Giochi per intelligenza

I giochi che fanno bene all'intelligenza dei bambini

Di Giorgia Fanari
giochiperilrientrodallevacanze
17 Agosto 2017 | Aggiornato il 26 Giugno 2018
No all'eccesso di stimoli, sì ai giochi poco strutturati che il bambino può reinventare in base alle sue necessità e alla sua fantasia: dalla bambola al puzzle, dalle costruzioni alla lettura ad alta voce, ecco i giochi consigliati dalle pedagogiste Elisabetta Rossini ed Elena Urso per sviluppare l'intelligenza dei bambini.
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«Il gioco è una cosa seria, ricopre un ruolo sempre più cruciale nell'educazione dei più piccoli: serve per imparare a conoscere il mondo e se stessi». A ribadire l’importanza del gioco sono le pedagogiste Elisabetta Rossini ed Elena Urso, titolari dello studio di consulenza pedagogica Rossini Urso.

 

Anche la noia è importante


Bisogna tuttavia avere alcune accortezze: «Prima di tutto, non si deve eccedere nel voler in continuazione stimolare il bambino per non farlo annoiare. Un eccesso di stimoli produce infatti l’effetto contrario, provocando confusione nel bambino, proprio come accade agli adulti che, dovendo prestare attenzione a più cose diverse, rischiano di non concentrarsi e di non portare bene a termine i propri compiti». Meglio dunque proporre un gioco alla volta, con tempi vuoti nel mezzo: «Il genitore non deve sempre strutturare il momento di gioco: il bambino, per uscire dalla sensazione di noia, sarà portato a immaginare e pensare attività che gli interessano davvero, utilizzando le proprie risorse».

 

Giochi: pochi ma buoni


Altra regola: «Non riempire la stanza di giocattoli, altrimenti anche in questo caso il rischio è quello di “paralizzare” il bambino, che potrebbe non riuscire a decifrare bene tutto quello che ha intorno». Il consiglio è invece quello di «fare in modo che i bimbi possano raggiungere i giochi in totale autonomia. Se ancora non camminano, lasciate sul tappeto due o tre giochi a portata di mano, vicini: in questo modo, il piccolo con un po’ di sforzo e impegno potrà raggiungere da solo il suo gioco. I giochi più utili sono quelli semplici e poco strutturati, che il bambino può reinventare in base alle sue necessità e alla sua fantasia, come una palla, una macchinina o un pupazzo. Sono ottimi anche oggetti di uso quotidiano che fanno rumore e che non si rompono, ad esempio le pentole da usare insieme alla mamma o al papà in cucina: è preferibile dare al bambino oggetti veri piuttosto che quelli in plastica».

 

Liberi di giocare, liberi di crescere

Che il gioco sia fondamentale lo conferma anche la ricerca “Liberi di Giocare, Liberi di Crescere” commissionata da Globo Giocattoli ad AstraRicerche: secondo genitori, zii e nonni è importante per lo sviluppo intellettivo e motorio del bambino (61,4%), per lo sviluppo della capacità creative e cognitive (58,6%) e per la sua socializzazione (48,8%). Si parla dunque di una vera e propria cultura del gioco, secondo la quale i bambini devono giocare tante ore al giorno (90%), non sono necessari giochi costosi ed elaborati ma oggetti semplici e capaci di stimolare la creatività (90%), non necessariamente nuovi (88%) o numerosi (86%). È invece preferibile che siano vari, colorati, stimolanti (86%), non imposti dagli adulti (61%) oltre che di prezzo contenuto e dunque accessibili (79%).

 

 

Giochi per l'intelligenza

Ci sono tanti giochi in grado di stimolare l’intelligenza dei bambini, da quella emotiva a quella fisica. Ecco i consigli delle pedagogiste Rossini e Urso che ricordano: «per sviluppare l’intelligenza creativa sarà sufficiente raggruppare tutti gli altri giochi».

 

1. Giochi per sviluppare l'intelligenza emotiva: fiabe e bambole


«Per stimolare l’intelligenza emotiva dei figli, cioè la capacità di immedesimarsi nell’altro e riconoscere i sentimenti, i giochi migliori sono quelli simbolici e di finzione: il bambino può far rivivere al suo pupazzo o alla bambola avvenimenti o emozioni che lo hanno colpito e in questo modo elaborarli e capirli meglio. Non bisogna però preoccuparsi se il bambino gioca alla maestra e sgrida la bambola di turno in maniera importante: non significa che sta vivendo emozioni negative a scuola, ma che sta capendo ed elaborando il turbamento che può provocargli il cambio di voce della maestra in alcune occasioni».

Anche la lettura delle fiabe o di un libro da parte dei genitori permette «di parlare della sfera emotiva senza coinvolgere direttamente il bambino, che potrebbe essere imbarazzato nel tirare fuori alcune emozioni: mamma e papà possono usare i protagonisti delle storie per spiegare i sentimenti e le sensazioni che provano in determinate situazioni. I bambini hanno un grande senso del pudore ed è difficile che riescano a tradurre in parole i propri sentimenti: anche per questo, nonostante possa non sembrare propriamente un gioco, consiglio ai genitori di dedicare cinque minuti per raccontare le proprie giornate, anche spiegando come ci si è sentiti, con aneddoti per spiegare le emozioni».

Per rendere “visibili” le emozioni «giocate ad associarle ai colori con dei cartoncini colorati. Ogni sera, insieme al bambino, mettete quello che rappresenta il pensiero felice o triste della giornata dentro un vasetto di vetro: in questo modo, il bambino tirerà fuori le sue emozioni e le sarà al sicuro».

 

2. Giochi per l'intelligenza spaziale: puzzle, disegni e costruzioni


«Si tratta di giochi che aiutano a rappresentare il mondo esterno a livello mentale. Ci sono alcune attività da fare che apparentemente non sembrano giochi: è utilissimo ad esempio compiere tragitti come quello da casa a scuola facendoci guidare dal bambino stesso. Il bambino impara a prestare attenzione al mondo che ha intorno e allo stesso tempo riceve una grande iniezione di fiducia e di stima nei suoi confronti. Lo si può fare ovviamente anche in macchina, chiedendo al bambino di segnalare dove e quando svoltare: la cosa più difficile soprattutto all’inizio sarà distinguere la destra dalla sinistra».

A queste attività si accompagnano giochi più classici come «puzzle, Lego e costruzioni: sono poco strutturati e quindi danno possibilità al bambino di sperimentare tante cose e di imparare le conseguenze delle proprie scelte: ad esempio, un blocco grande messo su uno piccolo porterà alla caduta della costruzione. I puzzle sono importanti perché obbligano a uno studio della forma da collocare nello spazio. Anche ritagliare e incollare forme e disegni aiuta i più piccoli ad osservare lo spazio, così come ricalcare i disegni insegna a seguire linee e forme precise».

 

3. Giochi per l'intelligenza verbale


«Per sviluppare l’intelligenza verbale il consiglio principale è quello di leggere ad alta voce, anche solo per pochi minuti al giorno ma da subito, come ricorda anche l’Associazione Nati per Leggere. Allo stesso modo, è importante parlare con il bambino spiegando ogni volta le azioni che si stanno per compiere sul suo corpo, ad esempio “adesso laviamo il viso, le mani; indossiamo la tutina, etc…”: oltre che un segno di rispetto nei suoi confronti è utile perché abitua il bambino ad associare parti del corpo e suoni».

Il consiglio è di parlare tanto con i bambini, di raccontare quello che facciamo anche mentre prepariamo la cena, ad esempio, nominando sempre le cose e senza utilizzare un linguaggio troppo infantilizzato, con parole storpiate. «Anche per quanto riguarda i libri, non selezionate solo quelli scritti in maniera troppo semplice altrimenti non aiuterete il bambino a far evolvere il proprio vocabolario. Belle e utili sono le filastrocche e le canzoncine, così come un gioco semplice e divertente può essere quello di cercare per ogni lettera dell’alfabeto una parola che la abbia come iniziale».

 

4. Giochi per l'intelligenza logico-numerica


«Anche in questo caso puzzle e costruzioni sono giochi molto utili. Altrettanto importanti possono essere i giochi di associazione, che richiedono uno sforzo di sintesi e analisi logica non indifferente ma allo stesso tempo alla portata del bambino: ad esempio, si può chiedere di cercare nella stanza tutti gli oggetti bianchi, oppure tondi e così via. Ai più grandicelli si può chiedere di raggruppare le cose per categorie: oggetti che servono a cucinare, oggetti della mamma, oggetti per fare sport e così».

 

5. Giochi per l'intelligenza fisica

«Camminare, correre, saltare sul materasso, ma non solo: in questo contesto tornano utili anche tutti i consigli della scuola Montessori. Il consiglio è quello di lasciare sin da subito alla portata dei bambini oggetti di materiali differenti: non solo pupazzi morbidi ma anche cose ruvide o di plastica, stoffe, carte, piccoli legni che possano toccare, annusare e mordere, accompagnandoli con la descrizione e la spiegazione. La conoscenza che coinvolge più sensi diventa autentica».