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Smart toys, un rischio per la nostra sicurezza

Di Vincenzo Genovese
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27 dicembre 2018
L’esperto di cybersecurity Diego Marson spiega perché serve cautela con i giocattoli intelligenti, che incamerano dati e informazioni sensibili
 

Si chiamanosmart toys”, giocattoli intelligenti. E a volte potrebbero esserlo fin troppo, tanto da minacciare la sicurezza delle nostre famiglie. Il rischio infatti è duplice: da un lato questi dispositivi (bambole, macchinine o robot) potrebbero raccogliere i dati sensibili di chi li usa, dall’altro potrebbero essere manomessi, permettendo a soggetti esterni di violare il nostro spazio privato, non solo in senso metaforico.

 

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Che cosa sono gli smart toys

 

Si definiscono "smart toys" quei giocattoli dotati di sistemi elettronici che permettono loro di interagire con l'ambiente circostante e "imparare" dall'esperienza, registrando gli stimoli esterni.

 

Questi oggetti si adattano progressivamente all'utente, personalizzando così l'esperienza di gioco. Esistono molti tipi diversi di smart toys, alcuni di essi possono scattare foto, girare video e collegarsi con internet.

 

La platea dei giocattoli "smart" è molto ampia: bambole, peluche, robot, giochi da tavola possono diventare tali quando sono regolati da un software al loro interno. Altri giocattoli intelligenti vengono controllati a distanza tramite smartphone o tablet e molti rispondono a comandi vocali. Il blog Robotiko.it offre una lista di smart toys per bambini, evidenziandone caratteristiche e funzioni.

 

 

Un problema di sicurezza

 

«Il problema di fondo è costituito dalla mancata considerazione degli aspetti basilari della sicurezza nello sviluppo degli smart toys», spiega Diego Marson di Yarix, un’azienda italiana specializzata in cybersecurity.

 

«Uno smartwatch, ad esempio, potrebbe consentire di identificare chi lo indossa tramite il Gps integrato: non certo una piacevole scoperta per quei genitori apprensivi che lo regalano ai figli per sapere sempre dove si trovano».

 

Ma c’è di peggio: nel 2017 il National Cyber Security Center di Londra ha sbloccato la porta di una casa tramite una bambola smart: una dimostrazione di come i malintenzionati possono sfruttare questi oggetti come “cavalli di Troia” per i loro scopi. «In gergo si chiamano "movimenti laterali": sono le possibilità di sfruttare le vulnerabilità di sicurezza presenti in un dispositivo per prenderne il controllo».

 

 

 

 

Consigli per l’uso

 

Diventa quindi fondamentale fare attenzione quando ci si mette in casa un giocattolo smart. «Misure quali la cifratura dei dati in transito, l'accesso sicuro ai dati archiviati, la segregazione delle informazioni spesso non vengono adeguatamente implementate in questi dispositivi», afferma Marson.

 

Il problema è che spesso si tratta di questioni tecniche, che l’utente finale fatica a padroneggiare. Il Garante della Privacy ha perciò diffuso un vademecum, che contiene dritte facilmente applicabili anche da chi non è troppo esperto di tecnologie.

Impostare password di accesso complesse, fornire solo i dati essenziali al dispositivo, spegnerlo o disconnetterlo dalla rete quando non viene utilizzato sono ad esempio pratiche di buon senso che possono rivelarsi molto utili per limitare i pericoli.

 

 

Timori fondati

 

La perdita del controllo sui propri dati preoccupa sempre di più le persone. «In Paesi particolarmente sensibili ai problemi legati alla cybersecurity, enti nazionali specifici hanno proposto delle linee di condotta per le aziende che sviluppano smart toys».

 

Come ammette l’esperto, però, si tratta spesso di norme dall’impatto limitato. «Nel Regno Unito ci sono le linee guida del National Cyber Security Centre, che mirano a garantire la sicurezza dei dispositivi connessi: purtroppo però si tratta di un codice a recepimento assolutamente volontario da parte dei produttori».

 

 

 

 

L’importanza della consapevolezza

 

Come difendersi allora dai lati oscuri della tecnologia? In primo luogo, sicuramente, informandosi su quello che si sta utilizzando. «Allo stato attuale lo strumento più efficace rimane la consapevolezza dei possibili rischi da parte dell'utente finale e l'acquisto razionale degli smart toys», conferma Marson, che sembra suggerire di non guardare solo al prezzo nel momento della scelta: «La sicurezza ha un costo, ma il costo della non sicurezza è ben più alto».