve rimettere in ordine gli oggetti nelle sacchette

Vietato per la mamma mettere a posto gli oggetti. Dovrà invece far sì che il bimbo li metta a posto nella sacchetta giusta. Questa fase rinforza l'idea che rimettere in ordine faccia parte del gioco. Una abitudine molto importante da acquisire, secondo E. Goldschmied.

 

In questo modo, il bimbo impara anche a selezionare e discriminare tra diverse categorie di oggetti, un'abilità base importante che porterà più avanti a capire il concetto matematico di 'insieme'.

 

Inoltre, riordinare il materiale nelle sacche aiuta anche il bimbo ad arricchire in modo naturale il suo vocabolario perché identifica, ovvero impara a riconoscere, ogni oggetto che prende e infila nella sacca.

 

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